Bce: “Rafforzare l’area euro e la sua economia”

Bce: “Rafforzare l’area euro e la sua economia”

L’ultimo bollettino della Banca centrale europea mette in evidenza “l’urgente necessità” di dare “priorità alla sostenibilità delle finanze pubbliche, agli investimenti strategici e alle riforme strutturali” per la crescita e “sfruttare appieno il potenziale del mercato unico”.

“Nell’attuale panorama geopolitico il Consiglio direttivo della Bce sottolinea l’urgente necessità di rafforzare l’area dell’euro e la sua economia“. E’ l’indicazione contenuta nell’ultimo bollettino della Banca centrale europea che riflette le ultime osservazioni della presidente Christine Lagarde nel corso della conferenza di dicembre dopo la decisione di mantenere i tassi di interesse invariati.

Riforme per favorire la crescita

Il Consiglio direttivo della Bce “accoglie con favore l’invito rivolto dalla commissione Europea ai governi affinché diano priorità alla sostenibilità delle finanze pubbliche, agli investimenti strategici e a riforme strutturali volte a favorire la crescita“.

Sfruttare il potenziale del mercato unico

Secondo la Banca centrale europeasfruttare appieno il potenziale del mercato unico è fondamentale“. Inoltre è “d’importanza cruciale promuovere ulteriormente l’integrazione dei mercati dei capitali, portando a compimento l’unione dei risparmi e degli investimenti e l’unione bancaria, secondo una tabella di marcia ambiziosa, nonché adottare in tempi rapidi il regolamento relativo all’istituzione dell’euro digitale“.

Inflazione, prospettive restano incerte

Le prospettive di inflazione restano più incerte del consueto, per effetto della persistente volatilità del contesto internazionale -rileva la Bcel’inflazione potrebbe risultare inferiore se l’incremento dei dazi statunitensi riducesse la domanda di esportazioni dell’area dell’euro e se i Paesi con eccesso di capacità produttiva aumentassero le loro esportazioni verso l’area. Inoltre, un rafforzamento dell’euro potrebbe determinare un’ulteriore riduzione dell’inflazione rispetto alle attese. L’acuirsi della volatilità e dell’avversione al rischio nei mercati finanziari potrebbe gravare sulla domanda e ridurre quindi l’inflazione. Per converso, quest’ultima potrebbe risultare più elevata se una maggior frammentazione delle catene di approvvigionamento mondiali spingesse al rialzo i prezzi all’importazione, riducesse l’offerta delle materie prime critiche e accrescesse i vincoli di capacità produttiva nell’economia dell’area dell’euro”.

Più spese per la difesa, rischio aumento inflazione

“Una più lenta riduzione delle pressioni salariali potrebbe ritardare il calo dell’inflazione dei servizi – si rileva – un incremento della spesa in difesa e infrastrutture potrebbe far aumentare l’inflazione nel medio termine. Eventi meteorologici estremi e più in generale il dispiegarsi della crisi climatica e ambientale potrebbero determinare aumenti dei prezzi dei beni alimentari superiori alle attese”.

Inflazione, stabilità all’obiettivo del 2%

“Il Consiglio direttivo è determinato ad assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine – afferma ancora la Bceper definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, seguirà un approccio guidato dai dati, secondo il quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione. Le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”.

Il Consiglio direttivo è “non di meno pronto ad adeguare tutti gli strumenti di cui dispone nell’ambito del proprio mandato per assicurare che l’inflazione si stabilizzi durevolmente sull’obiettivo di medio termine e per preservare l’ordinato funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria”.

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