Stando a quanto emerge dalla conferenza stampa organizzata in occasione del concerto record di Ultimo a Tor Vergata, l’evento avrebbe comportato un importo alla città di Roma di oltre 90 milioni di euro. Ancora da formalizzare, invece, i dati dell’incasso degli organizzatori, come ha chiarito l’ad di Vivo Concerti, Clemente Zard. “Mi sembra di capire che c’è una tendenza, per fortuna, di un’estrema minoranza affetta da negativismo cosmico che ci auguriamo da qui a breve di poter estirpare proprio culturalmente e che magari pone anche la domanda se siano utili o no eventi come questi”. Così, durante la conferenza stampa, l’assessore ai grandi eventi di Roma Alessandro Onorato. “Ricordo che stanno lavorando in questo momento oltre 3.500 persone”, e che “il 62,5% degli spettatori paganti qui viene da fuori Roma”, il che porta l’assessore a dire che, con i calcoli ancora da definire, la tassa di soggiorno incassata “non è inferiore a 2 milioni di euro”. “Tutti i servizi che sono stati offerti dagli organizzatori li hanno ottenuti pagando”. Nello specifico, Ultimo e gli organizzatori di Vivo Concerti, hanno pagato a Roma Capitale oltre 600mila euro per i servizi straordinari offerti per il miglior svolgimento possibile dell’evento. Questo vale anche per i parcheggi, che, nonostante siano per “oltre il 95% delle aree private”, “quando c’è una minima area comunale, hanno pagato l’area al Comune”. Anche “i privati che avevano le aree qui intorno hanno fatto un grande incasso, credo arrivi al milione di euro”, specifica.
Dunque, dato, che “ogni servizio, anche il trasporto pubblico, è stato pagato”, compresa l’apertura notturna straordinaria delle tre linee metro, Onorato sottolinea che “in maniera molto cinica, la città direttamente ci ha guadagnato“. Un introito non solo economico, “ma anche a livello morale, culturale e a livello di immagine”. Per l’assessore tutto questo “genera un precedente molto forte” in favore delle istituzioni pubbliche, “che talvolta si tende a banalizzare come sinonimo di lentezza o talvolta di inefficienza”, e nello specifico di Roma ,che per “l’ennesima volta “dimostra invece di essere una sorta di avanguardia, addirittura oltre quanto avrebbero fatto i privati”.
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