La replica del tecnico: "L’aggressione fisica è stata sua, non mia"

“Gasperini ha tentato di aggredirmi fisicamente”. Lo rivela, in una intervista al quotidiano argentino ‘La Nacion’, Alejandro ‘Papu’ Gomez, tornato a parlare della rottura con l’Atalanta. “Ho dovuto lasciare il club, mi aspettavo delle scuse dal tecnico che non sono mai arrivate”, ha aggiunto l’attuale calciatore del Siviglia, spiegando che lo scontro con il suo ex allenatore è nato in occasione della partita di Champions League con il Midtjylland. “Ho disobbedito a una indicazione tattica, mancavano dieci minuti alla fine del primo tempo, Gasperini mi ha chiesto di andare a giocare a destra, mentre io stavo giocando molto bene a sinistra. Ho detto di no – ha rivelato – Sapevo che nell’intervallo mi avrebbe sostituito, ed è andata così. Ma nello spogliatoio ha esagerato, ha cercato di aggredermi fisicamente. Lì ho detto basta, un’aggressione fisica è intollerabile”. A quel punto l’argentino ha chiesto “un incontro con il presidente Antonio Percassi, gli ho detto che non avevo problemi a continuare, ammettendo di aver sbagliato: da capitano non mi ero comportato bene, ero stato di cattivo esempio disobbedendo all’allenatore. Il giorno dopo c’è stata una riunione in allenamento, io ho chiesto scusa al tecnico e ai miei compagni di squadra per quello che era successo – ha raccontato – Ma non ho ricevuto le scuse dall’allenatore. Come andava inteso? Quello che avevo fatto io era sbagliato e quello che aveva fatto lui era giusto? Lì è iniziato tutto. Dopo qualche giorno ho detto al presidente che non volevo più lavorare con Gasperini all’Atalanta. Lui ha risposto che non mi avrebbe lasciato andare. E’ iniziato un tira e molla, sono stato messo fuori rosa e mi sono allenato a parte”.

L’argentino ha ammesso che “è stato brutto perché dopo 7 anni mi hanno scaricato, dopo tutto quello che avevo dato al club. Si sono comportati male – ha proseguito – Da allora mi hanno chiuso le porte del calcio italiano: non volevano darmi a nessuna delle grandi in Serie A perché divevano che avrebbero rinforzato una diretta rivale. Per fortuna è arrivato il Siviglia, perché tutto quello che volevo era continuare a competere ad alti livelli per poter andare in Copa America. Era la mia ossessione. Quindi ho aspettato e aspettato, fortunatamente è arrivato il Siviglia”. “Chi più mi ha deluso è stata la proprietà – ha concluso Gomez – Dopo tanti anni, dopo il rapporto di fiducia che c’era…i miei figli sono andati a scuola con i loro figili, abbiamo condiviso tante cose. Il fatto che mi abbiano scaricato è stata la cosa che mi ha ferito di più. Possono esserci divergenze con il tecnico, anzi è quasi normale, succede. Ma il trattamento ricevuto dalla proprietà mi ha ferito molto”.

La replica di Gasperini

“I comportamenti e gli atteggiamenti di Gomez, in campo e fuori, erano diventati inaccettabili per l’allenatore e per i compagni. L’aggressione fisica è stata sua, non mia, ma il vero motivo per cui è andato via da Bergamo è per aver gravemente mancato di rispetto ai proprietari del club”. E’ la risposta di Gian Piero Gasperini, tecnico dell’Atalanta, alle parole di Papu Gomez, che in un’intervista ha rivelato che il suo ex allenatore ha provato ad aggredirlo fisicamente nell’intervallo del match di Champions League con il Midtjylland. “Mi auguro che Gomez possa continuare a far parlare di sè con le prestazioni, come faceva all’Atalanta”, ha aggiunto il tecnico piemontese in una dichiarazione a Gazzetta.it.

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