Nba, Knicks campioni e New York in delirio: Brunson Mvp

Nba, Knicks campioni e New York in delirio: Brunson Mvp
I tifosi dei New York Knicks festeggiano per le strade dopo la vittoria dei Knicks contro i San Antonio Spurs nelle finali NBA, nella mattinata di domenica 14 giugno 2026, a New York. (Foto AP/Andres Kudacki)

I Knicks si prendono l’anello Nba dopo 53 anni

I New York Knicks tornano campioni Nba dopo 53 anni trascinati da uno strepitoso Brunson. La squadra guidata da Brown ha battuto i San Antonio Spurs in gara 5 delle Finals 2026, aggiudicandosi la serie per 4-1. C’è qualcosa nell’aria della Grande Mela che rende il sonno inutile e superfluo. Lo diceva Simone de Beauvoir e lo ripete all’infinito chi è travolto da questa instancabile metropoli. E per la città che non dorme mai è davvero un nuovo inizio, una lunghissima alba piena di gloria e gioia. I tifosi dei Knicks hanno invaso le strade di New York per festeggiare, anche se qualcuno ha rovinato la festa scatenando violenze e disordini.

Il trionfo in gara 5 contro San Antonio

Dopo un digiuno lungo 53 anni e almeno due generazioni di delusioni e sconfitte, i Knicks si prendono l’anello Nba e possono tornare a riempire Times Square, il Central Park e le strade adiacenti di contagiosa felicità. Era dal 1973 che non alzavano quel trofeo, ci riescono dopo aver battuto in gara 5 i San Antonio Spurs piegati 4-1 nella serie che ha certificato un dominio sugli avversari mai in discussione in tutto l’arco della stagione. Subito dopo il successo per 94-90 costruito grazie ad un’altra memorabile rimonta e ai 45 punti di Jalen Brunson, il proprietario James Dolan, non ha perso tempo alzando il trofeo e scusandosi con New York per la lunga attesa. Questo segna la fine di un digiuno di 14 anni per quanto riguarda le squadre che fanno parte del tessuto sociale della città da generazioni, da quando i New York Giants vinsero il Super Bowl nel 2012, coronando la stagione 2011.

I numeri dei Knicks

La vittoria dei Knicks viene dunque celebrata come un momento storico con la culla del basket, il Madison Square Garden che si appresta a issare un nuovo stendardo. E sono soprattutto i numeri a certificare il valore di una squadra allenata da Mike Brown, che alla sua prima stagione ha fatto centro. I Knicks sono una franchigia che ha visto succedersi 24 allenatori diversi e oltre 400 giocatori da quella che, fino ad ora, era stata l’ultima stagione vincente. Alcune delle più grandi superstar del basket hanno giocato al Madison Square Garden senza riuscire a porre fine alla lunga astinenza da titoli, nomi come Patrick Ewing, Allan Houston, Bernard King e Carmelo Anthony. I Knicks persero gara 7 delle finali del 1994 contro Hakeem Olajuwon e Houston, poi realizzarono una miracolosa corsa verso le finali del 1999 in una stagione accorciata, per poi perdere proprio contro San Antonio in cinque partite: il primo dei cinque titoli vinti da Gregg Popovich e dagli Spurs.

Brunson Mvp

Ci sono voluti 27 anni ai Knicks per tornare alle finali, ancora una volta gli Spurs si sono frapposti sulla loro strada e, per ribaltare completamente la situazione, c’è voluta una squadra compatta trascinata da un Mvp come il 29enne Brunson che come nelle migliori storie americane vendica il papà Rick, che nel 1999 si vide sfuggire il titolo proprio con i Knicks e proprio contro gli Spurs. Per la quinta volta su cinque in questa serie, New York parte malissimo e va sotto in doppia cifra nel primo tempo, trovandosi a rimontare 16 punti di svantaggio. Sulle spalle proprio di Brunson i Knicks riducono però sempre di più lo svantaggio e mettono la testa avanti nel quarto periodo, trovando tutte le giocate giuste per piegare i rivali rendendo inutile una prova da 25 punti del rookie Dylan Harper e la doppia doppia da 19 punti e 14 rimbalzi di Victor Wembanyama.

Nba, Knicks campioni e New York in delirio: Brunson Mvp
La guardia dei New York Knicks Jalen Brunson supera l’ala dei San Antonio Spurs Julian Champagnie durante il primo tempo di gara 5 delle finali NBA, sabato 13 giugno 2026, a San Antonio. (Geoff Burke/Pool Photo via AP)

La prestazione di Brunson è semplicemente perfetta: 45 punti, 14 canestri su 27 tentativi (4/7 da tre punti) e 13/15 ai liberi, segnando sostanzialmente la metà dello score della sua squadra e trovando punti anche quando tutti i suoi compagni non riescono proprio a vedere il canestro. Il Madison Square Garden, l’arena più famosa del mondo – che ha issato striscioni per Billy Joel, Elton John e Harry Styles più recentemente di quanto non ne abbia issato uno per i Knicks – potrà dunque arricchire la collezione di stendardi che sventolano dalle travi. Se seguirà l’esempio degli altri, lo striscione avrà solo il logo dei Knicks, con la scritta “Campioni del Mondo 2025-26”.

Il presidente Usa, Donald Trump, che martedì scorso nell’assistere a gara 3, venne fischiato, non ha risparmiato su Truth elogi alla squadra, a Dolan, a Brunson (“stasera è nata una superstar”) sfruttando a suo modo la vittoria della franchigia della Grande Mela per ripetere il suo celebre slogan: “Renderemo di nuovo grande l’America”. 

© Riproduzione Riservata