Due sconfitte nelle ultime tre partite di campionato, Juventus e Atalanta, ma allo stesso tempo hanno conquistato il titolo di campioni d'Inverno che molto spesso è solo l'antipasto dello Scudetto

Due sconfitte nelle ultime tre partite di campionato, in casa Milan scatta il campanello d’allarme? Non proprio. E’ vero che i rossoneri di Stefano Pioli hanno perso due confronti diretti contro Juventus e Atalanta, ma allo stesso tempo hanno conquistato il titolo di campioni d’Inverno che molto spesso è solo l’antipasto dello Scudetto. Una parola che per il momento a Milanello nessuno vuole pronunciare, ma che è diventato il vero obiettivo di una stagione fin qui ampiamente positiva. “La squadra è consapevole del percorso che si sta costruendo e delle possibilità che abbiamo per il futuro. Sappiamo le nostre qualità, ma anche che il livello deve salire perché le squadre che competeranno con noi fino alla fine sono molto forti”, ha confermato Pioli nel dopo partita contro l’Atalanta.

I nerazzurri di Gasperini si sono confermati autentica bestia nera del Milan, che non vince addirittura dalla stagione 2014 (3-0 con doppietta di Kakà). La superiorità di Ilicic e compagni ieri sera è apparsa a tratti netta, tanto che il risultato sarebbe potuto essere anche più pesante. C’è da dire che il Milan era privo di giocatori importanti in difesa (Romagnoli) e a centrocampo (Bannacer e Calhanoglu), ma la difficoltà maggiori sono state in attacco dove Ibrahimovic e Leao sono stati letteralmente annullati dall’asfissiante marcatura a uomo di Djimsiti e Romero. Risultato, Milan senza gol per la prima volta dopo 38 partite consecutive. Proprio il bomber svedese nel dopo partita ha lanciato un allarme rosso per Pioli: “Mi sono sentito solo. Oggi la squadra era un po’ fragile, quando mancano dei giocatori entrano dei giovani con poca esperienza”.

Ed è proprio per questo motivo che la società ha deciso di intervenire a gennaio puntellando l’organico prima con Meite a centrocampo, poi con Mandzukic in attacco e infine con Tomori in difesa. Se il centrocampista ex Toro e il bomber croato conoscono molto bene il nostro campionato, per il giovane canadese sarà necessario un periodo di ambientamento. Il 23enne arrivato in prestito dal Chelsea, però, è carico per questa sua nuova avventura come confermato dalle sue prime parole a Milan Tv: “Quando mi ha chiamato Paolo Maldini sono rimasto sorpreso. Il miglior difensore nella storia del calcio mi ha chiesto di venire qui. Da lì ho capito che è dove volevo essere, dove volevo venire a giocare. Anche per imparare da lui”.

Per Tomori potrebbe esserci spazio già martedì sera nel derby di Coppa Italia contro l’Inter, un esordio da brividi. Per la stracittadina Pioli recupererà poi gli squalificati Romagnoli e Saelemaekers, mentre non ci saranno ancora Gabbia, Bennacer e soprattutto Calhanoglu. Da valutare Kalulu dopo la botta al fianco presa ieri. In porta giocherà Tatarusanu, vista anche la squalifica di Donnarumma. In difesa la coppia Kjaer-Romagnoli con Dalot e Theo sulle fasce. A centrocampo Meite potrebbe far rifiatare uno tra Kessie e Tonali, mentre sulla trequarti potrebbe rivedersi Saelemaekers con Castillejo e Brahim Diaz. In attacco pochi dubbi: ci sarà Ibra, con Mandzukic pronto a subentrare. “Contro l’Inter è sempre una bella partita”, ha detto il bomber svedese ieri. Parole che sanno tanto di voglia di rivincita.

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