Inizia il secondo giorno del viaggio apostolico in Africa di Papa Leone XIV. Prevost, anche oggi sarà in Algeria e si recherà ad Annaba, l’antica Ippona, nei luoghi dove Sant’Agostino, padre spirituale del Pontefice, è stato vescovo tra la fine del 300 e il 430 d.C.
Il Papa poi compirà una visita presso la Casa di accoglienza delle Piccole Sorelle dei Poveri e una visita a una casa di accoglienza per anziani. Dopo un pranzo con la comunità agostiniana, il Papa, nel primo pomeriggio, presiederà la messa nella Basilica di Sant’Agostino. Sono presenti circa 1.500 fedeli.
Intanto il vicepresidente Usa JD Vance è tornato sullo scontro tra Trump e Leone XIV, sostenendo che il presidente Trump “deve tutelare gli interessi degli Stati Uniti. Credo che in alcuni casi sarebbe meglio che il Vaticano si attenesse alle questioni morali, a ciò che accade nella Chiesa cattolica, lasciando che sia il presidente a dettare la politica pubblica americana”, ha detto Vance in un’intervista a Fox News.
“In questa terra, carissimi cristiani di Algeria, rimanete come segno umile e fedele dell’amore di Cristo. Testimoniate il Vangelo con gesti semplici, relazioni vere e un dialogo vissuto giorno per giorno: così date sapore e luce là dove vivete. La vostra presenza nel Paese fa pensare all’incenso: un granello incandescente, che spande profumo perché dà gloria al Signore e letizia e conforto a tanti fratelli e sorelle”. Così Papa Leone XIV nel corso dell’omelia della messa celebrata nella basilica di sant’Agostino ad Annaba, in Algeria.
“Quest’incenso – ha sottolineato il Papa – è un piccolo, prezioso elemento, che non sta al centro dell’attenzione, ma invita a rivolgere i nostri cuori a Dio, incoraggiandoci l’un l’altro a perseverare nelle difficoltà del tempo presente. Dal turibolo del nostro cuore si levano infatti la lode, la benedizione, la supplica, diffondendo il soave odore della misericordia, dell’elemosina e del perdono. La vostra storia è fatta di accoglienza generosa e di tenacia nella prova: qui hanno pregato i martiri, qui sant’Agostino ha amato il suo gregge cercando la verità con passione e servendo Cristo con fede ardente. Siate eredi di questa tradizione, testimoniando nella carità fraterna la libertà di chi nasce dall’alto come speranza di salvezza per il mondo”.
“La Chiesa è sempre nascente, perché dove c’è disperazione accende speranza, dove c’è miseria porta dignità, dove c’è conflitto porta riconciliazione”. Lo ha detto Papa Leone XIV nel corso dell’omelia durante la messa presieduta nella Basilica di Sant’Agostino ad Annaba, in Algeria.
“Il primo compito dei pastori, ministri del Vangelo” è “dare testimonianza di Dio al mondo con un cuor solo e un’anima sola, senza che le preoccupazioni ci corrompano con la paura né le mode ci indeboliscano con il compromesso. Insieme a voi, fratelli nell’episcopato, e a voi, presbiteri, rinnoviamo costantemente questa missione per il bene di quanti ci sono affidati, affinché la Chiesa intera sia, nel suo servizio, messaggio di vita nuova per coloro che incontriamo”. Così Papa Leone XIV nel corso dell’omelia della messa celebrata nella basilica di sant’Agostino ad Annaba, in Algeria.
Nonostante il mondo sia carico di “problemi, insidie e tribolazioni” la “nostra storia può cambiare” e si può arrivare a costruire “un futuro di giustizia e di pace, di concordia e di salvezza”. Lo ha detto Papa Leone XIV nel corso dell’omelia durante la messa presieduta nella Basilica di Sant’Agostino ad Annaba, in Algeria.
Papa Leone XIV è nella basilica di Sant’Agostino ad Annaba, in Algeria, per presiedere la messa nel secondo giorno del suo viaggio apostolico in Africa.
“Un ordine internazionale giusto e stabile non può emergere dal semplice equilibrio di potere o da una logica puramente tecnocratica. La concentrazione del potere tecnologico, economico e militare in poche mani minaccia sia la partecipazione democratica tra i popoli sia la concordia internazionale”. Lo scrive Papa Leone XIV in un messaggio inviato ai ai partecipanti alla Sessione Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali che si tiene dal 14 al 16 aprile. “Quando le potenze terrene minacciano la tranquillitas ordinis, la classica definizione agostiniana di pace, – scrive ancora il Papa -dobbiamo trarre speranza dal Regno di Dio che, pur non essendo di questo mondo, fa luce sugli affari di questo mondo e ne rivela il significato escatologico. In questa prospettiva di fede, ci viene ricordato che l’onnipotenza di Dio si manifesta soprattutto nella misericordia e nel perdono. Il potere divino non domina, ma invece guarisce e restaura. È proprio questa logica della carità che deve animare la storia, poiché l’attività umana ispirata dalla carità contribuisce a plasmare la ‘città terrena’ nell’unità e nella pace, rendendola ù seppur imperfettamente ù un’anticipazione e una prefigurazione della ‘Città di Dio’. Tale fede rafforza la nostra determinazione a costruire una cultura di riconciliazione capace di superare le insidie dell’indifferenza e dell’impotenza”.
“Il Patriarcato Maronita condanna, con la massima condanna, ogni aggressione o offesa che tocchi la dignità e la sacralità del Sommo Pontefice Papa Leone XIV, che rappresenta la voce della Chiesa cattolica e la voce della coscienza umana vivente, costante sostenitore della difesa della verità, dell’istituzione della giustizia e della costruzione della pace tra i popoli”. Lo si legge in una nota del cardinale Bechara Boutros Rai, Patriarca di Antiochia dei Maroniti (Libano) diffusa nelle ore della polemica scaturita dalle parole del presidente Usa, Donald Trump, contro Papa Leone XIV.
“Quanto è stato espresso in questo inaccettabile eccesso di potere – si legge ancora nel testo – è incompatibile con le regole più basilari di rispetto dovute all’autorità suprema nella Chiesa e al suo portavoce, costituendo un’offesa per ogni individuo cristiano in generale e cattolico in particolare, e un attacco ai valori umani che uniscono invece di dividere, e costruiscono invece di distruggere. Perché il Papa, nelle sue posizioni e insegnamenti, non è mai stato altro che un messaggero d’amore, un portatore di speranza e un feroce difensore della dignità umana, specialmente in un mondo appesantito dal peso di guerre e conflitti”.
“Il Patriarcato – si legge ancora nella nota – afferma la sua piena solidarietà con Sua Santità il Papa, che è stato e rimane un vero sostenitore del Libano, portando nel cuore la sua causa e alzando la voce nei forum internazionali chiedendo la sua protezione, la preservazione della sua missione e la salvaguardia del suo pluralismo unico. Inoltre, i suoi ripetuti appelli a fermare le guerre, rifiutare la violenza e chiedere una pace giusta e comprensiva rimangono una bussola morale da cui deve essere guidata la comunità internazionale.
Noi, in questa delicata circostanza, rinnoviamo il nostro impegno per una cultura del dialogo e del rispetto reciproco, e rifiutiamo ogni discorso incitante o escludente, indipendentemente dalla sua origine. Chiediamo inoltre di fermare la corsa agli armamenti e di adottare il linguaggio della saggezza e della ragione, per il bene dell’umanità e la preservazione della sua dignità.
Chiediamo a Dio di preservare Sua Santità il Papa nella sua missione, di benedire i suoi sforzi per diffondere la pace e di ispirare i leader mondiali a percorrere i sentieri della giustizia e della riconciliazione”.
Il cuore di Dio “non è con i malvagi, con i prepotenti, con i superbi: il cuore di Dio è con i piccoli e gli umili, e con loro porta avanti il suo Regno d’amore e di pace, giorno per giorno. Come cercate di fare qui nel servizio quotidiano, nell’amicizia, nel vivere insieme”.
Lo ha detto Papa Leone XIV nel corso della visita alla Casa di accoglienza per anziani delle Piccole Sorelle dei Poveri ad Annaba, in Algeria. Il Papa, dopo la visita, si recherà alla Casa della Comunità Agostiniana, dove incontrerà i membri dell’Ordine e si tratterrà a pranzo con loro.
“Il cuore di Dio è straziato dalle guerre, dalle violenze, dalle ingiustizie e dalle menzogne”. Lo ha detto Papa Leone XIV nel corso della visita alla Casa di accoglienza per anziani delle Piccole Sorelle dei Poveri ad Annaba, in Algeria dove il Pontefice si è recato dopo aver visitato i luoghi di sant’Agostino d’Ippona.
Papa Leone XIV, nel sito archeologico di Ippona, in Algeria, sui luoghi di Sant’Agostino ha piantato un albero di ulivo. Il Pontefice nel compiere il gesto si è sporcato le mani di terra e per questo ha poi impiegato alcuni istanti a pulire le mani.
Papa Leone XIV è ad Annaba, l’antica Ippona, in Algeria, nei luoghi dove il suo padre spirituale sant’Agostino è stato vescovo tra la fine del 300 e il 430 d.C. Il Pontefice visita il sito archeologico, al termine del percorso deporrà una corona di fiori in memoria di Sant’Agostino, che per più di trent’anni fu vescovo della città romana, e si raccoglierà in preghiera.
“Un ordine internazionale giusto e stabile non può emergere dal semplice equilibrio di potere o da una logica puramente tecnocratica. La concentrazione del potere tecnologico, economico e militare in poche mani minaccia sia la partecipazione democratica tra i popoli sia la concordia internazionale”. Lo scrive Papa Leone XIV in un messaggio inviato ai ai partecipanti alla Sessione Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali che si tiene dal 14 al 16 aprile. “Quando le potenze terrene minacciano la tranquillitas ordinis, la classica definizione agostiniana di pace, – scrive ancora il Papa -dobbiamo trarre speranza dal Regno di Dio che, pur non essendo di questo mondo, fa luce sugli affari di questo mondo e ne rivela il significato escatologico. In questa prospettiva di fede, ci viene ricordato che l’onnipotenza di Dio si manifesta soprattutto nella misericordia e nel perdono. Il potere divino non domina, ma invece guarisce e restaura. È proprio questa logica della carità che deve animare la storia, poiché l’attività umana ispirata dalla carità contribuisce a plasmare la ‘città terrena’ nell’unità e nella pace, rendendola – seppur imperfettamente – un’anticipazione e una prefigurazione della ‘Città di Dio’. Tale fede rafforza la nostra determinazione a costruire una cultura di riconciliazione capace di superare le insidie dell’indifferenza e dell’impotenza”.
“La democrazia rimane sana solo quando radicata nella legge morale e in una vera visione della persona umana. Priva di questa base, rischia di diventare o una tirannia maggioritaria o una maschera per il dominio delle élite economiche e tecnologiche”. Lo scrive Papa Leone XIV in un messaggio inviato ai partecipanti alla sessione plenaria della Pontificia Accademia delle scienze sociali, che si tiene dal 14 al 16 aprile. Il messaggio, datato 1 aprile, è stato diffuso oggi dalla sala stampa della Santa Sede.
La temperanza è essenziale “per l’uso legittimo dell’autorità, poiché la vera temperanza limita un’autoesaltazione eccessiva e funge da barriera contro l’abuso di potere”. Lo scrive Papa Leone XIV in un messaggio inviato ai partecipanti alla sessione plenaria della Pontificia Accademia delle scienze sociali. Il Papa nel testo sottolinea che il potere non è “un fine in sé”, ma è “un mezzo ordinato verso il bene comune. Ciò implica che la legittimità dell’autorità non dipenda dall’accumulo di forza economica o tecnologica, ma dalla saggezza e dalla virtù con cui essa viene esercitata”.

