Vaticano, manutenzione straordinaria per il Giudizio Universale: le immagini del cantiere

Ponteggi davanti al capolavoro di Michelangelo nella Cappella Sistina dopo circa 30 anni dall’ultimo restauro. Non un restauro, come specificano i tecnici al lavoro, ma una manutenzione che ha lo scopo di rimuovere dall’opera rinascimentale uno strato biancastro che si è depositato negli anni: “Si tratta di lattato di calcio”, spiega Angela Cerreta, Vicecapo Restauratore del Laboratorio Restauro Dipinti e Materiali Lignei, “è un prodotto della presenza umana. Nel respiro e nella traspirazione si crea questo prodotto che depositandosi sulla superficie crea una patina biancastra. Nel tempo, facendo dei test, abbiano notato che ottundeva la brillantezza dei colori”.
Uno strato che interessa particolarmente il Giudizio Universale, creato da Michelangelo fra il 1536 e il 1541 proprio sulla parete più fredda, e quindi più esposta a condensazione, della Cappella Sistina. La rimozione è delicata quanto semplice, “perché il lattato di calcio è altamente solubile”, prosegue Cerreta. “Noi lo diluiamo con acqua deionizzata, interponendo della carta giapponese. Il lattato si scioglie e si deposita sulla carta che poi rimuoviamo”.
Obiettivo ripristinare la brillantezza e nitidezza dei colori dopo il restauro del 1994. Due squadre da 10 restauratori a lavoro a turni sui sette piani di ponteggi. I Musei Vaticani hanno scelto però di non chiudere la Cappella Sistina al pubblico durante la manutenzione.
Come spiega il Vicedirettore Gestionale Amministrativo dei Musei Vaticani, “La parte più laboriosa è stata creare un ponteggio che garantisse la continuazione dell’accesso dei visitatori. Un ponteggio fatto di sette piani. I turisti possono accedere alla Cappella e ci aiuta il fatto che non siamo in periodo di alta stagione”.
I restauratori promettono di restituire al capolavoro michelangiolesco la brillantezza dei suoi colori. Come riassunto in una battuta dalla Vicecapo Cerreti: “Come quando dopo un’operazione agli occhi si rimuove una cataratta e uno ritorna a vedere i colori brillanti”.