Servivano tre punti e il Como se li è presi con una partita fatta di sofferenza. Lo 0-1 rifilato all’Hellas nella 36esima giornata di Serie A permette a Cesc Fabregas e ai suoi uomini di uscire dal Bentegodi di Verona con la certezza di essere qualificati a una delle Coppe europee della prossima stagione. Sono 65 i punti in classifica, quinti dietro al Milan, che giocherà alle 20.45, e alla Roma, che sarà in campo alle 18. Quando mancano due giornate alla fine del campionato, il Como deve solo capire in quale torneo internazionale giocherà dalla fine di agosto.
Il film della partita
Dopo un primo tempo decisamente sofferto, il Como sblocca il math contro il Verona grazia e una rete di Douvikas a metà della ripresa. L’attaccante lariano vince un duello con Edmundsson e fulmina Montipò con un diagonale potente.
Gara complicata per i ragazzi di Fabregas, quasi mai pericolosi nel primo tempo e anzi più volte vicini ad andare sotto con una girata in avvio di Suslov e un colpo di testa alto da due passi di Bowie. Nel secondo tempo il Como cambia ritmo e, dopo un colpo di testa di Diao smanacciato da Montipò, trova il vantaggio con l’attaccante greco. L’Hellas non demorde e pareggia subito i conti in mischia con Bowie, ma la rete viene annullata per posizione di fuorigioco di Valentini dopo un lungo consulto del Var.
Fabregas: “Europa è un sogno, 10 maggio data storica per Como”
“Sono molto contento e soddisfatto. Oggi si fa la storia. Due anni fa, il 10 maggio, il Como veniva promosso in Serie A. Due anni dopo, proprio oggi, andiamo in Europa. È un sogno, una cosa che non si può spiegare facilmente”. Lo ha detto il tecnico del Como Cesc Fabregas dopo il successo ottenuto sull’Hellas Verona che ha permesso ai lombardi di centrare aritmeticamente la prima storica qualificazione alle coppe europee. “È una cosa incredibile, tra vent’anni sicuramente ricorderemo questo giorno”, ha aggiunto il manager spagnolo ai microfoni di Dazn. “Durante la stagione bisogna saper giocare in tutti i modi, poi noi abbiamo la nostra identità. Non siamo la Juve, il Milan, l’Inter o il Napoli, siamo una squadra umile che prova con ragazzi giovani a lottare pian piano con loro“, ha concluso. “Poi vedremo dover arriverà il Como tra 4-5 anni, ora godiamoci il momento e continuiamo a crescere, è la strada giusta“.

