Malagò punta alla Figc: il precedente in Serie A, il tifo per la Roma e…il calcio a 5

Malagò punta alla Figc: il precedente in Serie A, il tifo per la Roma e…il calcio a 5
Foto Claudio Furlan /Lapresse

L’ex presidente del Coni, 67 anni, incassa l’investitura della Lega A per la candidatura alle elezioni Figc

Il calcio a 5, la passione per la Roma, la ‘reggenza’ temporanea in Lega Serie A e ora l’investitura da parte della stessa Confindustria del pallone per la candidatura alle elezioni Figc. Giovanni Malagò e il calcio, un amore così grande per restare in clima Azzurro come recitava la colonna sonora che ha accompagnato per anni la Nazionale italiana.

Malagò, il calcio e l’amore per la Roma

Il tifo per la Roma (suo padre Vincenzo è stato vicepresidente), i suoi trascorsi con la maglia azzurra nel calcio a cinque e quel precedente da commissario della serie A: il rapporto del 67enne ex presidente del Coni con il pallone è sempre stato viscerale, prima ancora che iniziasse la sua ultra trentennale carriera da dirigente sportivo. Fin da giovane ha avuto una predilezione per quello che oggi viene chiamato futsal, disciplina nella quale il nuovo candidato della Lega Serie A per l’elezione federale del 22 giugno, si è distinto vincendo tre scudetti con la Roma RCB, quattro Coppe Italia (due conquistate con il Circolo Canottieri Aniene) e ottenendo anche diverse presenze con la maglia azzurra tra cui la partecipazione con la nazionale italiana, al primo Mondiale di calcio a 5 in Brasile. Era il 1982, l’anno magico del Mundial dell’altra Italia del calcio quella di Bearzot campione del mondo in Spagna.

Avviata la carriera di dirigente sportivo nel 1997, Malagò – la cui conclamata fede giallorossa l’ha sempre professata (spesso all’Olimpico per seguire la sua Roma) -, diventa presidente del Circolo Canottieri Aniene e la stagione successiva presidente del comitato organizzatore degli Internazionali d’Italia di tennis, anno in cui ha iniziato a entrare nei palazzi del calcio assumendo il ruolo di consigliere delegato per i 100 anni della Figc. Da allora un salto in alto costante.

Da presidente Coni alla Lega A come commissario

Dieci anni dopo, in qualità di presidente del Comitato Olimpico (carica ottenuta la prima volta nel 2013 battendo Raffaele Pagnozzi,candidato sponsorizzato anche da Giancarlo Abete), è chiamato a risolvere la crisi degli organi di vertice del calcio italiano, Figc e Lega Calcio Serie A, incapaci di giungere all’elezione di una nuova governance. Il 1º febbraio 2018 la Giunta del Coni da lui presieduta nomina il Segretario Generale Roberto Fabbricini nuovo commissario straordinario della Figc e il giorno successivo Fabbricini nomina lo stesso Malagò commissario straordinario della Lega di Serie A. Lascia l’incarico il 28 maggio, dopo l’elezione della nuova governance.
Un’esperienza non ricordata troppo bene in realtà in via Rosellini, dato che si chiuse con l’elezione fortemente contestata a presidente di Gaetano Micciché, poi costretto a dimettersi per presunte irregolarità nelle votazioni.

I primi rumors su Ranieri

Oggi è proprio lui, Malagò, che la Serie A (18 preferenze su 20) ha scelto per far ripartire il calcio italiano. Uno scenario che intreccia il futuro della Figc con quello della Roma e della Nazionale. Ci sarebbe infatti un’ipotesi sorprendente sul tavolo della Figc del nuovo corso al punto da delineare un possibile assetto rivoluzionario: Malagò presidente federale e il senior advisor giallorosso Claudio Ranieri, alla luce delle recenti tensioni interne che hanno scosso l’ambiente di Trigoria, in una posizione strategica all’interno del progetto azzurro come dt. Ranieri nove mesi fa disse no alla nazionale par ‘amor di Roma’ ma la voglia di rivestire l’azzurro è tanta e potrebbe non farsi sfuggire una seconda chance. E chissà se alla fine due fedelissimi giallorossi non si ritrovino insieme a via Allegri.

Le prime parole di Malagò: “Onorato, ora percorso esplorativo”

“Ho accolto con grande soddisfazione l’importante mandato fiduciario conferitomi dalla Lega di Serie A, visto anche il contenuto numerico con cui è stato espresso. Un segnale di straordinaria considerazione, che ora mi permette di intraprendere un doveroso percorso esplorativo“, dice oggi a LaPresse Malagò, commentando a caldo i 18 voti su 20 con cui i club di Serie A lo hanno indicato come candidato alla successione di Gabriele Gravina alla presidenza della Figc.

“Credo sia corretto interpellare le altri componenti prima di effettuare una valutazione complessiva – conclude -, sono comunque onorato di questa significativa testimonianza di stima. È una cosa che mi gratifica l’aver fatto convergere un consenso quasi unanime, da un mondo spesso litigioso. Tutto questo mi responsabilizza”.

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