“Ho scommesso da subito sul Policlinico Umberto I e credo che i fatti ci stiano dando ragione”. Ostenta soddisfazione il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca per l’inaugurazione della nuova terapia intensiva ad alto biocontenimento, un’operazione da 4 milioni di euro che si inserisce nel più ampio progetto di rinnovamento del campus sanitario romano. Venti posti letto in un reparto che consentirà il “completo isolamento e il controllo degli ambienti, per una corretta presa in carico dei pazienti immunodepressi”, chiarisce il direttore generale del Policlinico Fabrizio d’Alba.
La centralità dell’aspetto umano
“Il reparto – prosegue d’Alba – è caratterizzato da tecnologie innovative, ma non è stato trascurato l’aspetto umano. Abbiamo creato le condizioni affinché i parenti possano avere un contatto con i pazienti ricoverati, con un accesso controllato e in sicurezza. L’obiettivo è rompere il distacco che si verifica nelle nostre terapie intensive”.

La lezione della pandemia
Per Antonella Polimeni, rettrice della Sapienza, gli investimenti mirati di cui sta beneficiando il Policlinico – in autunno sarà pronta anche la terapia sub-intensiva – affondano le radici nella drammatica esperienza della pandemia. “Ci ha mostrato quanto siano decisive la programmazione, la disponibilità dei posti di terapia intensiva e la sicurezza dei percorsi”, sottolinea.

Un metodo di governo condiviso
“Oggi si dimostra come si può trasformare quel dolore in una capacità stabile di cura e di protezione”. Il nuovo reparto è frutto della collaborazione tra Regione Lazio, Policlinico e Sapienza, “un metodo di governo condiviso che si sta traducendo in risultati concreti e tangibili”, aggiunge Polimeni. I venti nuovi posti letto garantiranno “maggiore sicurezza per le persone fragili: vite che potranno essere salvate e ulteriori sofferenze che potranno essere evitate”, spiega ancora la rettrice.

Colmare il gap del Policlinico Umberto I
“Stiamo recuperando il gap tecnologico che rappresentava un insulto per la struttura ospedaliero-universitaria più antica d’Europa”, rimarca il presidente Rocca. “Il pareggio di bilancio raggiunto per il terzo anno di fila e l’avanzo di amministrazione ci hanno consentito di potenziare le tecnologie. Insieme al direttore Urbani (Direzione regionale salute e integrazione sociosanitaria, ndr) abbiamo messo ordine e trovato poi le risorse per problemi che si trascinavano. Solo con attenzione e trasparenza – conclude – si può fare la giusta programmazione”.

