Un gruppo di eurodeputati ha scritto una lettera indirizzata alle federazioni calcistiche dell’Ue in cui le esortano a “chiedere un’indagine volta ad accertare se il presidente della FIFA Gianni Infantino sia stato coinvolto nella decisione di sospendere la squalifica automatica di una giornata inflitta a seguito del cartellino rosso mostrato al calciatore della nazionale maschile statunitense Folarin Balogun, e se le pressioni esercitate dall’amministrazione Usa abbiano influito su tale decisione”.
La lettera
I firmatari sottolineano che “le norme statutarie e il codice etico della FIFA forniscono una base molto chiara affinché le federazioni affiliate possano intervenire e richiedere un’indagine”. “Il requisito della neutralità politica è chiaramente delineato sia negli statuti della FIFA che nel Codice etico. L’articolo 4, paragrafo 2, dello Statuto della FIFA enuncia il principio secondo cui ‘la FIFA rimane neutrale in materia di politica e religione‘, mentre l’articolo 15 del Codice etico della FIFA stabilisce che tutti i funzionari calcistici debbano rimanere politicamente neutrali e prevede sanzioni severe in caso di violazioni. Lo Statuto della FIFA impone alle federazioni affiliate di ‘rispettare pienamente’ tali norme”, sottolinea la lettera degli eurodeputati. “Riteniamo che questo rapporto sia bidirezionale e che le federazioni affiliate siano tenute, in base al Codice etico della FIFA, a esigere che gli alti funzionari della FIFA siano chiamati a rispondere delle proprie azioni qualora esistano prove che suggeriscano una violazione delle norme sulla neutralità politica”, affermano i firmatari, aggiungendo che “inoltre l’articolo 16 del Codice etico della FIFA stabilisce che i funzionari calcistici ‘hanno un dovere fiduciario nei confronti della FIFA, delle confederazioni, delle federazioni, dei campionati o dei club’ e che ‘si verifica una violazione del dovere fiduciario quando, fra l’altro, una persona che ricopre una posizione di responsabilità o di fiducia agisce in modo dannoso per gli interessi della FIFA, delle confederazioni, delle federazioni, dei campionati o dei club o tale da danneggiarne la reputazione”.

Poi il testo conclude sintetizzando la richiesta: “Le federazioni affiliate hanno un ruolo importante da svolgere nel garantire il rispetto delle regole e nell’assicurare che chi le viola sia chiamato a risponderne. A tal proposito, vi esortiamo a unirvi alle recenti richieste, avanzate dai deputati europei e dalla Federazione calcistica norvegese, a sostegno di un’indagine sui legami tra Gianni Infantino e il presidente Trump. Qualsiasi indagine deve ora includere un esame approfondito del processo decisionale alla base della decisione della FIFA di revocare la squalifica imposta a un membro della nazionale maschile Usa. Vorremmo inoltre sottolineare che non siamo motivati dal desiderio di vedere sanzionato alcun singolo calciatore, ma piuttosto dall’intenzione di garantire che le regole vengano applicate in modo da tutelare l’integrità del gioco. Restiamo in attesa di una vostra risposta”.
Chiesta un’indagine anche sul Premio della Pace FIFA assegnato a Trump
Il testo – i cui primi tre firmatari sono Barry Andrews di Renew (Irlanda), Lara Wolters di S&D (Paesi Bassi) e Niels Fuglsang di S&D (Danimarca) – ricorda che “la scorsa settimana, 50 eurodeputati hanno scritto al presidente Infantino e al Consiglio della FIFA, esortando la Commissione Etica della FIFA a condurre con la massima rapidità e serietà un’indagine sull’assegnazione del Premio della Pace della FIFA al presidente Trump e su altre potenziali violazioni della neutralità politica, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta adeguata“. “Alla luce della decisione presa domenica di sospendere l’applicazione di una squalifica automatica di una partita, riteniamo che sia giunto il momento che le Federazioni calcistiche europee, tutte associate alla FIFA, intervengano e chiedano alla FIFA di indagare sui suddetti processi decisionali”, recita la missiva.
Federcalcio tedesca: “Caso Balogun non va archiviato, fare chiarezza”
Sulla vicenda è intervenuta anche la Federcalcio tedesca (Dfb), che chiede che il caso non venga archiviato. Lo ha dichiarato il presidente della Dfb Bernd Neuendorf. “Abbiamo preso atto della risposta della Fifa. Condivido la posizione della UEFA: questa vicenda non può essere archiviata e deve essere discussa innanzitutto tra le federazioni calcistiche europee”, ha affermato Neuendorf in una nota. Balogun era stato espulso negli ottavi di finale vinti dagli Stati Uniti per 2-0 contro la Bosnia-Erzegovina, ma la FIFA ha successivamente sospeso l’efficacia della squalifica, consentendogli di scendere in campo nei quarti di finale contro il Belgio.
La decisione ha suscitato forti polemiche, soprattutto dopo le notizie di una telefonata tra il presidente statunitense Donald Trump e il presidente della Fifa Gianni Infantino, nel corso della quale Trump avrebbe chiesto di riesaminare il provvedimento disciplinare. “Deve essere chiarito rapidamente e in modo convincente che non vi sia stata un’ingerenza politica nello sport”, aveva affermato ieri Neuendorf, spiegando che “sono in gioco l’integrità della competizione e la credibilità della FIFA”. Anche la UEFA aveva espresso “sgomento” per una decisione definita “senza precedenti, incomprensibile e ingiustificata“. La FIFA ha difeso la propria scelta, sostenendo che fosse motivata da “circostanze particolari” del caso, senza tuttavia fornire ulteriori dettagli.
UEFA statement on the Balogun case: ⬇️https://t.co/9LQDx8waKe
— UEFA (@UEFA) July 6, 2026

