Inizia il viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Africa, il terzo del suo Pontificato. Prevost è partito questa mattina dall’aeroporto di Fiumicino per l’Algeria, prima volta di un Pontefice nella storia del Paese. Alla vigilia del viaggio Leone XIV ha lanciato un nuovo accorato appello per la pace e ha ricevuto un durissimo attacco da parte di Donald Trump, dal quale lo dividono diversi temi. Il Pontefice visiterà quattro paesi: oltre all’Algeria, anche Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Undici giorni, quattro Paesi, oltre 20 tra discorsi e saluti in un cammino che, come ricordato nei giorni scorsi dal direttore della sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, si snoderà “attraverso la ricchezza e la diversità di questo continente popolato”. Oltre al tema della pace saranno centrali anche “l’ambiente l’ambiente, il rischio sfruttamento delle risorse” ma anche “i dolorosi anni ’90 che hanno fatto tante vittime”. “Il destino dell’Africa è legato all’Ue e all’Italia”, ha scritto Sergio Mattarella in un messaggio inviato per l’occasione al Papa. “Nessuno – ha aggiunto il presidente della Repubblica – potrà rimanere indifferente rispetto a questi solenni appelli”.
“Una parte considerevole del territorio di questo Paese è occupata dal deserto, e nel deserto non si sopravvive da soli. Le asperità della natura ridimensionano ogni presunzione di autosufficienza e ricordano a tutti che abbiamo bisogno gli uni degli altri, e che abbiamo bisogno di Dio. È la fragilità riconosciuta che apre il cuore al sostegno vicendevole e all’invocazione di Colui che può donare ciò che nessun potere umano è in grado di garantire: la riconciliazione profonda dei cuori e con essa la pace vera”. Così Papa Leone XIV incontrando la comunità algerina nella Basilica di Nostra Signora d’Africa di Algeri. “Perciò, fratelli e sorelle carissimi, vi incoraggio a continuare il vostro lavoro in terra algerina, come comunità di fede coesa e aperta”, ha detto ancora il Papa.
“In un mondo dove divisioni e guerre seminano dolore e morte tra le nazioni, nelle comunità e perfino nelle famiglie, il vostro vivere uniti e in pace è un segno grande”. Così Papa Leone XIV incontrando la comunità algerina nella Basilica di Nostra Signora d’Africa di Algeri. “Uniti, diffondete fratellanza, ispirando a chi vi circonda desideri e sentimenti di comunione e di riconciliazione, con un messaggio tanto più forte e limpido in quanto testimoniato nella semplicità e nell’umiltà”, ha aggiunto Leone XIV.
“Siete una presenza discreta e preziosa, radicata in questa terra, segnata da una storia antica e da luminose testimonianze di fede”. Così Papa Leone XIV incontrando la comunità algerina nella Basilica di Nostra Signora d’Africa di Algeri. “La vostra comunità ha radici molto profonde – ha detto ancora il Papa -. Siete gli eredi di una schiera di testimoni che hanno donato la vita, spinti dall’amore per Dio e per il prossimo. Penso in particolare ai diciannove religiosi e religiose martiri d’Algeria, che hanno scelto di stare al fianco di questo popolo nelle sue gioie e nei suoi dolori. Il loro sangue è un seme vivo che non smette mai di dare frutto. Siete anche eredi di una tradizione ancora più antica, che risale ai primi secoli del cristianesimo. In questa terra è risuonata la fervida voce di Agostino di Ippona, preceduta dalla testimonianza di sua madre, Santa Monica, e di altri santi. La loro memoria è un richiamo luminoso a essere, oggi, segni credibili di comunione, dialogo e pace”.
“Non mi scuso” con Papa Leone, “ha detto cose sbagliate ed è contrario a quello che sto facendo in Iran”. Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. “Non possiamo avere un Iran nucleare”, ha aggiunto. “Non c’è niente di cui scusarsi, ha torto”, ha ribadito il presidente in riferimento al pontefice.
Donald Trump ha spiegato ai giornalisti presenti alla Casa Bianca che nella controversa immagine che aveva condiviso su Truth pensava di essere rappresentato come un medico. L’immagine, poi cancellata, era generata con l’intelligenza artificiale e mostrava Trump con indosso vesti religiose, come Gesù, e con la mano posata sulla testa di un uomo malato. Nello scatto, era circondato dai suoi seguaci, da una bandiera americana, da aquile e dalla Statua della Libertà, oltre che da altre figure che apparivano nel cielo. Dopo la pubblicazione del post, il presidente era stato criticato da diversi ambienti religiosi, comprese figure di spicco della Chiesa cattolica e degli Evangelici, e dai suoi stessi sostenitori, che chiedevano la rimozione dell’immagine, giudicata blasfema.
“Pensavo fossi io, nei panni di un medico”, ha detto il presidente ai giornalisti a proposito del post. “Solo le fake news potevano inventarsi una cosa del genere”, a aggiunto attaccando i media. “Io faccio guarire le persone”, ha poi concluso Trump.
Papa Leone XIV è giunto nella Basilica di Nostra Signora d’Africa ad Algeri, per un incontro con la comunità algerina. All’arrivo Prevost ha ricevuto alcuni fiori da due bambini e ha benedetto i presenti. Dopo un momento di adorazione al Santissimo Sacramento e il saluto dell’arcivescovo di Algeri, cardinale Jean-Paul Vesco, ci saranno delle testimonianze di una guida della basilica e di una donna musulmana.
“Pensavo che il senso della mia dichiarazione di questa mattina fosse chiaro, ma lo ribadisco con maggiore chiarezza. Trovo inaccettabili le parole del Presidente Trump nei confronti del Santo Padre. Il Papa è il capo della Chiesa Cattolica, ed è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra”. Lo dichiara la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
“Con molta gioia vengo in Algeria perché è la terra del mio padre spirituale Sant’Agostino, che ha voluto insegnare tanto al mondo, riconoscendo la dignità di ogni essere umano e l’importanza di costruire la pace. È molto importante imparare a vivere insieme col rispetto della dignità di ogni persona umana. Questo incontro è la prova che possiamo provare a rispettarci, a vivere in armonia e costruire la pace”. Così Papa Leone parlando dopo la visita alla Grande Moschea di Algeri. “La moschea rappresenta uno spazio di dio, divino, sacro. Dove tante persone vengono per trovare la presenza di dio nella loro via”, ha aggiunto il Papa.
Donald Trump ha cancellato il post nel quale era ritratto nelle vesti di Gesù. L’immagine, generata con l’intelligenza artificiale, era stata pubblicata nella tarda serata di domenica, subito dopo il post nel quale il presidente attaccava duramente Papa Leone XIV. L’immagine mostrava Trump con indosso vesti religiose e con la mano posata sulla testa di un uomo malato. Nello scatto, era circondato dai suoi seguaci, da una bandiera americana, da aquile e dalla Statua della Libertà, oltre che da altre figure che apparivano nel cielo. Dopo la pubblicazione del post, il presidente era stato criticato da diversi ambienti religiosi, comprese figure di spicco della Chiesa cattolica e degli Evangelici, e dai suoi stessi sostenitori, che chiedevano la rimozione dell’immagine, giudicata blasfema.
“Che la misericordia dell’Altissimo custodisca il nobile popolo algerino e l’intera famiglia umana nella pace e nella libertà”. Questo il messaggio lasciato da Papa Leone XIV sul Libro d’onore al termine della visita silenziosa alla grande Moschea d’Algeri.
Papa Leone XIV è giunto alla Grande Moschea di Algeri per una visita. Al suo arrivo il Papa è stato accolto dal Rettore della Moschea, Mohamed Mamoun Al Qasimi. Il Papa è entrato all’interno della moschea a piedi scalzi. A margine della visita anche un incontro privato con il Rettore della Moschea alla presenza del cardinale George Jacob Koovakad, Prefetto del Dicastero per il Dialogo Interreligioso. Al termine il Pontefice scriverà un messaggio sul Libro d’Onore.
La Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti difende Papa Leone XIV dagli attacchi di Donald Trump, dicendosi “scoraggiata” dalle sue critiche e sottolineando che il Pontefice non è un rivale del presidente. “Sono scoraggiato dal fatto che il presidente abbia scelto di scrivere parole così denigratorie nei confronti del Santo Padre”, ha dichiarato l’arcivescovo Paul Coakley, presidente dell’organizzazione, in un comunicato diffuso sui social media. “Papa Leone non è un suo rivale; né il Papa è un politico. Egli è il Vicario di Cristo, che parla in nome della verità del Vangelo e per la cura delle anime”.
“Esprimo la mia piena solidarietà al Santo Padre in questo momento. Di fronte a parole e giudizi inaccettabili e volgari, desidero ribadire che la sua voce a favore della pace, del dialogo e della dignità di ogni persona non è segno di debolezza, ma testimonianza autentica del Vangelo”. Lo dice, rispondendo a LaPresse, monsignor Mariano Crociata, Presidente della Commissione delle Conferenze Episcopali della Comunità Europea (Comece). “In un tempo segnato da tensioni e conflitti, il richiamo del Papa alla non violenza e alla responsabilità morale rappresenta un punto di riferimento essenziale per la comunità internazionale. Come Chiesa in Europa, rinnoviamo il nostro sostegno a Papa Leone XIV e al suo impegno instancabile per la pace e la giustizia”, afferma ancora mons. Crociata.
“L’Azione Cattolica Italiana, la Federazione Universitaria Cattolica Italiana, il Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale e il Movimento di Impegno Educativo di Azione Cattolica esprimono con convinzione e partecipazione la loro profonda vicinanza, l’affetto sincero e la preghiera filiale a Papa Leone XIV, per una vicenda che ha suscitato non poco sconcerto e rammarico.
Le parole rivolte al Santo Padre dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nelle scorse ore, appaiono infatti inadeguate, alquanto volgari e non rispettose della natura e della missione del ministero petrino”. Lo si legge in una nota.
“Esse – si legge ancora nella nota – rischiano di alimentare una lettura impropria del ruolo del Papa, riducendolo a interlocutore politico tra gli altri, inserito nelle dinamiche della contrapposizione e del confronto tra parti.
Riteniamo invece necessario ribadire con chiarezza che il Papa non è una controparte politica. Egli è il Successore di Pietro, chiamato a confermare nella fede il popolo di Dio e a servire, senza alcun interesse di parte, il Vangelo, la verità e la pace sempre, ovunque e comunque. Il suo ministero si colloca su un piano radicalmente diverso da quello della competizione politica: è un servizio universale, rivolto a tutte le donne e a tutti gli uomini, credenti e non credenti, senza distinzioni.
Per questo motivo, chiediamo con rispetto ma con fermezza che venga riconosciuta e custodita la dignità della persona di Papa Leone XIV e del suo ministero. Il confronto tra istituzioni e responsabilità pubbliche, anche quando è franco e articolato, non può mai degenerare in forme che mettano in discussione il rispetto dovuto a chi, come il Pontefice, rappresenta un punto di riferimento morale e spirituale a livello globale”.
“In un tempo attraversato da guerre, tensioni internazionali, crisi umanitarie, lutti e sofferenze diffuse – si legge ancora nella nota -, la voce del Papa continua a levarsi come un richiamo esigente alla dignità inviolabile di ogni persona, alla centralità del dialogo, alla ricerca instancabile della pace e alla responsabilità condivisa delle nazioni e dei popoli. È una voce che interpella le coscienze e invita tutti, a partire da chi esercita ruoli di governo, a scelte lungimiranti e orientate al bene comune.
Come associazioni laicali impegnate nella vita ecclesiale e civile del Paese, in piena sintonia con i nostri vescovi, avvertiamo il dovere di sostenere con convinzione questo magistero, che non si presta a strumentalizzazioni, ma chiede ascolto, discernimento e responsabilità.
A Papa Leone XIV rinnoviamo dunque la nostra piena comunione ecclesiale, il sostegno convinto e la preghiera, affinché il suo ministero possa continuare a essere segno di unità, strumento di pace e testimonianza credibile del Vangelo nel mondo contemporaneo”.
In un post su X il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian ha condannato le parole di Donald Trump nei confronti di Papa Leone XIV. “Vostra Eccellenza, a nome della grande nazione dell’Iran, condanno l’insulto arrecatovi e dichiaro che la profanazione di Gesù, profeta di pace e fratellanza, è inaccettabile per qualsiasi persona libera”, ha scritto Pezeshkian.
“La vera forza di un Paese è data dalla cooperazione di tutti alla realizzazione del bene comune. Le autorità sono chiamate non a dominare, ma a servire il popolo e il suo sviluppo. L’azione politica trova quindi il suo criterio nella giustizia, senza la quale non vi è pace autentica, e si esprime nella promozione di condizioni eque e dignitose per tutti. Anche la Chiesa cattolica, con le sue comunità e iniziative, desidera contribuire al bene comune dell’Algeria, rafforzando la sua particolare identità di ponte fra Nord e Sud, fra Oriente e Occidente”. Così Papa Leone XIV nel corso dell’incontro con le Autorità, la Società Civile e il Corpo Diplomatico nel centro convegni Djamaa el Djazair di Algeri, in Algeria.
“Molte società che si credono avanzate precipitano sempre più nella diseguaglianza e nell’esclusione. Le persone e le organizzazioni che dominano sugli altri – questo l’Africa lo sa bene – distruggono il mondo che l’Altissimo ha creato perché vivessimo insieme”. Così Papa Leone XIV nel corso dell’incontro con le Autorità, la Società Civile e il Corpo Diplomatico nel centro convegni Djamaa el Djazair di Algeri, in Algeria. Il Papa ha anche ammonito: “Una religione senza pietà e una vita sociale senza solidarietà sono uno scandalo agli occhi di Dio”.
“I simboli e le parole religiose possono diventare, da una parte, linguaggi blasfemi di violenza e sopraffazione, dall’altra, segni senza più significato, nel grande mercato di consumi che non saziano. Queste assurde polarizzazioni, però, non devono spaventarci. Vanno affrontate con intelligenza. Sono il segno che viviamo un tempo straordinario, di grande rinnovamento, nel quale chi tiene libero il cuore e desta la coscienza può attingere dalle grandi tradizioni spirituali e religiose nuove visioni della realtà e motivazioni incrollabili di impegno. Occorre educare al senso critico e alla libertà, all’ascolto e al dialogo, alla fiducia che ci fa riconoscere nel diverso un compagno di viaggio, non una minaccia. Dobbiamo lavorare alla guarigione della memoria e alla riconciliazione fra antichi avversari”. Così Papa Leone XIV nel corso dell’incontro con le Autorità, la Società Civile e il Corpo Diplomatico nel centro convegni Djamaa el Djazair di Algeri, in Algeria.
“Il Mediterraneo, da una parte, e il Sahara, dall’altra” rappresentano “crocevia geografici e spirituali di enorme portata”. “Guai, se ne facciamo cimiteri dove muore anche la speranza! Liberiamo dal male questi immensi bacini di storia e di futuro! Moltiplichiamo le oasi di pace, denunciamo e rimuoviamo le cause della disperazione, combattiamo chi lucra sulla sventura altrui! Sono illeciti guadagni, infatti, quelli di chi specula sulla vita umana, la cui dignità è inviolabile”. Così Papa Leone XIV nel corso dell’incontro con le Autorità, la Società Civile e il Corpo Diplomatico nel centro convegni Djamaa el Djazair di Algeri, in Algeria.
“Uniamo, allora, le nostre forze, le nostre energie spirituali, ogni intelligenza e risorsa che renda la terra e il mare luoghi di vita, di incontro, di meraviglia. La loro maestosa bellezza ci tocchi il cuore; il loro aspetto sconfinato ci interroghi sulla trascendenza. Il Mediterraneo, il Sahara e il cielo immenso che li sovrasta ci sussurrano che la realtà ci supera da tutte le parti, che Dio è veramente grande e che tutto viviamo alla sua misteriosa presenza”.
Serve “un nuovo corso della storia, oggi più urgente che mai, a fronte di continue violazioni del diritto internazionale e di tentazioni neocoloniali”. Così Papa Leone XIV nel corso dell’incontro con le Autorità, la Società Civile e il Corpo Diplomatico nel centro convegni Djamaa el Djazair di Algeri, in Algeria.
“Le drammatiche vicende storiche trascorse offrono al vostro Paese un particolare sguardo critico sugli equilibri mondiali. Se saprete entrare in dialogo con le istanze di tutti e solidarizzare con le sofferenze di tanti Paesi vicini e lontani, la vostra esperienza potrà contribuire a immaginare e a realizzare una maggiore giustizia fra i popoli. Non moltiplicando incomprensioni e conflitti, ma rispettando la dignità di ognuno e lasciandovi toccare dal dolore altrui”, ha detto ancora il Papa.
“In un mondo pieno di scontri e incomprensioni, incontriamoci e cerchiamo di comprenderci, riconoscendo che siamo una sola famiglia! Oggi la semplicità di questa consapevolezza è la chiave per aprire molte porte chiuse. Cari fratelli e sorelle, vengo a voi come testimone della pace e della speranza che il mondo desidera ardentemente e che il vostro popolo ha sempre cercato: un popolo mai sconfitto dalle sue prove, perché radicato in quel senso di solidarietà, di accoglienza e di comunità di cui è intessuta la vita quotidiana di milioni di persone umili e giuste”. Così Papa Leone XIV nel corso dell’incontro con le Autorità, la Società Civile e il Corpo Diplomatico nel centro convegni Djamaa el Djazair di Algeri, in Algeria.
“Il Santo Padre parla in nome di qualcosa che nessun potere terreno può contenere perché non è un avversario politico ma il successore di Pietro che custodisce una Chiesa che lo riconosce come Pastore”. Lo dice a LaPresse il vescovo di Cassano allo Ionio e vicepresidente della Cei, Conferenza Episcopale Italiana, monsignor Francesco Savino. “Le parole pronunciate oggi dal Presidente Trump nei confronti di Papa Leone XIV mi hanno rattristato profondamente, non come vescovo, ma come cristiano – dice ancora Savino -. Il Santo Padre ha onorato la pace, ha alzato la voce contro la guerra, contro la sofferenza degli innocenti, contro l’idolatria della forza. Lo ha fatto con la potenza della preghiera, non della politica ed è per questo che è stato attaccato. A chi in queste ore cerca di ridurre il ministero petrino a una variabile della politica internazionale, diciamo con chiarezza: non ci riuscirete”.
“Come Presidenza Cei abbiamo già espresso il nostro rammarico e la nostra vicinanza ma voglio aggiungere, a titolo personale, qualcosa di più semplice: sono orgoglioso di avere un Papa che non ha paura e che non si lascia intimorire, che dice a chiare lettere ‘non entro in un dibattito con lui’ e continua a predicare il Vangelo.
Leone XIV non ha bisogno di essere difeso da noi, lo dimostra lui stesso ogni giorno. Ma noi sentiamo il dovere di stargli vicino, con la preghiera, con la comunione, con la voce quando è necessario. A chi ci chiede da che parte stiamo: stiamo dalla parte di chi invoca la pace sempre e per sempre”, conclude monsignor Savino.
“Raccogliendo i sentimenti del popolo di Dio presente nella Diocesi di Roma, mi faccio eco nell’esprimere solidarietà e confermando pieno sostegno al nostro Vescovo, Papa Leone XIV, a fronte di attacchi sconcertanti al Suo magistero di Pace. Il Vangelo delle Beatitudini è la sostanza della missione della Chiesa, e nessuno e niente, allucinato dal riverbero illusorio della prepotenza, potrà ostacolare questo annuncio”. Così il cardinale Vicario per la diocesi di Roma, Baldo Reina in merito all’attacco del presidente Usa, Donald Trump, a Papa Leone XIV.
“Buon viaggio Papa Leone XIV. Pianti molti alberi di pace. Con rispetto, ammirazione ed affetto”. Così sui social il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in occasione del viaggio apostolico del pontefice in Africa.
“Io nutro grandissimo rispetto nei confronti del Santo Padre. È un uomo forte, determinato, parla di fede, parla di pace fin dal giorno in cui è stato eletto Papa. Credo e condivido profondamente il suo pensiero, lo dico da cristiano, quando dice che la pace è un fatto che riguarda l’impegno di ciascuno di noi”. Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando durante la sua visita a Beirut, rispondendo a una domanda relativa alle parole del presidente Usa Donald Trump sul Pontefice.
“Il Papa parla del Vangelo e il Vangelo è un messaggio continuo di pace, quindi ho augurato al Santo Padre una missione proficua in Africa, che è un continente fondamentale per la stabilità del Mediterraneo e per la stabilità anche dell’area del Golfo. Penso alle parole importanti che ha pronunciato ieri sul Sudan, che ci incoraggiano ad andare avanti. Come sapete l’Italia ha organizzato già due missioni umanitarie in Sudan, una a Pasqua e una a Natale. Quindi le parole del Santo Padre ci incoraggiano e sono fonte di ispirazione anche per la mia azione di governo”, ha proseguito Tajani. Papa Leone XIV è “un uomo forte, coraggioso, che difende i valori fondamentali della fede cristiana e difende – perché è suo dovere farlo – la pace nel mondo”, ha poi concluso.
“L’Algeria è un Paese grande, dalla storia lunga e ricca di tradizioni, fin dai tempi di sant’Agostino e ben prima. Una storia dolorosa, anche, segnata da periodi di violenza, che però, proprio grazie alla nobiltà di spirito che vi caratterizza, e che sento viva anche adesso, qui, avete saputo superare, con coraggio e onestà”. Così Papa Leone XIV in visita al Monumento dei Martiri Maqam Echahid ad Algeri. “In questa terra, crocevia di culture e religioni, il rispetto reciproco rappresenta la via perché i popoli possano camminare insieme. Possa l’Algeria, forte delle sue radici e della speranza dei suoi giovani, continuare a offrire un contributo di stabilità e di dialogo nella comunità delle nazioni e sulle sponde del Mediterraneo”, ha detto ancora il Papa.
“In questo luogo ricordiamo che Dio desidera per ogni Nazione la pace: una pace che non è solo assenza di conflitto, ma espressione di giustizia e di dignità. E questa pace, che permette di andare incontro al futuro con animo riconciliato, è possibile solo nel perdono. La vera lotta di liberazione sarà definitivamente vinta solo quando si sarà finalmente conquistata la pace dei cuori. So quanto sia difficile perdonare, tuttavia, mentre i conflitti continuano a moltiplicarsi in tutto il mondo, non si può aggiungere risentimento a risentimento, di generazione in generazione”. Così Papa Leone XIV in visita al al Monumento dei Martiri Maqam Echahid ad Algeri. “Il futuro appartiene agli uomini e alle donne di pace. Alla fine la giustizia trionferà sempre sull’ingiustizia, così come la violenza, al di là di ogni apparenza, non avrà mai l’ultima parola”, ha aggiunto il Papa.
“Invito a considerare, oltre alla malattia, al dolore fisico e alla morte, anche le sofferenze dei poveri, dei migranti, degli ultimi della società”. Così Papa Leone XIV in un messaggio inviato in occasione della Sessione Plenaria della Pontificia Commissione Biblica che si tiene fino al 17 aprile. “Perché la malattia? Perché la sofferenza? Perché la morte? Davanti a questi interrogativi anche i credenti talvolta vacillano, arrivando a sperimentare lo smarrimento, persino la disperazione e la ribellione contro Dio – scrive ancora il Papa -. Alla luce della fede sappiamo, invece, che il dolore e la malattia possono rendere la persona più saggia e matura, aiutando a discernere nella propria vita ciò che non è essenziale per volgersi o ritornare al Signore. Attingiamo questa visione di fede dalla Sacra Scrittura e dalla Tradizione della Chiesa: a proposito, vi incoraggio a unire, nel vostro lavoro esegetico, ricerca scientifica e attenzione alle comuni esperienze della vita, così da illuminarne anche gli aspetti più difficili con la sapienza della Parola ispirata”.
Il viaggio apostolico in Africa “rappresenta davvero un’opportunità importantissima per continuare con la stessa voce, con lo stesso messaggio, che vogliamo promuovere la pace e la riconciliazione e il rispetto e la considerazione per tutti i popoli”. Così, come riportato dai media vaticani, Papa Leone XIV parlando coi giornalisti a bordo del volo verso Algeri. “Doveva essere il primo viaggio del pontificato – ha detto ancora il Papa-. Già l’anno scorso, nel mese di maggio, avevo detto il primo viaggio vorrei farlo in Africa. Altri subito hanno suggerito Algeria per Sant’Agostino”. Il Papa si è poi detto “molto contento di visitare di nuovo la terra di Sant’Agostino che offre un ponte molto importante nel dialogo interreligioso”.
“Io non ho paura dell’amministrazione di Trump. Continuerò a parlare a voce alta del messaggio del Vangelo, quello per cui la Chiesa lavora”. Così, come riportato dai media vaticani, Papa Leone XIV risponde al presidente Usa, Donald Trump, parlando con i giornalisti sul volo verso Algeri. “Io non guardo al mio ruolo come a un politico, non sono un politico, io non voglio entrare in un dibattito con lui”, ha osservato il Pontefice, in riferimento al presidente. “Non penso che il messaggio del Vangelo debba essere abusato come alcuni stanno facendo. Io continuo a parlare forte contro la guerra, cercando di promuovere la pace, promuovendo il dialogo e il multilateralismo con gli Stati per cercare soluzioni ai problemi. Troppa gente sta soffrendo oggi, troppi innocenti sono stati uccisi e credo che qualcuno debba alzarsi e dire che c’è una via migliore”.
All’arrivo il Papa è stato accolto dal Presidente della Repubblica, Abdelmadjid Tebboune. Una bambina ha offerto dei fiori a Leone XIV. Dopo gli inni, l’Onore alle Bandiere, la Guardia d’Onore e la presentazione delle rispettive Delegazioni, il Papa è stato accompagnato al Salon d’Honneur per un breve incontro privato con il Presidente della Repubblica. Al termine, il Santo Padre si trasferisce in auto al Monumento dei martiri Maqam Echahid.
“La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, rinnovando la piena comunione con il Santo Padre Leone XIV, esprime rammarico per le parole a lui rivolte nelle scorse ore dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Unendosi a quanto affermato dal Presidente della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, Mons. Paul S. Coakley, ricorda che il Papa non è una controparte politica, ma il Successore di Pietro, chiamato a servire il Vangelo, la verità e la pace.In un tempo segnato da conflitti e tensioni internazionali, la sua voce rappresenta un richiamo esigente alla dignità della persona, al dialogo e alla responsabilità. Le Chiese che sono in Italia rinnovano al Santo Padre vicinanza, affetto e preghiera, auspicando da parte di tutti rispetto per la sua persona e per il suo ministero”. Così in una nota la Cei, Conferenza Episcopale Italiana.
Papa Leone XIV è arrivato all’aeroporto ‘Houari Boumédiène’ di Algeri, in Algeria, per la prima tappa del viaggio apostolico in Africa. L’aereo con a bordo il Pontefice è atterrato alle ore intorno alle ore 11.
“Rinnovo il mio pensiero e la mia gratitudine a Papa Leone XIV per le sue parole di pace e per l’attenzione che continua a riservare ai cristiani perseguitati. I suoi forti appelli, che ho ricordato in diverse occasioni, anche ieri, sono un riferimento prezioso e richiamano tutti a un’assunzione di responsabilità, affinché il dialogo possa sempre prevalere. Al Santo Padre va il più sincero augurio per il migliore esito del suo viaggio apostolico in Africa”. Così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.
“A nome mio personale e del Governo italiano, desidero rivolgere a Papa Leone XIV il ringraziamento e l’augurio più sincero per il buon esito del viaggio apostolico che lo condurrà per la prima volta in Africa e che lo porterà a toccare quattro Nazioni: Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Possa il Ministero del Santo Padre favorire la composizione dei conflitti e il ritorno della pace, interna e tra le Nazioni, nel solco del percorso tracciato dai suoi Predecessori, e dare sostegno e conforto alle comunità cristiane che avrà modo di incontrare durante il viaggio”. Lo dichiara in una nota la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “L’Italia continuerà a fare la propria parte per favorire la costruzione di un nuovo modello di cooperazione con il Continente africano e per sostenere la pace, lo sviluppo e il benessere dei popoli”, aggiunge la premier.
“La missione della Santità Vostra in Paesi desiderosi di riconciliazione e speranza consentirà di esprimere fiducia e sostegno a quanti – in contesti talvolta molto difficili, anche per le prospettive del dialogo interreligioso – sono impegnati a promuovere i valori del rispetto e della convivenza armoniosa, basi essenziali per costruire un orizzonte di stabilità a beneficio e tutela di tutti. Il forte richiamo alla pace, così urgente in tempi tanto tribolati, al pari dell’invito all’unità e alla fraternità, contribuirà ad alimentare la consapevolezza dell’indispensabile contributo che ogni individuo e ogni collettività sono chiamati a fornire per superare le divisioni e salvaguardare la dignità dell’uomo. Sono certo che nessuno potrà rimanere indifferente rispetto a questi solenni appelli, rivolti soprattutto alle ultime generazioni, chiamate ad assumere la responsabilità e vivere la gioia del divenire fecondo seme di progresso sociale ed economico per i rispettivi Paesi e comunità”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato a Papa Leone XIV in occasione della partenza per il viaggio apostolico in 4 Paesi africani. “Con tali auspici – ha concluso il presidente della Repubblica – Le rinnovo, Santità, i sensi della più profonda stima e personale considerazione”.
“Desidero rivolgerLe un sincero ringraziamento per il messaggio che ha voluto indirizzarmi nel momento in cui si accinge a partire per questo lungo viaggio apostolico che La porterà in Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. In Africa – ha ricordato Mattarella – il continente con la popolazione più giovane del mondo, il cristianesimo ha radici antiche e profonde, come testimoniano i luoghi di Sant’Agostino, Padre della Chiesa, dai quali il Suo itinerario prenderà avvio. Il ‘continente giovane’ è protagonista di straordinari cambiamenti e foriero di grandi speranze. Il suo destino è fortemente legato a quello dell’Europa e dell’Italia. Condividiamo la responsabilità di individuare assieme le risposte a tutte le sfide principali del nostro tempo, dalle ripercussioni di guerre e conflitti alla globalizzazione, dalle divisioni settarie alla pressione demografica e migratoria, dall’uso delle risorse naturali alla crisi climatica”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato a Papa Leone XIV in occasione della partenza per il viaggio apostolico in 4 Paesi africani.
“I migliori auguri a Papa Leone per il suo viaggio apostolico in Africa. Ho molto apprezzato il suo intervento per la pace in Sudan. Le sue autorevoli parole incoraggiano ulteriormente l’impegno del governo italiano attraverso le missioni umanitarie. Parole che rappresentano un contributo importante per raggiungere il cessate il fuoco e le fine della guerra civile dopo tre anni di duri scontri. Accompagniamo con la preghiera la sua missione”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un post su X.
“Nel momento in cui mi accingo a compiere il viaggio apostolico in Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale, mosso dal vivo desiderio di incontrare i fratelli nella fede e gli abitanti di quelle care Nazioni, mi è gradito rivolgere a Lei, Signor Presidente, l’espressione del mio deferente saluto, che accompagno con fervide preghiere per il bene e la prosperità dell’intero popolo italiano”. Così Papa Leone XIV in un telegramma inviato al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lasciando l’Italia alla volta dell’Africa dove compirà il terzo viaggio apostolico del suo Pontificato.
Papa Leone XIV è partito per il viaggio apostolico in Africa, il terzo del suo Pontifcato. L’aereo con a bordo il Pontefice è decollato dall’aeroporto di Fiumicino alla volta di Algeri alle 9:07. Prevost arriverà in Algeria, prima volta di un Papa nella storia nel Paese, alle 11.

