Milano, il legale del cittadino cinese arrestato per spionaggio: “Non è hacker, sospetta scambio persona”

È durata un’ora l’udienza presso la quinta Sezione penale d’Appello del tribunale di Milano, per Zewei Xu, il cittadino cinese di 33 anni arrestato all’aeroporto di Malpensa lo scorso 3 luglio, in esecuzione di un mandato di arresto internazionale emesso dagli Stati Uniti nel 2023. L’informatico cinese, accusato di spionaggio al tempo delle ricerche sui vaccini anti Covid e difeso dall’avvocato Enrico Giarda, è stato identificato e ha rifiutato l’estradizione negli Stati Uniti. Ora il Ministero della Giustizia dovrà confermare la richiesta di arresto in attesa dei 40 giorni, che partono dall’esecuzione della misura, affinché lo Stato richiedente l’estradizione mandi la documentazione per permettere alle difese di comprendere come si è arrivati all’individuazione dell’uomo. “Lui si è definito un IT manager di Shanghai– spiega l’avvocato Giarda- e ha detto di non avere avuto alcun motivo per compiere le condotte criminose contestate. Non ha mai fatto attività di hackeraggio, ha paventato la possibilità che qualcuno abbia utilizzato la sua identità per compiere queste attività e sembrerebbe che il suo nome e cognome siano molto comuni in Cina. Dobbiamo però leggere gli atti e capire come è stato identificato proprio lui dall’Fbi. lo scambio di persona è un’ipotesi, ma bisogna capire gli atti. Nessuno farebbe attività di spionaggio utilizzando il proprio account con il nome e cognome. Il consolato cinese ha chiesto di poter visitare il proprio connazionale”. Insieme a Zewei Xu c’era anche la moglie con cui era arrivato a Malpensa per una vacanza: “Sono molto spaesati, due soggetti provenienti da un paese molto distante, separati, portati in una casa circondariale con accuse molto difficili da comprendere. Devono metabolizzare”, ha aggiunto Giarda.