“Non scorderò mai l’immagine della morte di Giuliani dove in questa gestione non riuscita dell’ordine pubblico a Genova un carabiniere alle prime armi, un giovane che ha rovinato la stessa sua vita sparando, ha ucciso un altro giovane”. Lo dice a LaPresse Claudio Scajola, oggi sindaco di Imperia, ministro dell’Interno ai tempi del G8 di Genova, nel luglio 2021.
La morte di Giuliani, 23 anni, in piazza Alimonda è “un ricordo tragico”, racconta in una intervista video esclusiva che uscirà prossimamente su LaPresse, in cui rivive l’esperienza personale e professionale del G8 di Genova del 2001, che definisce “un’occasione persa: c’era l’opportunità di costruire un nuovo scenario internazionale, la trasformazione di un nuovo percorso fra i Paesi più sviluppati per tracciare le linee di una nuova economia si è trasformata in una tragedia”.
La scelta del capoluogo ligure aveva destato perplessità legate alla sua conformazione urbanistica, ma quello, evidenzia Scajola, fu un “errore che ereditammo dal Governo D’Alema”. “Il Governo D’Alema individuò due anni prima la scelta di Genova come sede del summit. E quindi partirono tutte le preparazioni, la parte delle forze di polizia e delle forze di sicurezza per rendere sicura Genova nel luogo dove si svolgevano gli eventi – ricorda – Arrivati noi, eletti da un mese, abbiamo ritenuto che sarebbe stato pericoloso modificare i piani che erano stati preparati dalle forze di polizia e che erano molto impegnativi. Dovemmo gestire scelte non nostre”.
Quello di Genova, fu “il primo G8 dove si erano messo insieme i principali Paesi del mondo, anche la Russia con Putin. La sua prima uscita, era la prima uscita di Bush come nuovo presidente degli Stati Uniti, la prima uscita di Berlusconi come presidente del Consiglio“, ricorda Scajola.
Scajola ha inoltre riconosciuto che “ci fu sicuramente una impreparazione da parte delle forze di polizia per poter gestire un evento che aveva preso queste dimensioni“, “errori sul campo” che portarono lo stesso Scajola “con dispiacere a rimuovere il vicecapo della Polizia, che aveva il compito di gestire il G8, e il questore di Genova per alcuni errori madornali”, come il blocco delle vie di fuga per i manifestanti. “Un insieme di piccoli errori che non possono fare criminalizzare le forze di polizia che hanno subito delle grandi aggressioni. E poi delle rivalse vergognose come pagina del diritto italiano”.
Bolzaneto e la Diaz sono stati “una vergogna per uno Stato di diritto come il nostro”, conclude.
