(LaPresse) Il leader conservatore José Antonio Kast ha prestato giuramento come nuovo presidente del Cile durante una cerimonia ufficiale al Congresso Nazionale nella città di Valparaíso, segnando un netto spostamento politico a destra nel Paese. Alla cerimonia di insediamento hanno partecipato diversi leader internazionali, tra cui il presidente argentino Javier Milei, il presidente panamense José Raúl Mulino, il presidente ecuadoriano Daniel Noboa e il re di Spagna Felipe VI. Tra gli ospiti presenti anche l’attivista venezuelana e premio Nobel per la Pace María Corina Machado. Fondatore del Partito Repubblicano cileno, Kast ha vinto le elezioni presidenziali battendo la candidata di sinistra Jeannette Jara con quasi il 60% dei voti. Durante la campagna elettorale ha concentrato il suo programma sulla lotta alla criminalità organizzata, sull’aumento della sicurezza e sul contrasto all’immigrazione clandestina. All’esterno del Congresso, nel giorno dell’insediamento, si sono verificati momenti di tensione tra manifestanti e forze di polizia. Alcuni oppositori di Kast hanno sventolato bandiere palestinesi, mentre un piccolo gruppo ha dato fuoco a un’immagine del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, figura che gli attivisti associano ideologicamente al nuovo capo di Stato cileno, insieme alle bandiere di Stati Uniti e Israele. Kast succede alla guida del Paese al presidente uscente Gabriel Boric, che conclude così il suo mandato dopo quattro anni al potere.
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