Crans-Montana, Terzi (Niguarda): "Team partito dall’Italia in supporto di feriti e parenti"

Scouting vuol dire mettere insieme un team di persone, un team multidisciplinare, che innanzitutto si muova in maniera leggera e veloce. Leggera vuol dire con poche persone, con poco materiale, e veloce vuol dire nel giro di poche ore o addirittura poche decine di minuti, come è avvenuto in questo caso”. Così la dottoressa Valeria Terzi, anestesista e rianimatore dell’ospedale Niguarda di Milano che ha coordinato il team di medici, infermieri e psicologi inviati in Svizzera all’indomani della tragedia di Capodanno a Crans-Montana per coadiuvare i medici locali, supportare pazienti e parenti e organizzare il ponte aereo per rientri in patria dei feriti.

“I compiti, una volta partito, di un team di scouting sono due. Quando si arriva sul territorio dell’incidente maggiore, il team di scouting deve innanzitutto fare un censimento di bisogni e risorse, quello che c’è, quello che manca e quello che invece bisogna ancora portare. Il secondo compito è per il team di scouting essere gli occhi di chi non è partito, quindi essere gli occhi delle centrali operative, delle unità di crisi, degli ospedali che invece sono in zona di pace che invece sono a casa. Essere occhi vuol dire interfacciarsi con la sanità del paese che ospita, ricevere e condividere informazioni e poi organizzare i voli, organizzare i rientri e quindi dare una priorità alle accettazioni, ai rientri dei pazienti nei paesi, nelle case, negli ospedali di vicinanza, di pertinenza – ha proseguito – Abbiamo visto che la professionalità vince sempre, abbiamo visto che non lasciare solo nessuno vince sempre, abbiamo visto che c’è differenza tra empatia e simpatia. Noi siamo stati professionali, non abbiamo lasciato solo nessuno, né i colleghi né le famiglie e siamo stati empatici, non simpatici, ma empatici, e quindi siamo riusciti a instaurare con la giusta distanza o vicinanza anche emotiva per poter fare il lavoro per cui siamo stati addestrati”, ha concluso.