Abusi Chiesa, Papa: “Ci riempiono di vergogna, urgente rafforzare la formazione”

Abusi Chiesa, Papa: “Ci riempiono di vergogna, urgente rafforzare la formazione”
Papa Leone XIV (foto AP/Gregorio Borgia)

Il pontefice: “Assicurare crescita e maturità umana dei candidati al presbiterato”

“In questi ultimi decenni, la crisi della fiducia nella Chiesa suscitata dagli abusi commessi da membri del clero, che ci riempiono di vergogna e ci richiamano all’umiltà, ci ha reso ancora più consapevoli dell’urgenza di una formazione integrale che assicuri la crescita e la maturità umana dei candidati al presbiterato, insieme con una ricca e solida vita spirituale”. Lo si legge in ‘Una fedeltà che genera futuro’, lettera apostolica di Papa Leone XIV diffusa in occasione del 60esimo anniversario Decreti Conciliari ‘Optatam Totius’ e ‘Presbyterorum Ordinis’ promulgati rispettivamente il 28 ottobre e il 7 dicembre del 1965. “Il tema della formazione – spiega il Papa – risulta essere centrale anche per far fronte al fenomeno di coloro che, dopo qualche anno o anche dopo decenni, abbandonano il ministero. Questa dolorosa realtà, infatti, non è da interpretare solo in chiave giuridica, ma chiede di guardare con attenzione e compassione alla storia di questi fratelli e alle molteplici ragioni che hanno potuto condurli a una tale decisione. E la risposta da dare è anzitutto un rinnovato impegno formativo, il cui obiettivo è ‘un cammino di familiarità con il Signore che coinvolge l’intera persona, cuore, intelligenza, libertà, e la plasma a immagine del Buon Pastore’”. Dal Pontefice poi la sottolineatura: “Solo presbiteri e consacrati umanamente maturi e spiritualmente solidi, cioè persone in cui la dimensione umana e quella spirituale sono ben integrate e che perciò sono capaci di relazioni autentiche con tutti, possono assumere l’impegno del celibato e annunciare in modo credibile il Vangelo del Risorto”.

“Mondo digitale e politica strumentalizzano rabbia e aggressività”

“In un mondo ferito da discordie, violenze e conflitti”, “assistiamo anche a una crescita di aggressività e di rabbia, non di rado strumentalizzate dal mondo digitale come dalla politica“. Così Papa Leone XIV nel corso dell’udienza alla Curia romana per lo scambio degli auguri di Natale. “Il Natale del Signore reca con sé il dono della pace e ci invita a diventarne segno profetico in un contesto umano e culturale troppo frammentato. Il lavoro della Curia e quello della Chiesa in generale va pensato anche in questo orizzonte ampio: non siamo piccoli giardinieri intenti a curare il proprio orto, ma siamo discepoli e testimoni del Regno di Dio, chiamati a essere in Cristo lievito di fraternità universale, tra popoli diversi, religioni diverse, tra le donne e gli uomini di ogni lingua e cultura. E questo avviene se noi per primi viviamo come fratelli e facciamo brillare nel mondo la luce della comunione”, ha affermato Prevost.

“Abbiamo bisogno di una Curia romana sempre più missionaria”

“Abbiamo bisogno di una Curia romana sempre più missionaria, dove le istituzioni, gli uffici e le mansioni siano pensati guardando alle grandi sfide ecclesiali, pastorali e sociali di oggi e non solo per garantire l’ordinaria amministrazione”, ha detto Papa Leone XIV. “Allo stesso tempo, nella vita della Chiesa la missione è strettamente congiunta alla comunione. Il mistero del Natale, infatti, mentre celebra la missione del figlio di Dio in mezzo a noi, ne contempla anche il fine: Dio ha riconciliato a sé il mondo per mezzo di Cristo e, in Lui, ci ha resi suoi figli. Il Natale ci ricorda che Gesù è venuto a rivelarci il vero volto di Dio come Padre, perché potessimo diventare tutti suoi figli e quindi fratelli e sorelle tra di noi”, ha affermato Prevost. “L’amore del Padre, che Gesù incarna e manifesta nei suoi gesti di liberazione e nella sua predicazione – ricorda Leone ai cardinali prima di salutarli uno a uno -, ci rende capaci, nello Spirito santo, di essere segno di una nuova umanità, non più fondata sulla logica dell’egoismo e dell’individualismo, ma sull’amore vicendevole e sulla solidarietà reciproca. Questo è un compito quanto mai urgente ad intra e ad extra”.

“Evitare ideologie contrapposte nella Chiesa”

“La comunione nella Chiesa rimane sempre una sfida. Talvolta, dietro un’apparente tranquillità, si agitano i fantasmi della divisione. E questi ci fanno cadere nella tentazione di oscillare tra due estremi opposti: uniformare tutto senza valorizzare le differenze o, al contrario, esasperare le diversità e i punti di vista invece di cercare la comunione. Così, nelle relazioni interpersonali, nelle dinamiche interne agli uffici e ai ruoli, o trattando le tematiche che riguardano la fede, la liturgia, la morale e altro ancora, si rischia di cadere vittime della rigidità o dell’ideologia, con le contrapposizioni che ne conseguono. Noi, però, siamo la Chiesa di Cristo, siamo le sue membra, il suo corpo. Siamo fratelli e sorelle in lui. E in Cristo, pur essendo molti e differenti, siamo una cosa sola”. Così Papa Leone XIV nel corso dell’udienza alla Curia romana per lo scambio degli auguri di Natale. “Siamo chiamati, anche e soprattutto qui nella Curia, a essere costruttori della comunione di Cristo, che chiede di prendere forma in una Chiesa sinodale, dove tutti collaborano e cooperano alla medesima missione, ciascuno secondo il proprio carisma e il ruolo ricevuto. Ma questo si costruisce, più che con le parole e i documenti, mediante gesti e atteggiamenti concreti che devono manifestarsi nel nostro quotidiano, anche nell’ambito lavorativo”, ha affermato Prevost.

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