Il trionfatore ai Championships perde i 2000 punti conquistati un anno fa ma non riceve quelli di questa edizione, non assegnati per la protesta contro lo stop agli atleti russi e bielorussi

Il paradosso di Novak Djokovic: vince Wimbledon per la settima volta in carriera, la quarta consecutiva, ma scivola al settimo posto nella classifica del ranking Atp. A causa, infatti, della decisione dell’Aeltc di non ammettere al torneo i tennisti russi e bielorussi (a causa del conflitto con l’Ucraina) è arrivata la contromossa dell’Atp che ha deciso di non assegnare punti per questa edizione dello Slam britannico, danneggiando di fatto i giocatori che avevano ottenuto i risultati migliori nel 2021. Su tutti proprio lui, Djokovic, che ha così visto scivolare via i 2000 punti conquistati nella scorsa edizione (quando batté in finale l’azzurro Matteo Berrettini, a sua volta scivolato al n. 15 Atp) con conseguente crollo nella classifica dal numero 3 al numero… 7. Una concatenazione di eventi che lo vede uscire dalla top-3 del ranking maschile per la prima volta dall’agosto 2018, ovvero quasi quattro anni fa. Anche senza conquistare punti, grazie al successo a Wimbledon Djokovic ha però avvicinato la qualificazione alle Nitto Atp Finals di Torino, in programma al Pala Alpitour dal 13 al 20 novembre. Il serbo rimane infatti decimo nella Race to Turin, la classifica basata sui soli risultati dell’anno solare 2022 che determina i partecipanti alle Finals. Il regolamento prevede che si qualifichino i primi otto nella Race, ma se un campione Slam dovesse chiudere la stagione tra la nona e la ventesima posizione entrerebbe lui al posto dell’ottavo in classifica. Se dunque le Finals si giocassero la prossima settimana, Djokovic sarebbe ammesso pur essendo decimo.

Britain Wimbledon Tennis

La gioia di Djokovic dopo il trionfo a Wimbledon. In finale il serbo ha sconfitto Nick Kyrgios in 4 set

Fresco quindi del suo 21esimo titolo del Grande Slam, uno in più di Roger Federer, Djokovic è partito per le vacanze. Ciò che non è chiaro è per quanto tempo il campione serbo si prenderà una pausa e quando sarà in grado di riprendere la sua rincorsa al record assoluto di Slam di Rafael Nadal a quota 22. Il prossimo torneo dello Slam è l’U.S. Open e, al momento, Djokovic non può partecipare perché non è vaccinato contro il Covid-19. “Ho avuto ciò che volevo, e ora attendo qualche buona notizia dagli Stati Uniti, mi piacerebbe tanto poter giocare là”, ha ammesso Djokovic in conferenza stampa dopo la vittoria a Wimbledon. Ma in quanto straniero non vaccinato, non può entrare negli Stati Uniti. E al momento Nole non sembra avere alcuna intenzione di tornare sui suoi passi. “Ora mi prenderò qualche settimana di pausa, visto che gli ultimi mesi sono stati molto impegnativi. Non sono vaccinato e non ho intenzione di vaccinarmi, quindi la mia unica possibilità di giocare dipende dalla loro possibile scelta di eliminare l’obbligo vaccinale per entrare nel paese”, ha aggiunto l’ex numero 1 del Mondo. “Se questo succederà, giocherò un torneo o due prima dello Us Open, e poi a New York. Altrimenti non credo che mi metterò a giocare altri tornei. Valuterò la programmazione insieme a Ivanisevic, se non giocherò negli Usa potrei rientrare alla Laver Cup o in Coppa Davis”, ha spiegato.

Di sicuro non si ripeterà quello che è successo in Australia, quando Djokovic ha cercato di ‘aggirare’ le regole relative al Coronavirus agli Australian Open di gennaio tramite un’esenzione sostenuta dal torneo. Il caso è finito in tribunale con il campione serbo arrestato dalle autorità australiane, che alla fine gli hanno revocato il visto ed è stato espulso. Djokovic ad oggi potrebbe essere costretto a saltare anche l’edizione 2023 di un torneo che pure a ha vinto ben nome volte. Quindi è davvero difficile sapere cosa accadrà per Djokovic. Il neo campione di Wimbledon si trova in una specie insolita di limbo. Non c’è dubbio che Nole abbia già ottenuto risultati più che sufficienti per rendere straordinario il suo palmares e la sua posizione nel pantheon del tennis. Ecco perché, ad esempio, il 35enne serbo non è troppo preoccupato di non essere più il numero 1 (ha già battuto il record di Federer per il maggior numero di settimane in cima al ranking Atp) o di scivolare al numero 7. Ormai il suo obiettivo resta solo quello di agganciare il suo rivale di sempre Nadal per il numero di Slam vinti. Il problema, però, è che se gli Stati Uniti non allentano le norme anticovid Nole dovrà attendere quasi un anno e il prossimo Roland Garros per tornare a sfidare Nadal. Non proprio il posto ideale, visto anche come è andata quest’anno…

Djokovic, quindi, non ha ricevuto i 2000 punti che spettano a chi trionfa in un Major. Dovrebbe comunque poter partecipare alle ATP Finals di Torino. Il regolamento, infatti, consente agli organizzatori di invitare il giocatore che ha vinto una prova del Grande Slam anche se non è tra i primi otto della Race, purché sia tra i primi 20 del ranking mondiale.

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