Usa, agenti dell'ICE schierati all'aeroporto di New Orleans

(LaPresse) Nuovi agenti federali per l’immigrazione (ICE) sono stati dispiegati negli aeroporti degli Stati Uniti per supportare i controlli di sicurezza, in un momento di forte pressione sul sistema. La decisione arriva dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato l’invio di personale aggiuntivo per affiancare la Transportation Security Administration, mentre il governo è paralizzato da uno shutdown. Da settimane, centinaia di migliaia di dipendenti del Dipartimento per la Sicurezza Interna — inclusi agenti della TSA, dei Servizi Segreti e della Guardia Costiera — lavorano senza stipendio, a causa del mancato rinnovo dei finanziamenti da parte del Congresso. Una situazione che ha portato molti addetti ai controlli a dichiararsi malati o addirittura a lasciare il lavoro, aggravando ulteriormente la carenza di personale. Le conseguenze sono evidenti negli aeroporti di tutto il Paese: checkpoint chiusi temporaneamente e tempi di attesa sempre più lunghi e imprevedibili per i passeggeri. All’aeroporto Louis Armstrong, nei pressi di New Orleans, agenti federali sono stati visti affiancare il personale della sicurezza e pattugliare le aree aeroportuali. Nonostante un recente miglioramento delle code, i viaggiatori continuano ad arrivare con largo anticipo rispetto alla partenza, nel tentativo di evitare disagi e ritardi.