A distanza di 20 anni continuano le patologie per residenti e soccorritori

Il crollo delle Torri gemelle continua a mietere vittime. A distanza di vent’anni dall’attentato che sconvolse gli Stati Uniti e il mondo intero, non si ferma l’emorragia di patologie tra i sopravvissuti al crollo, i residenti, e tra i soccorritori intervenuti nell’area del World Trade Center. Ad oggi sono infatti circa 25.000 le persone colpite da tumori, malattie croniche e disturbi mentali da stress post-traumatico. Malati di diverse età, iscritti al World Trade Center Health Program, il programma di monitoraggio e assistenza medica finanziato dal governo federale, che segue l’andamento delle condizioni di salute delle persone esposte alle polveri della nube tossica scaturita dall’esplosione e dal crollo delle Torri. Un bilancio in continuo aggiornamento che vede, ad esempio, l’incidenza dei tumori crescere del 10-20% in più rispetto alla media nazionale.

“Gli iscritti al World Trade Center Health Program sono oltre 100.000, di cui 50.000 si sottopongono a controlli regolari. Di questi, circa la metà è affetta da una o più patologie correlate al disastro dell’11 settembre”, spiega a LaPresse Roberto Lucchini professore di Medicina del lavoro e ambientale dell’Università di Brescia, ora di stanza anche alla School of Public Health di Miami, dopo essere stato distaccato dal 2012 alla Mount Sinai School of Medicine di New York per dirigere il Data Center del World Trade Center Health Program. “Il crollo delle Torri – prosegue il medico – ha provocato una nube tossica. La polvere che si è sparsa sia in terra che nell’aria era carica di inquinanti: amianto, diossine, metalli pesanti. Le patologie correlate a questa esposizione sono principalmente l’asma, la broncopneumopatia cronica ostruttiva, la fibrosi polmonare. Per la parte respiratoria alta, riniti e sinusiti. C’è inoltre chi soffre di reflusso gastroesofageo cronico. E in questi ultimi due o tre anni stanno aumentando i tumori”.

Le patologie

Tra le patologie tumorali che colpiscono con maggiore frequenza gli iscritti al Programma figurano i tumori della pelle (6.403 casi), il cancro alla prostata (5.197), al seno (1.839), melanoma (1.505), linfomi (1.324), tiroide (1270), tumori a polmoni e bronchi (1.1169), leucemia (854). Dati che sembrano, inesorabilmente, destinati a crescere ancora. “Dal crollo – precisa Lucchini – sono passati 20 anni, ma alcune sostanze possono provocare tumori che si sviluppano in tempi lunghi: l’amianto per esempio può provocare tumori anche dopo 30 anni dall’esposizione”.

Non solo tumori però. A colpire i sopravvissuti e i soccorritori dell’11 settembre sono anche e soprattutto disturbi al sistema nervoso. Uno su cinque, tra i reduci del crollo è infatti affetto da disturbi mentali. “Contemporaneamente agli effetti provocati dall’esposizione alla tossicità – spiega Lucchini – si rilevano nelle persone iscritte al programma traumi psichici molto forti”. Le persone affette da disturbi mentali tra i sopravvissuti, residenti e soccorritori intervenuti a Ground Zero, sono infatti 18.989 sui circa 100.000 iscritti al World Trade Center Health program. “Ora – aggiunge il medico – la ricerca sta lavorando anche sull’impatto cognitivo provocato dalla catastrofe. Non solo sugli effetti da stress post traumatico. Le polveri contenevano infatti molte sostanze dannose per il sistema nervoso. Lo sviluppo di casi di demenza è un nuovo dato che stiamo osservando. La perdita di memoria o anche le difficoltà di concentrazione anomale negli over 65 potrebbero infatti essere un campanello d’allarme per diagnosi di Alzheimer”.

Tumori, demenze e Covid19. Per i soccorritori intervenuti a Ground Zero, secondo uno studio condotto da gennaio ad agosto 2020 su un gruppo di ex soccorritori del World Trade Center, pubblicato sul sito Plos One, il tasso di positività al virus è del 22%. Un’incidenza pressoché doppia rispetto alla media nazionale che si riscontra negli Usa che, secondo i dati aggiornati a settembre 2021, rilevati dalla John Hopkins University, si attesta al 12,5%.

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