“L’Italia ha dimenticato il suo DNA“, che è quello di “pensare nella difesa” e deve “ritrovarlo”. Lo ha detto l’ex calciatore olandese Ruud Gullit parlando della terza eliminazione degli azzurri ai Mondiali, in un’intervista rilasciata a un gruppo di testate italiane, tra cui LaPresse, in occasione dei Laureus World Sports Awards a Madrid.
“Ora non hai attaccanti, non hai difensori, e il vostro DNA è sempre stato così”, io “mi sono confrontato sempre con i migliori difensori del mondo in Italia, e l’Italia era sempre forte perché quando tu ti difendi bene hai sempre la possibilità di avere un punto in più, però adesso, quasi ogni opportunità dell’avversario potrebbe diventare un gol. Nel passato non era così. L’ultima volta che l’Italia ha vinto qualcosa era quando aveva una difesa solida con Chiellini, Bonucci, difensori che capivano come difendersi ma anche come iniziare l’attacco”, “è così che si vincono i trofei” ed questo è ciò che manca in questo momento”, ha rimarcato Gullit.
L’ex calciatore ha detto che non si aspettava l’eliminazione dell’Italia, ma che comunque l’aver dimenticato il suo DNA era un segnale che poteva “andare male”. “Non c’è un attaccante, c’è un argentino che è diventato un italiano come attaccante”, e “l’Italia”, ripeto, “non hai più questi giocatori che difendono con intelligenza, io non dico che devi parcheggiare il pullman, però servono difensori che sanno come difendere“.
Secondo Gullit l’Italia dovrebbe giocare “puntando sulle sue migliori caratteristiche” e non pensare di voler imitare il gioco della Spagna o del Psg. Rispetto a quale potrebbe essere un buon allenatore per la nazionale, l’olandese non si è sbilanciato, sostenendo che è importante “avere i giovani”. “Guarda il Barcellona, non aveva più soldi e ha dovuto prendere i giovani, e guarda quanti ce ne sono adesso”, “è meglio non avere i soldi”, ha ironizzato.
