“La situazione è ancora preoccupante in alcune parti, tant’è che abbiamo deciso di ridurre il personale delle nostre ambasciate a Baghdad e a Beirut, rimarrà nelle due sedi solo il personale indispensabile per l’attività diplomatica”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa alla Farnesina. “Ad oggi sono rientrati circa 25mila italiani“, continua il ministro, di cui “5mila tra ieri sera e oggi che sono rientrati o sono in volo” da diverse zone, “non solo Emirati Arabi e Arabia Saudita, ma anche Israele, Maldive, Thailandia, Cambogia e Sri Lanka“. Da Israele sono usciti due convogli, uno da Gerusalemme e uno da Tel Aviv“, “c’è stato un miglioramento importante rispetto a ieri” e “arrivano meno richieste alle nostre ambasciate e consolati”, ha aggiunto, specificando però che resta ancora un “numero consistente” di italiani alle Maldive. Tajani schiva la polemica politica, dopo che Trump ha affermato che la premier Giorgia Meloni “cerca sempre di aiutare”, frase che ha sollevato critiche da parte del Pd: “Non c’è nulla da commentare e da chiarire”, rispetto alle dichiarazioni rilasciate dal presidente Usa Donald Trump al Corriere della Sera, “era una dichiarazione politica. Tutto quello che si sta facendo, si è fatto, e si farà” rispetto alla guerra in Iran “è già stato detto in Parlamento e non c’è nient’altro da aggiungere”. Infine, il ministro torna sul conflitto: “Non sono ottimista su una conclusione rapida del conflitto”, pur ribadendo “il sostengo italiano a tutte le iniziative diplomatiche che possano portare a una de-escalation”. “Speriamo che la guerra si possa concludere il prima possibile anche se mi sembra che da parte di nessuno dei Paesi coinvolti ci sia l’intenzione di porre fine” al conflitto “in tempi rapidissimi”, ha aggiunto.
