Lunedì 04 Aprile 2016 - 13:15

Camorra, arrestato a Roma boss narcotraffico Sparapano

Gli agenti l'hanno trovato nascosto dietro un cespuglio di rovi nel giardino della sua villa a Nettuno

Camorra, arrestato a Roma boss narcotraffico Sparapano

L'hanno trovato nascosto dietro un cespuglio di rovi, nel giardino della sua villa a Nettuno, vicino a Roma. Così è stato arrestato dagli agenti squadra mobile Bernardo Sparapano, 55enne romano, ricercato da più di tre anni dopo una condanna in via definitiva a otto anni e sei mesi di carcere per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti. Nel corso delle indagini, nel 1997, era stato sequestrato un grande quantitativo di droga trasportato a bordo di una nave fermata in Sardegna: secondo l'accusa Sparapano era responsabile insieme ad altri soggetti di un traffico di hashish con ramificazioni tra Italia, Marocco e Spagna. La droga arrivava in Italia dall'Africa: nei pressi di Cagliari vennero sequestrati nel 1997 3.750 chili di hashish rinvenuti su una imbarcazione; mentre in un'altra occasione, su di un altro mezzo, la polizia trovò 2.073 chili di droga.

Secondo gli inquirenti a capo del gruppo, oltre a Sparapano, c'era Raffaele Amato, killer di spicco del clan camorrista dei Di Lauro, nonché capo assoluto di un gruppo criminale che ha imposto il suo predominio nei quartieri di Secondigliano, Scampia e Napoli con ramificazioni in Italia e all'estero.
Dal 1991 al 1993 uno scontro violentissimo ha opposto le famiglie dei Di Lauro e dei Di Girolamo a quella dei Ruocco per il controllo dei commerci illegali a Mugnano, Melito, Casavatore, Arzano e nei quartieri di Secondigliano e Scampia. Oltre venti i morti e molti i feriti in questa guerra di camorra che si è combattuta anche con incendi, sequestri di persona e con l'omicidio di parenti estranei ai clan.

Con l'arresto di Amato, avvenuto il 17 maggio 2009 a Marbella,  in Spagna, si è chiusa l'indagine sulla faida che, per due anni, ha insanguinato le strade del capoluogo partenopeo. La storia criminale di Bernardo Sparapano è ben nota alla cronaca romana, anche perché legata alla cosiddetta Banda della Marranella, dedita al traffico internazionale di sostanza stupefacente ed al successivo smistamento in territorio laziale e campano.  La sua escalation criminale coincide con l'incontro ed il consolidamento dei rapporti con soggetti che fanno capo alla camorra napoletana, il cui vertice in Roma era rappresentato dal defunto Gennaro Senese, e dai fratelli Calogero, Giuseppe e Francesco Carlino.

Le odierne attività di indagine, condotte dalla squadra catturandi della prima sezione della squadra mobile romana, protrattesi da gennaio 2016 e supportate anche da presidi tecnologici, hanno consentito di acquisire elementi utili a ritenere che l'uomo, latitante dal 2013, si nascondesse all'interno della propria villa, via Piscina Tre Cancelli a Nettuno.
Le ricerche nella villa, durate circa sei ore, hanno permesso di scoprire cinque covi ricavati nella casa e occultati dietro i mobili. Sparapano, vistosi accerchiato, si era nascosto nel terreno antistante la villa, dentro le mura di cinta, dietro alcuni rovi, dove è stato trovato dalle unità cinofile.

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