I lefebvriani fanno ricorso contro la scomunica di Papa Leone XIV. Erano stati interdetti dal Vaticano il 2 luglio scorso dopo le ordinazioni di nuovi vescovi senza mandato.
La nota dei lefebvriani
La Fraternità sacerdotale San Pio X, in risposta al decreto pubblicato il 2 luglio 2026 dal dicastero per la dottrina della Fede, ha presentato l’11 luglio un ricorso preliminare presso lo stesso Dicastero, conformemente ai cann. 1734 e seguenti del codice di diritto canonico. Tale iniziativa – viene spiegato da un comunicato pubblicato oggi sul sito della Fraternità sacerdotale San Pio X – che costituisce “il previo adempimento richiesto prima dell’eventuale presentazione di un ricorso gerarchico, ha l’effetto di sospendere l’esecuzione del decreto, conformemente al can. 1353 del codice di diritto canonico”.
“La Fraternità intende esercitare il diritto che la Chiesa riconosce a chiunque si ritenga leso da un atto amministrativo di chiederne la rettifica, in spirito di rispetto verso l’autorità ecclesiastica e di fedele attaccamento alla giustizia, alla verità e al bene della Chiesa”. Affida “questa richiesta alle autorità competenti e raccomanda questa iniziativa alle preghiere di tutti i fedeli”.

