La leader di Fdi: "Non esiste una visione e non si pongono le basi per una crescita economica duratura"

Opposizione ancor più dura se l’esecutivo non imboccherà la strada del dialogo sul fronte delle modifiche alla manovra. Nel giorno in cui il presidente del Consiglio Mario Draghi conclude il giro di ‘consultazioni’ con le forze di maggioranza – e il leader della Lega Matteo Salvini rilancia l’appuntamento nel centrodestra per trovare una linea comune sulla legge di bilancio – Giorgia Meloni manda un avvertimento a Palazzo Chigi. “Speriamo che il governo abbia un minimo di disponibilità al dialogo – afferma la presidente di Fratelli d’Italia presentando gli emendamenti del partito -. Se ci fosse chiusura totale su proposte così significative ovviamente si alzerebbe anche il livello della nostra opposizione”.

Sui 6290 emendamenti presentati dai partiti in commissione Bilancio al Senato, il ‘pacchetto’ di Fdi ne conta 785. Sommandolo a quelli di Forza Italia (1108) e Lega (976), il centrodestra sale complessivamente a 2869 proposte di modifica. L’obiettivo è modificare, per quanto possibile, la manovra approvata in Cdm. I tempi saranno stretti, e anche per questo Meloni critica il governo: secondo la leader di Fdi la legge di bilancio è arrivata in Parlamento con colpevole ritardo, e ciò comporta “una ulteriore compressione dei lavori”. “L’atteggiamento del governo sta diventando intollerabile – attacca -. Si procede quasi esclusivamente per questioni di fiducia”. Non solo il metodo finisce nel mirino. “Nel merito penso che questa è una manovra deludente – è la posizione della Meloni -. Non penso servisse il genio di Mario Draghi per fare una manovra di questo tenore. Non esiste una visione, non si pongono le basi per una crescita economica duratura”.

Tra le varie proposte emendative di Fdi spiccano quelle sul fronte del contrasto al Covid, con la richiesta di istituire un fondo -con dotazione iniziale di un miliardo di euro -volto a indennizzare chi dovesse subire reazioni avverse dopo il vaccino. In tema di welfare si chiede la cancellazione del reddito di cittadinanza e l’introduzione di un assegno di solidarietà da 400 euro per sostenere i nuclei familiari con almeno un componente ultrasessantenne, minore o disabile. Riguardo all’evasione fiscale, gli emendamenti proposti mirano poi ad eliminare il limite all’uso del contante e, in subordine, a scongiurare almeno l’abbassamento del limite a mille euro che scatterà dal primo gennaio.

Posizione sposata un paio di settimane fa, all’assemblea di Confesercenti, anche da Salvini. “Fosse per me toglierei il limite di spesa al denaro contante perché ognuno è libero di pagare quello che acquista come vuole e dove vuole”, aveva detto il segretario leghista, tornato oggi sul tavolo con Forza Italia e Fdi per stabilire un fronte comune sulla manovra. “Il vertice ci sarà. Aspettiamo che vengano confezionati i sei mila emendamenti – spiega – e poi sarò io personalmente a chiedere a tutti gli attori del centrodestra, in maggioranza e in opposizione, di trovarci per avere una posizione unica”. La ricerca di compattezza sulla manovra non è l’unico fronte su cui però Salvini è al lavoro. “La Lega continua a impegnarsi per un centrodestra vincente e alternativo alla sinistra in Italia e in Europa – fa sapere il partito -: è necessario che i tempi maturino e che vengano superati egoismi e paure (sia partitici che nazionali). Appena ci saranno le condizioni, Salvini farà un tour in alcune capitali europee”. Che però non comincerà nel weekend col viaggio a Varsavia, prima annunciato e poi annullato, per discutere di nuovi equilibri a Bruxelles in occasione della riunione internazionale delle destre organizzata per dare vita a un nuovo gruppo che svuoterebbe la famiglia dei Conservatori.

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