(LaPresse) A Damasco i fedeli hanno ricordato le vittime dell’attentato suicida avvenuto il 22 giugno nella chiesa greco-ortodossa di Dweil’a, alla periferia della capitale siriano in cui hanno perso la vita 22 persone. Martedì sera, a sei mesi dalla tragedia, i membri della chiesa di Mar Elias hanno celebrato la messa e acceso un’immagine di un albero di Natale realizzato con luci al neon sul muro del cortile esterno, sul quale erano appese le fotografie di alcune persone uccise nell’attacco, attribuito dal governo all’Isis. Tra loro figurano tre uomini che la comunità considera eroi per aver affrontato l’attentatore, evitando un bilancio di vittime potenzialmente molto più alto. L’uomo ha aperto il fuoco e poi ha fatto esplodere un giubbotto esplosivo all’interno della chiesa mentre era gremita di persone in preghiera in una domenica. Prima di azionare il giubbotto, i fratelli Boutros e Gergis Bechara e un altro fedele, Milad Haddad, hanno affrontato l’attentatore, spingendolo fuori dal centro della chiesa.
