Domenica 13 Marzo 2016 - 10:30

Tre anni di Francesco, il Papa delle periferie

Il 13 marzo del 2013 è iniziata la 'rivoluzione' di Bergoglio

Uno degli striscioni apparsi oggi in piazza San Pietro

Sono passati tre anni da quando, affacciato dalla Loggia delle Benedizioni di Piazza San Pietro, Papa Francesco disse che i "fratelli cardinali" erano andati a prendere il vescovo di Roma "quasi alla fine del mondo". Era il 13 marzo del 2013 e, da allora, Papa Francesco non ha mai smesso di mettere al centro quella "fine del mondo", capovolgendo la piramide ecclesiastica e parlando non dalle periferie, ma dalle periferie. L'arrivo di Bergoglio al soglio pontificio è stato il frutto di qualcosa di inaspettato e sconvolgente, cioè le dimissioni di Benedetto XVI, oggi Papa Emerito.

IL GIUBILEO DEGLI ULTIMI. L'attenzione di Francesco agli "ultimi" diventa più concreta con l'apertura anticipata del Giubileo nel cuore ferito dell'Africa, a Bangui, terra dimenticata, bagnata dal sangue dei massacri interconfessionali. Ma anche con la decisione che le porte sante potessero essere aperte in ogni diocesi del mondo. Perché  per avere la remissione dei peccati non occorre varcare le mura leonine. Il Giubileo straordinario è anche quello delle prime volte: così, per espresso desiderio di Bergoglio, i detenuti in questo anno santo avranno il loro Giubileo in piazza San Pietro. Così come ce lo avranno, dal 10 al 12 giugno, gli ammalati.

LE NOMINE DEI VESCOVI PARROCI. Una parte della rivoluzione di Francesco passa per le nomine del collegio dei vescovi. E in pieno scandalo Vatileaks 2, con la curia romana ancora sulle prime pagine dei giornali per il polverone sollevato dalle pubblicazioni dei giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi, 'Via crucis' e 'Avarizia', per le quali si trovano coinvolti in processo in Vaticano, il Papa chiede all'episcopato italiano di cambiare marcia: "Preferisco una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade - ha detto nel discorso alla Cei, riunita per il quinto convegno episcopale a Firenze -, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze. Non voglio una Chiesa preoccupata di essere il centro e che finisce rinchiusa in un groviglio di ossessioni e procedimenti". "Che Dio protegga la Chiesa italiana da ogni surrogato di potere, d'immagine, di denaro. La povertà evangelica è creativa, accoglie, sostiene ed è ricca di speranza". E inizia a nominare alla guida delle diocesi i preti di strada: Matteo Zuppi a Bologna e Corrado Lorefice a Palermo, aprono la strada ad una vera e propria piccola rivoluzione.

IL GRIDO DELLA TERRA E' IL GRIDO  DEI PIU' POVERI. A giugno del 2015 Bergoglio pubblica 'Laudato si'', la prima Enciclica 'verde' della Chiesa, in cui richiama il mondo alla cura del Creato, perché le conseguenze più pesanti del deterioramento ambientale ricadono sui più deboli della Terra: "L'ambiente umano e l'ambiente naturale si degradano insieme - scrive il Papa -, e non potremo affrontare adeguatamente il degrado ambientale, se non prestiamo attenzione alle cause che hanno attinenza con il degrado umano e sociale". Cresce il numero dei rifugiati per motivi ecologici: "È tragico l'aumento dei migranti che fuggono la miseria aggravata dal degrado ambientale", nell'indifferenza generale, "segno della perdita di quel senso di responsabilità per i nostri simili su cui si fonda ogni società civile".
 

Scritto da 
  • Maria Elena Ribezzo
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