“Emerge il sostanziale accoglimento della parte principale dell’ipotesi accusatoria e quindi del riconoscimento della gran parte dei reati contestati a quasi tutti gli imputati. E un altro dato importante: la confisca di attività economiche attribuite agli imputati e collegate alle attività illecite riconosciute come commesse. E quindi può costituire uno sviluppo di ulteriori indagini su questo filone e uno stimolo particolare proprio per proseguire in questa attività, su cui la Dda di Roma è, come sempre, particolarmente impegnata”. Così a LaPresse, il Procuratore Capo di Roma, Francesco Lo Voi a margine della lettura della sentenza di primo grado che ha riconosciuto l’esistenza della prima ‘Locale’ di ‘ndrangheta nella Capitale, dove sono stati condannati ad oltre 240 anni di carcere i sodali del clan Alvaro.
