Martedì 08 Marzo 2016 - 17:00

8 marzo, i diritti negati: da guida vietata a stupro legale

Ancora numerose le differenze e le discriminazioni tra uomini e donne in tante parti del mondo

8 marzo, i diritti negati: da guida vietata a stupro legale

La bilancia dei diritti tra generi non è ancora in pari. Le differenze e le discriminazioni tra uomini e donne si amplificano, secondo i dati resi noti dalle Nazioni Unite in occasione della Giornata internazionale della donna: a circa 62 milioni di bambine in tutto il mondo viene negato il diritto all'istruzione, 500 milioni di donne non sanno leggere. Il 35% delle donne ha subito abusi da parte del proprio partner. Inoltre, in circa 155 Paesi vi sono ancora leggi discriminatorie, dalla più famosa Arabia Saudita, dove le donne non posso guidare, fino 'all'insospettabile' Regno Unito che non permette alle donne di arruolarsi nel corpo della Royal Marines. Di seguito un elenco di alcune di queste.

ARABIA SAUDITA. Nonostante un piccolo passo avanti lo scorso anno, di recente è stato permesso per la prima volta di votare ed essere votate nelle elezioni municipali, i divieti sono tanti. Per uscire di casa, le donne devono essere accompagnate da un 'guardiano' maschio, chiamato 'mahram'. In un caso, una ragazza è stata violentata da un gruppo di uomini mentre era sola fuori casa: è stata condannata a un numero maggiore di frustate rispetto ai suoi aggressori. Non possono guidare, anche se non esiste una legge che lo vieti formalmente: secondo i religiosi sauditi, le donne alla guida "minano i valori sociali". Negli ultimi anni, il movimento Women2Drive ha sfidato il divieto. Poche le aderenti, che spesso sono state arrestate mentre erano alla guida. Tra gli altri divieti: scegliere come vestirsi (il Consiglio della shura impone l'abaya, lungo abito nero informe, velo sulla testa); comprare bambole Barbie.
 

INDIA. La Costituzione garantisce uguaglianza tra i sessi, ma la forte tradizione patriarcale persiste e le donne subiscono violazioni di diritti che continuano da centinaia di anni. In primis la dote, illegale dal 1961 ma tuttora quasi sempre imposta alla famiglia della futura moglie. Anche per questo, il livello di aborti e infanticidi femminili è altissimo (la discriminazione prenatale è vietata dal 1996, ma la legge è rimasta teoria; ogni anno avvengono 11 milioni di aborti illegali). Per le violenze sessuali, dopo lo stupro di gruppo di una giovane nella capitale sono state imposte pene più severe per gli aggressori, ma la cultura della violenza prevale e le stesse forze dell'ordine non rispettano i loro doveri. Per capire quanto le donne siano considerate inferiori agli uomini si pensi che in alcuni Stati esse non sono costrette a indossare il casco quando viaggiano in moto. 

YEMEN. La Costituzione parla di uguaglianza, ma definisce le donne "sorelle degli uomini" i cui diritti e doveri sono sanciti dalla sharia, la legge islamica. La donna "non è riconosciuta una completa persona davanti ai giudici", secondo un dossier Freedom House, quindi la sua testimonianza in tribunale viene valutata seriamente solo se appoggiata da quella di un uomo. Le bambine non hanno diritti in materia di matrimonio: possono essere costrette a sposarsi a qualsiasi età (spesso anche a 8 o 10 anni), perché la legge non fissa l'età minima. Il tasso di mortalità legata alla gravidanza e al parto è tra i più alti al mondo: una su 90 bambine/donne muore.

EUROPA. Nei 28 paesi appartenenti alla Ue le donne guadagnano in media il 16,1% in meno degli uomini, nonostante il principio di parità di retribuzione per uno stesso lavoro introdotto 56 anni fa. Lo rende noto l'Eurostat pubblicando i dati del 2014 del divario retributivo. Il delta va dal 2,9% della Slovenia a più del 20% di differenza salariale, a discapito delle donne, in Slovacchia (21,1%), Germania (21,6%), Austria (22,9), Repubblica Ceca (22,1%) e Estonia (28,3%). Più virtuosa l'Italia in cui le donne guadagnano il 6,5% in meno degli uomini. 

REGNO UNITO. Non permette alle donne di arruolarsi nel corpo della Royal Marines. La compagnia militare si è difesa dicendo che "in tempi di crisi, l'unità deve essere pronta ad operare tempestivamente e le donne non sarebbero pronte allo stesso modo degli uomini".

CITTA' DEL VATICANO. L'unico Stato al mondo dove le donne non possono votare: il voto è limitato ai cardinali che hanno meno di 80 anni (e i cardinali per legge possono essere solo uomini). 

SUDAMERICA. L'aborto è illegale, senza eccezioni, in Stati come Repubblica Dominicana, El Salvador e Nicaragua. In Argentina, Ecuador, Haiti, Guatemala, Honduras, Paraguay e Venezuela è consentito solo in casi in cui vi sia pericolo di vita per la donna, o in caso di stupro come in Brasile e Panama. In ogni caso, donne e ragazze devono superare numerosi ostacoli per avere accesso ai servizi e alle cure di base, come contraccettivi, procedure di sterilizzazione o aborto in caso di stupro.

SUDAFRICA. La legge stabilisce che il matrimonio con 'spose bambine' è possibile e che le ragazze possono sposarsi a partire dai 12 anni. Consentito anche il rapimento di una ragazza per costringerla al matrimonio. La pratica si chiama 'ukuthwala' e ha origini nella tradizione: in molti villaggi sono ancora i genitori a stabilire chi le ragazze, o le bambine debbano sposare, in cambio del 'lobola', il prezzo della sposa.

BANGLADESH, INDIA, SINGAPORE, SRI LANKA, BIRMANIA, ETIOPIA, SUD SUDAN e altri. Nei primi cinque Paesi lo stupro coniugale è legale, perché vigono le leggi ereditate dal Codice penale indiano del 1860. In Etiopia e Sud Sudan, la legge sancisce esplicitamente che il marito non è mai colpevole di stupro. 

BAHAMAS. Chi è sposato è autorizzato a violentare la propria moglie. Lo stupro non viene punito se tra i due c'è il vincolo del matrimonio, a meno che la donna non abbia meno di 14 anni.

GIORDANIA, LIBANO, ALGERIA, TUNISIA, IRAQ e altri. Prevedono che uno stupro possa non avere seguito, se l'uomo sposa la donna violentata.

Scritto da 
  • Valentina Innocente
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