È stata depositata la richiesta di archiviazione della Procura di Milano in merito all’indagine che vede coinvolto Gianluca Rocchi, ex designatore arbitrale, per concorso in frode sportiva, relativamente a quattro partite. È stata richiesta al gip l’archiviazione per l’ipotesi di frode sportiva ed è stata stralciata la parte relativa alle “bussate” al Var. Gli atti sono stati trasmessi alla Procura generale dello sport del Coni e alla Procura federale della Fgci per quanto di loro competenza.
Rocchi e le presunte interferenze nelle designazioni arbitrali
A Rocchi erano state contestate delle presunte interferenze nelle designazioni arbitrali per favorire la scelta di direttori di gara graditi all’Inter. Le partite finite nel mirino dell’inchiesta erano Inter-Verona del 3 maggio 2025, Bologna-Inter del 20 aprile 2025, il derby di Coppa Italia Inter-Milan del 23 aprile 2025 e infine Torino-Inter del 26 aprile 2026. Secondo l’accusa, il 52enne di Firenze avrebbe designato Maurizio Mariani come arbitro della sfida tra la squadra granata e i nerazzurri “soltanto dopo il previo consenso della società nerazzurra”, poiché il direttore di gara sarebbe stato considerato non gradito dal club.
Inter indagata e archiviata
La Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione dell’Inter, società indagata ai sensi della legge 231 del 2001 (sulla responsabilità amministrativa delle aziende per reati commessi da amministratori, dipendenti o collaboratori nell’interesse o a vantaggio dell’ente). Solo di recente il club nerazzurro era stato indagato e finora non se ne era avuta notizia. L’ipotesi era in relazione alle designazioni da parte di Rocchi.
Il legale di Rocchi: “E’ felice ma ha pagato un costo troppo pesante”
“L’ho sentito ed è molto contento, ora valuteremo cosa fare. Domani lo vedrò e ne parleremo per bene”, ha detto a LaPresse l’avvocato Antonio D’Avirro, legale di fiducia di Rocchi. “Fortunatamente si è risolto tutto in tempi brevi, anche se il costo che ha dovuto pagare è stato pesante. Perché quando è esplosa la cosa si parlava più di lui che di Trump”, ha aggiunto.
A proposito della richiesta della procura, il difensore ha affermato: “Il commento è positivo, dopo l’interrogatorio di Rocchi una decina di giorni fa avevo ricavato una impressione favorevole perché aveva risposto puntualmente a tutte le contestazioni che gli erano state mosse e che aveva giustificato. Nel corso dello stesso interrogatorio gli elementi dell’accusa consistevano nel fatto che avrebbe ricevuto dei condizionamenti, ma ha dimostrato che le scelte arbitrali sono sempre state fatte in piena autonomia e che non aveva mai subito alcun condizionamento da parte di nessuno”.
Per quanto riguarda l’altro filone sulle così dette “bussate”, trasferito alla procura di Monza, il legale ha detto: “Non capisco come possano integrare una frode sportiva, erano finalizzate a correggere un grave errore in cui era incorso l’arbitro e non certo ad alterare il risultato della gara. Giuridicamente non vedo come possa profilarsi una frode sportiva”. Infine sui possibili sviluppi nell’ambito della giustizia sportiva, D’Avirro ha aggiunto: “Vediamo, probabilmente saranno trasmessi gli atti alla Procura federale ma quello che era il fatto grave e contestato come frode sportiva, che avrebbe potuto dar luogo a una contestazione di illecito sportivo, mi sembra sia caduto pacificamente”.

