Da Piemonte, Basilicata, Sardegna e Puglia arrivano il parere contrario dei governatori

E’ stata infine pubblicata la mappa con i luoghi ‘potenzialmente’ idonei, in Italia, a ospitare le scorie nucleari. Subito pioggia di ‘No’ da parte delle Regioni. Dalla Sardegna alla Puglia fino alla Basilicata, i territori interessati si sono opposti ad accogliere i rifiuti nucleari, quelli che nessuno vorrebbe. Nella notte, per la prima volta dopo sei anni, è stato finalmente pubblicato dalla Sogin (società di Stato incaricata del decommissioning degli impianti nucleari) l’elenco delle aree italiane individuate come quelle che potranno potenzialmente ospitare il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Si tratta di 67 zone che soddisfano 25 criteri stabiliti cinque anni fa e riportati nella Cnapi, la carta delle aree potenzialmente idonee. L’Italia deve riuscire, secondo programma, ad avviare il deposito entro il 2025. Ma è levata di scudi.

Da Piemonte, Basilicata, Sardegna e Puglia arrivano netti i ‘No’ dei governatori, Alberto Cirio, Vito Bardi, Christian Solinas e Michele Eiliano. “Trovo assurdo che una scelta di questa portata sia stata assunta senza un minimo confronto con la Regione e i sindaci dei territori. È inaccettabile”, tuona Cirio. “La Regione – assicura invece il presidente lucano – si opporrà con tutte le sue forze a ogni ipotesi di ubicazione nel proprio territorio del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi”.

Respinge ogni ipotesi di “diventare pattumiera radioattiva nel centro del Mediterraneo” anche Solinas che dice: “Il ‘No’ della Sardegna al nucleare è noto, definitivo, irrevocabile”. Il governatore sardo parla di “oltraggio di Stato” e di “scelta dal sapore neocoloniale di un Governo che pensa di poter portare distante dai propri centri di potere i rifiuti più pericolosi e dannosi”.

Dalla Sicilia arriva il ‘No’ a “decisioni calate dall’alto” di Totò Cordaro, assessore regionale all’Ambiente. Per l’esponente della giunta Musumeci, su un tema “così delicato e complesso, è “necessario un confronto tra Governo nazionale, Governo regionale e le comunità locali interessate”. “È ferma e netta la contrarietà della Regione Puglia a questa opzione – afferma Emiliano – Non si può imporre, ancora una volta, scelte che rimandano al passato più buio, quello dell’assenza della partecipazione, dell’umiliazione delle comunità, dell’oblio della storia e delle opportunità”.

Una “proposta irricevibile e non negoziabile”, per i sindaci della Val d’Orcia (Castiglione d’Orcia, Pienza, Montalcino, San Quirico d’Orcia e Radicofani) e della Valdichiana (Trequanda, Sarteano, Chianciano Terme, Chiusi, Cetona, San Casciano dei Bagni, Montepulciano, Sinalunga e Torrita di Siena), tutti comuni in provincia di Siena, che annunciano battaglia: “Ci adopereremo in tutte le sedi opportune per dire no ad una proposta che ci vede nettamente contrari”. È un ‘no’ categorico anche quello dei sindaci di Gravina in Puglia e Altamura, nel barese.

Cavalca la polemica il leader leghista Matteo Salvini, parlando di un “ennesimo atto di arroganza, ennesima dimostrazione di incapacità, ennesima provocazione” da parte del Governo.

“Con la pubblicazione della Cnapi – precisa però in serata il ministero dell’Ambiente – parte una storica fase di partecipazione e coinvolgimento di cittadine e cittadini. La carta è stata pubblicata la scorsa notte e adesso si avvia il confronto che durerà alcuni mesi, con un percorso articolato e stabilito per legge, con enti locali, associazioni di categoria, università, sindacati. Non è stata assunta alcuna decisione alle spalle delle comunità locali, come qualcuno in malafede sta in queste ore sostenendo. Proprio quel qualcuno che in passato è stato fautore dell’energia nucleare tanto da averne auspicato il ritorno. Invece con la Cnapi si chiude per sempre quella fase”.

Foto d’archivio

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