Acca Larentia, Gioventù Nazionale: “Aggressione ci riporta ad anni di piombo’

“Siamo scossi da quanto accaduto stanotte, soprattutto perché i ragazzi sono stati aggrediti mentre si trovavano in un parcheggio di un supermercato, quindi non era neanche iniziata l’attività politica, la semplice affissione dei manifesti della libertà che ricordavano la strage di Acca Larentia”. Così Francesco Todde, presidente di Gioventù Nazionale Roma, in occasione della commemorazione che ogni anno viene organizzata a Villa Glori per ricordare i ragazzi morti ad Acca Larentia. Todde denuncia l’aggressione avvenuta ieri in tarda serata ai danni di quattro militanti di Gioventù Nazionale mentre stavano per iniziare un’attività di volantinaggio dedicata proprio alle commemorazioni per Acca Larentia.

“L’auto è stata circondata da circa 20 persone, probabilmente appartenenti ai centri sociali o comunque della sinistra più antagonista – spiega Todde – e sono stati assaltati con spranghe, bastoni e caschi”. Stando alla ricostruzione fornita, i militanti di Gioventù Nazionale si sarebbero quindi riparati fino all’intervento delle forze dell’ordine, chiamate dai residenti che hanno assistito alla scena. I residenti avrebbero girato dei filmati poi acquisiti dalle forze dell’ordine, insieme a quelli delle videocamere di sorveglianza. Sul luogo dell’aggressione, Todde riferisce che sono stati ritrovati anche un coltello a serramanico aperto e una radiolina: “Ciò testimonia il fatto che fossero organizzati e ci fosse una strategia dietro, una caccia all’uomo per cercare di colpire e fare male”.

“Questo ci mette in una situazione di ansia”, denuncia Todde, ricordando che i ragazzi aggrediti sono poco più che 18enni. “Siamo usciti da quella fase degli anni di piombo”, di cui le vittime di Acca Larentia sono uno dei episodi più tragici, ma quanto accaduto ieri sera “ci ha riportato direttamente a degli anni che abbiamo cercato in tutti i modi di cancellare”. “Nel 2026 un ragazzo che sceglie di fare politica e di mettere il proprio tempo a disposizione della nazione non deve rischiare di finire all’ospedale come successo ai nostri tre ragazzi”, conclude. La commemorazione si è conclusa con il rito del presente, ma senza braccia tese.