Malagò, 18 club di serie A favorevoli a candidarlo come presidente Figc. Abete chiede l’appoggio dei dilettanti

Malagò, 18 club di serie A favorevoli a candidarlo come presidente Figc. Abete chiede l’appoggio dei dilettanti
Giovanni Malagò (Foto AP/Luca bruno)

Simonelli: “Il 20 aprile invitato Malagò a Milano per illustrare programma Serie A”

Sono al momento 18 i club di Serie A favorevoli alla candidatura di Giovanni Malagò a presidente della Figc, per succedere a Gabriele Gravina dopo le sue dimissioni. È quanto trapela dall’assemblea in corso in via Rosellini a Milano, a cui son presenti tutte le 20 società. Unici contrari sarebbero la Lazio e il Verona. La scadenza per presentare la candidatura a presidente della Figc è il 13 maggio, le elezioni sono in programma il prossimo 22 giugno a Roma.

Sempre secondo quanto trapela, la Lazio non ha firmato per Malagò ma non sarebbe contraria alla sua figura. La posizione del club del presidente Lotito, in particolare, sarebbe di critica verso il metodo di nomina del candidato senza aver prima preso atto del suo programma. Il Verona, presente il presidente Italo Zanzi, al momento si è limitato a non firmare l’appoggio a Malagò.

Il 67enne Malagò ha una lunga carriera di imprenditore e dirigente sportivo, è stato presidente del Coni per tre mandati dal 19 febbraio 2013 al 26 giugno 2025 riuscendo a riportare le Olimpiadi invernali in Italia con i Giochi di Milano Cortina 2026. È attualmente membro a titolo individuale del Comitato Olimpico Internazionale dal 1º gennaio 2019. Storico tifoso della Roma (il padre Vincenzo è stato vicepresidente del club), Malagò non ha mai fatto mistero della sua passione calcistica.

Subito ‘scontro’ con Abete, che chiede l’appoggio dei dilettanti

“Chiederò al consiglio direttivo della Lega nazionale dilettanti di investirmi delle stesse titolarità di cui è stato investito il presidente Malagò dalle società della Lega di A. Ovvero, attraverso una condivisione della candidatura, presentarmi prima nella logica di discussione dei contenuti per poi valutare quale è il punto di caduta dei nomi“. Così Giancarlo Abete, presidente della Lnd, a margine della cerimonia di consegna del premio Bearzot, al Coni, in merito alla elezioni del nuovo presidente federale.

“Pensavo sarebbe stato più opportuno un percorso diverso, leggere e valutare il documento Gravina, capire quali tipi di responsabilità ogni componente prendeva nei confronti della Federazione, avere un programma condiviso e poi individuare la persona giusta. C’è stata questa accelerazione con l’investitura di Malagò. Se l’impostazione è questa noi seguiremo la stessa”, prosegue l’ex numero uno della Figc. “Ho già convocato gli organi direttivi, chiederò il via libera per poter dare la disponibilità. Il mio invito è che la stessa cosa facciano le componenti tecniche e le altre leghe. Perché abbiamo necessità di avere il contributo di tutte le componenti. Ben vengano altre proposte perché l’obiettivo è di confluire in un programma condiviso e di un’unica candidatura. In questo caso non c’è da parte mia nessuna volontà di essere il candidato condiviso da tutti. Chi riterrà si giocherà la sua partita in sede elettorale”, conclude.

Simonelli: “18 club su 20 di Serie A a favore di Malagò, ora tocca a lui”

“Diciotto club su venti hanno sottoscritto la candidatura di Malagò, che da questo momento ha ottenuto l’accredito da parte di una componente federale. Ricordo che non è la Lega a votare in assemblea elettiva Figc, ma le singole società”. Lo ha detto il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli incontrando la stampa in una pausa dei lavori dell’assemblea in corso in via Rosellini, con all’ordine del giorno l’appoggio alla candidatura di Giovanni Malagò a presidente della Figc. “Malagò è una persona di altissimo livello, a questo punto la palla passa a lui. Dovrà fare le sue verifiche e poi formalizzare la candidatura”, ha aggiunto.

“Il 20 aprile invitato Malagò a Milano per illustrare programma Serie A”

La Lega Serie A ha ufficialmente invitato Giovanni Malagò a Milano in un incontro “per illustrare una sorta di programma con una ventina di punti che si potranno integrare con quelle che saranno le sue idee”. Lo ha detto il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli. “Come Lega Serie A facciamo i migliori auguri a Malagò”, ha aggiunto. Simonelli ha quindi spiegato che Lazio e Verona non hanno firmato il modulo per accreditare Malagò “non certo per mancanza di fiducia ma per una questione di metodo, va a dire discutere prima dei programmi”. “Malagò ha fatto tanto per lo sport italiano, il successo delle ultime Olimpiadi dimostrano quelle che sono le sue capacità”, ha concluso.

“Come Serie A c’è la volontà di avere comunque un dialogo con il ministro Abodi e con il Governo, un dialogo che c’è sempre stato in modo costruttivo. Un dialogo da portare avanti a prescindere da chi sia il candidato”, ha aggiunto Simonelli. “Si voleva dare una immagine di reazione immediata al dramma sportivo per la delusione della nazionale. Ci siamo trovati subito per analizzare un programma per risollevare la Serie A e tutto il calcio italiano. E’ importante non perdere tempo“, ha aggiunto spiegando il perché la Serie A abbia deciso di uscire per prima allo scoperto nel candidare Malagò.

Lotito: “Malagò? Nome non c’entra, serve nomina commissario”

“Malagò? Non è il nome, non c’entra niente. Se una cosa non funziona va ristrutturata. C’è una legge istitutiva che è la n.91 del 1981, 45 anni fa, fino a quando c’è quella legge il sistema va ridisegnato tutto. Ci vuole la nomina di un commissario“. Lo ha detto il presidente della Lazio Claudio Lotito lasciando gli uffici della Lega Serie A, a proposito della candidatura di Giovanni Malagò alla presidenza della Figc. Lotito è l’unico insieme al presidente del Verona Italo Zanzi a non aver firmato oggi il modulo di accreditamento di Malagò a presidente della Figc per conto della Serie A.

Marotta: “Calcio è paziente malato e serve cura, Malagò uomo giusto”

“E’ il primo atto di una situazione che ci deve portare assolutamente a trovare la strada maestra per poter migliorare il nostro calcio da due punti di vista: uno è quello della nazionale che rappresenta un patrimonio sociale, l’altro è il momento di fare riforme e questo non può avvenire se non anche confrontandoci con la politica che rimane sicuramente un punto di riferimento molto importante”. Lo ha detto il presidente dell’Inter Beppe Marotta a proposito dell’appoggio annunciato dalla Lega Serie A a Giovanni Malagò come presidente della Figc. Ultimamente però il Governo non si era espresso molto a favore di Malagò. “Mi dispiace, ma come dicevo Malagò è stato identificato e individuato per il suo profilo, è un profilo di un manager sportivo che naviga da tanti anni nel nostro mondo e quindi deve essere colui che raccoglie le linee guida da parte della Serie A per far sì che si riesca a migliorare il nostro calcio, che in questo momento è un paziente malato che ha bisogno di una cura, di una terapia molto importante”. “Noi rivendichiamo il fatto di essere la locomotiva di un sistema sportivo che è importante per il sistema Italia, ma che tiene conto anche di quelle che sono poi le situazioni della Serie B, della Serie C, dei dilettanti e soprattutto di quello che è il vero zoccolo duro che è il patrimonio del settore giovanile. Da qui nascono i talenti del domani e dei lì che noi dobbiamo lavorare”, ha concluso.

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