Settimane di caldo eccezionale hanno prosciugato il Po e i suoi affluenti. “Io sono nato qui, il Po lo conosco benissimo e non ho mai visto una situazione del genere”, racconta Emiliano, che da 55 anni vive sulle sponde del Villaggio dei Pescatori, accanto al Ponte della Gerola, in provincia di Pavia. L’uomo spiega come il fiume in questa che ha mezzo metro di profondità, quindi è pericolosissimo per le barche che non riescono più ad andare”. Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia lancia l’allarme: “Da qui a una decina di giorni le acque disponibili, soprattutto per l’irrigazione, saranno esaurite, se non arrivano piogge importanti l’irrigazione nella seconda metà del mese di luglio e nel mese di agosto non sarà garantita”. Sulla stessa linea la presidente di Legambiente Lombardia, Barbara Meggetto, che chiede interventi strutturali: “Da anni sottolineiamo che va affrontata questa, che ormai non è più un’emergenza, con politiche strutturali. Sicuramente bene i tavoli di lavoro che sono stati aperti in Regione Lombardia, tra la parte energetica e la parte agricola, ma serve conservare le acque diversamente, serve cambiare le colture anche della Pianura Padana, perché sono troppo esigenti da questo punto di vista, e serve salvaguardare gli ecosistemi, perché i laghi si stanno abbassando e i fiumi ormai sono in secca”.
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