I film d'autore aiutano a sviluppare la teoria della mente. E' quanto emerge dall'articolo di Emanuele Castano pubblicato sulla rivista scientifica 'Humanities and Social Science Communications'

I film d’autore aiutano a sviluppare la teoria della mente. E’ quanto emerge dall’articolo di Emanuele Castano pubblicato ieri sulla rivista scientifica ‘Humanities and Social Science Communications’, che accosta la teoria letteraria a quella cinematografica ed evidenzia come i film d’autore, ma non quelli hollywoodiani, possano contribuire ad aiutare lo sviluppo della teoria della mente, la ToM. L’autore giunge a questa conclusione sulla base di un’indagine condotta su 232 persone, che in maniera casuale hanno visto clip di film d’autore e di Hollywood e successivamente hanno risposto a una serie di domande relative alle pellicole e ai loro protagonisti. Coloro che hanno visionato film d’autore hanno ottenuto punteggi più alti in due differenti valori della teoria della mente (il Read the Mind in the Eyes Test e il Moral Judgement Task), effetto immediato della percezione della complessità e prevedibilità dei personaggi.
 
Dedurre gli stati mentali degli altri è noto come ‘mentalizzare‘ o più comunemente Teoria della mente. La ToM, spiega Castano, si sviluppa sia come un insieme di regole astratte sul funzionamento della mente delle persone sia attraverso la simulazione delle loro esperienze. Nella sua forma più basilare, la ToM consiste nel riconoscere che gli altri hanno una mente diversa dalla nostra. Nella forma più sviluppata, ToM si riferisce alla capacità di rappresentare accuratamente i pensieri, le intenzioni, le emozioni, le convinzioni e i desideri di altre persone.
 
Alla base dello studio c’è la differenza tra film hollywoodiani e film d’autore, o art-film. Il film di Hollywood è incentrato sulla trama e i suoi personaggi aiutano lo svolgimento della storia senza intoppi. Le trame rispettano schemi ben definiti che facilitano lo spettatore nel comprendere gli stati mentali dei personaggi: alcuni di loro esistono per guidare la nostra comprensione e sono di minore rilevanza (ad esempio, il cattivo nei film di Bond). Altri si riferiscono a identità e ruoli sociali che incontriamo nella vita di tutti i giorni: contabili, minoranze etniche, gruppi religiosi. La rappresentazione semplificata di questi gruppi sociali consente agli spettatori di seguire facilmente la trama. Al contrario, il film d’autore si concentra sulla vita interiore dei personaggi, rendendo più difficile dedurre i loro stati mentali. Obiettivo dello studio di Castano è dimostrare che guardare un art-film induca un passaggio a un quadro cognitivo che enfatizza le strategie ToM, ipotizzando che questo effetto, almeno in parte, possa essere dovuto al fatto che i personaggi dei film d’autore sono più complessi e meno prevedibili di quelli dei film hollywoodiani.
 

Rispetto a coloro che hanno visto un film di Hollywood, quelli che hanno visto un film d’autore hanno ottenuto un punteggio più alto su due misure di ToM: la RMET, che si basa sull’elaborazione di informazioni visive, e la MJS, che si basa sulla rappresentazione degli attori in scenari narrativi scritti.I risultati dell’esperimento hanno inoltre dimostrato che i personaggi dei film d’autore sono percepiti come meno prevedibili di quelli di Hollywood

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