Il Senegal non ci sta. Dopo la vittoria della Coppa d’Africa 2026 assegnata a tavolino al Marocco la Federcalcio senegalese annuncia ricorso. Lo ha fatto per bocca del suo segretario generale Abdoulaye Seydou Sow che ha contestato la decisione della Commissione d’appello della Confederazione africana (Caf) arrivata ieri a sorpresa e a due mesi dalla finale di Rabat del 18 gennaio scorso.
“Non ci tireremo indietro. La legge è dalla nostra parte”, ha detto Sow all’emittente pubblica Radiodiffusion Télévision Sénégalaise, definendo la sentenza una “vergogna per l’Africa”. “Questa decisione è una farsa che non poggia su alcuna base giuridica. Abbiamo avuto l’impressione che la commissione non fosse lì per applicare la legge, ma per eseguire un ordine”, ha aggiunto Sow. Una delle vie possibili per presentare ricorso è il Tribunale Arbitrale dello Sport, un organismo indipendente con sede a Losanna, in Svizzera, che risolve le controversie relative allo sport attraverso l’arbitrato o la mediazione. Questa via richiede però in genere circa un anno per giungere a un verdetto, molto tempo dopo che entrambe le squadre avranno disputato i Mondiali del 2026, ospitati congiuntamente da Stati Uniti, Canada e Messico.
Il difensore del Senegal Moussa Niakhaté ha pubblicato su Instagram una foto con in mano il trofeo, accompagnata dal messaggio: “Venite a prenderlo! Sono pazzi!”.

In un post simile, il terzino sinistro El Hadj Malick Diouf ha aggiunto: “Non è quello che mi aspettavo… questa cosa non porta da nessuna parte”.
Le motivazioni del verdetto
La Caf ha citato l’articolo 82 del regolamento del torneo per giustificare il verdetto applicato in appello, e non in prima istanza. Esso recita: “Se, per qualsiasi motivo, una squadra si ritira dalla competizione o non si presenta a una partita, o rifiuta di giocare o lascia il campo prima della fine regolare della partita senza l’autorizzazione dell’arbitro, sarà considerata perdente e sarà eliminata definitivamente dalla competizione in corso”.
Nel corso della finale del 18 gennaio scorso infatti il Senegal, in segno di protesta, aveva lasciato il campo per 15 minuti durante il recupero, mentre un gruppo di tifosi avevano tentato di compiere un’invasione di campo quando al Marocco era stato assegnato un rigore. Quando il gioco era ripreso, il rigore tirato da Brahim Diaz era stato parato e il Senegal aveva segnato nei tempi supplementari.
