A partire da oggi e per 5 giorni, con una serie di eventi e incontri, i temi e la memoria di quel luglio 2001

Dagli slogan alla lotta per i diritti, da ‘Voi G8, noi 6 miliardi’, a ‘Voi la malattia, noi la cura’, passando per la piazza, gli scontri, il sangue e i lacrimogeni, in una corsa fino ad oggi, tra la pandemia e gli argomenti sul tavolo, ancora una volta gli stessi, per ricordare il cambiamento sperato e quello mai concretizzato.

Genova non dimentica e a 20 anni di distanza dal G8 celebrerà, a partire da oggi e per 5 giorni, con una serie di eventi e incontri, i temi e la memoria di quel luglio 2001, nei giorni in cui la città che ospitò da un lato il forum dei grandi della terra e dall’altro la rete dei movimenti sociali altermondialisti, diventò il centro del mondo globale, sotto gli occhi di tutti per la prima volta. Per dirla con le parole di Vittorio Agnoletto, all’epoca portavoce del Genoa Social Forum, a LaPresse “vent’anni fa dicevamo ‘un altro mondo è possibile’. Oggi diciamo che un altro mondo è urgentemente necessario. C’è il dovere di costruire perché in gioco c’è il destino dell’umanità c’è il dovere di fermare questa corsa folle verso la distruzione”.

Tornano a Genova per organizzare il futuro, sottolinea Agnoletto che lancia un messaggio a “costruire ponti” a “coloro che allora non potevano esserci per questioni anagrafiche – spiega – ma anche coloro che vent’anni fa ci hanno guardato con sospetto e distanza. Lavorare insieme invece di andare verso la tragedia”.

Si inizia oggi a Palazzo Ducale, la stessa sede che nel 2001, protetta da una zona rossa e una arancione a cerchi concentrici, in una città blindata e incredula ospitò gli otto leader politici dei paesi membri del G8 a poche centinaia di metri dagli scontri di piazza. Al Ducale ‘Genova ’01, 20 anni dopo’ sarà il grande contenitore che ospiterà conferenze, tavole rotonde, libri, mostre, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche in un cammino ideale attraverso i luoghi e i fatti del G8 del 2001.

Saranno oltre 30 le organizzazioni e associazioni della società civile, nazionali e locali, che si ritroveranno per discutere di cosa è accaduto a Genova e per ritornare ai temi del 2001, dai diritti all’economia sostenibile, ai modelli di sviluppo. In apertura del primo convegno tra i relatori, oltre allo stesso Agnoletto, ci saranno padre Alex Zanotelli, don Luigi Ciotti. Seguiranno poi Ilaria Cucchi e Francesca Re David.

Ma Genova non dimentica anche la lezione mancata, del 2001. Quella che, per Agnoletto “doveva essere un’attenta analisi autocritica delle strutture dell’organizzazione, della direzione delle varie forze dell’ordine“. “Tutto questo non è avvenuto – sottolinea – è stato gravissimo quello che è accaduto a Bolzaneto ed è altrettanto grave che dopo vent’anni possa accadere quello che abbiamo visto nei filmati di Santa Maria Capua Vetere. Vuol dire che nulla è stato fatto da parte dei vertici degli apparati ma neanche della politica”.
Non dimentica neanche la città, del clima di tensione dei giorni che precedettero il forum, le notizie allarmanti che allontanarono molti genovesi dalle zone del centro. “E’ come se la città avesse voluto rimuovere dalla sua memoria quello che accadde, a parte una prima reazione”, racconta Marta Vincenzi, ex sindaco e allora presidente della Provincia, tra le prime a lanciare l’allarme per la presenza di quelli che poi si rivelarono black bloc. “Fu la notte della democrazia – ricorda parlando di quel che accadde, dell’escalation di violenze che portarono alla morte di Carlo Giuliani, alla Diaz, a Bolzaneto – questo ventennale bisogna che non sia solo una celebrazione. Serve che ci domandiamo che cosa bisogna davvero modificare nella struttura dei sistemi di sicurezza perché come si vede da fatti attuali, tutto può risuccedere”.

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