Spalletti tiene i bianconeri a 5 punti di distanza

La partita più attesa e discussa dell’Epifania, in bilico fino all’ultimo tra positivi e giocatori in quarantena, partorisce un pareggio che cambia poco nella classifica di Juve e Napoli ma che, ancor più dopo lo scontro diretto dello Stadium, certifica l’attuale superiorità dei campani. La Vecchia Signora infatti spreca la chance di risucchiare i rivali nella lotta per il quarto posto raccogliendo un 1-1 che, in virtù delle numerose defezioni degli azzurri, tra Covid, infortuni e calciatori in Coppa d’Africa, ha il sapore dell’occasione sprecata. Più forte delle assenze, e capace anche di portarsi in vantaggio con Mertens, il Napoli tiene i bianconeri a cinque punti e conferma di essere una squadra di qualità e di carattere. I bianconeri, ancora una volta, hanno mostrato lacune in fase di costruzione. I lampi di Chiesa, il migliore in casa Juve, sono bastati per trovare la via del pari, ma non per andare oltre. Anche perché nel big match dello Stadium non è stato supportato adeguatamente dai compagni, con un Dybala ancora in ritardo di condizione e un Morata inevitabilmente condizionato dalle voci di mercato.

Allegri recupera Chiesa e Dybala, ma l’argentino finisce in panchina, con Morata, l’uomo più chiacchierato della settimana, e Bernardeschi a completare il tridente. Il Napoli, tra infortuni, calciatori impegnati in Coppa d’Africa e Covid è ampiamente rimaneggiato ma riesce almeno a schierare Lobotka, Rrahmani e Zielinski, messi in quarantena dall’Asl 2 di Napoli e comunque in campo dal 1′. La Vecchia Signora parte meglio e parte forte, sfiorando subito il bersaglio grosso con Chiesa e McKennie, ma la spinta bianconera si esaurisce presto. Anche perché i campani, passato il ciclone del quarto d’ora iniziale, capitalizzano nel migliore dei modi la prima vera palla gol. Insigne cambia gioco per Politano, la palla finisce a Mertens il cui diagonale beffa Szczesny. Alex Sandro è svagato nell’occasione, de Ligt non riesce a rimediare sulla linea e la doccia fredda è servita. La Juve, che fin lì nonostante le assenze dei veterani Bonucci e Chiellini non aveva sofferto il tridente piccolo Politano-Mertens-Insigne (con Zielinski a supporto) si ritrova sotto a sorpresa e con una partita tutta da ricostruire.

Ed è proprio qui che emergono le pecche dei padroni di casa, imprecisi nell’ultimo passaggio e mai davvero pericolosi con azioni collettive, ma sempre con iniziative individuali. In particolare di Chiesa, il più ispirato soprattutto una volta che Allegri lo dirotta a destra. L’ex viola però fatica a far entrare in partita un Morata spento, stretto nella morsa di Rrahmani e Juan Jesus, e a trovare supporto dagli altri centrocampisti. Così è il Napoli più che la Juventus a sfiorare il gol, con una conclusione di Zielinski smorzata da Szczesny e con una punizione velonosa, ma alta, di Mertens. Nella ripresa la Vecchia Signora cambia marcia, ritrova il filo del match che aveva smarrito e costruisce due occasioni nitide in meno di dieci minuti. Sulla prima Morata è frettoloso nel concludere e spara a lato da buona posizione, la seconda invece è quella vincente, perché il tiro di Chiesa, anche grazie alla deviazione di Lobotka, diventa imprendibile per Ospina.

La Juve alza i ritmi e per qualche minuto rinchiude il Napoli nella sua area, ma anche in questo caso la spinta finisce subito e l’euforia si rivela passeggera. Le due squadre vanno a caccia dell’intera posta in palio, lo spettacolo in campo ne trae beneficio, con continui ribaltamenti di fronte. Il sempre insidioso Mertens sporca i guantoni di Szczesny, dalla parte opposta Chiesa ha il diavolo in corpo e impegna Ospina. Allegri, a differenza di Domenichini, ha qualche carta dalla panchina da utilizzare. La più ‘pesante’, Dybala, entra nei 25 minuti finali e ha subito un buon impatto sul match con un tiro da fuori a lato di poco. Alla lunga però la Joya si perde, e con lui i vari Kean, Kulusevski, che non riescono a dare una vera svolta alla partita. Il Napoli così, senza neanche soffrire più di tanto, riesce a strappare un pareggio prezioso. E meritato. Che ha un peso specifico non indifferente visto che permette ai campani di tenere la Juve a distanza.

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