Matteo Berrettini e Luciano Darderi vincono all’esordio agli Us Open 2026, ultimo Slam della stagione in corso sui campi in cemento di New York. Il tennista romano, numero 43 del ranking Atp, ha battuto al debutto lo svizzero Stan Wawrinka, al suo ultimo Major in carriera, con il punteggio di 7-6 (4) 7-6 (3) 6-0, mentre l’italo-argentino ha eliminato il britannico Harry Wendelken, numero 196 al mondo, in quattro set con il punteggio di 6-2 3-6 6-2 7-5. Al secondo turno Berrettini affronterà l’argentino Mariano Navone, che a sorpresa ha sconfitto Novak Djokovic, mentre Darderi giocherà contro il ceco Dalibor Svrcina.

Berrettini: “Fatte scelte giuste nei momenti importanti”
“E’ stata una bella lotta. Diciamo che la partita è iniziata come era finita quella di Wimbledon. Ero partito bene, poi mi sono un po’ incastrato; però la cosa positiva è che nei momenti importanti sono riuscito a fare le scelte giuste, e a tirar fuori l’energia giusta. Il fatto di essere riuscito a vincere due tie-break così, dopo due set complicati, mi ha fatto andare avanti subito nel terzo e da lì in poi mi sono sentito meglio”, ha detto Berrettini al termine dell’incontro con Wawrinka, remake della partita vinta qualche mese fa a Wimbledon.
A inizio terzo set c’è stata una palla contestata da parte di Berrettini, che chiedeva un doppio tocco, e un simpatico siparietto con Wawrinka, all’ultimo match della carriera a livello Slam: “Lui scherzava e diceva ‘sono vecchietto, sono lento, ho la mano lenta…era un solo movimento’. Io e Stan siamo amici, abbiamo un buonissimo rapporto e sono sicuro che avrebbe accettato qualsiasi decisione”, ha spiegato l’azzurro.
“Mi sorprende un po’ il fatto che abbiano cambiato la regola. L’arbitro mi ha spiegato che, adesso, quando fanno la revisione, non ci sarà più il rallentatore perché vogliono che sia chiaro a velocità normale. Però, secondo me, il senso del Var è proprio quello: vedere al rallentatore ciò che è successo. Ho rivisto l’immagine, era un doppio tocco incredibile. Però gli errori li facciamo tutti; mi sorprende solo che abbiano cambiato questa regola”.

Nel match Matteo ha ottenuto molti punti sul suo colpo meno noto: “Ho giocato bene lo slice di rovescio, l’ho variato bene. Non è facile giocare con il top spin contro il top spin di Stan, perché la sua palla pesa e dà l’idea che, più gli dai ritmo, più riesca a spingere. Ho pensato che lo slice potesse essere un’arma importante e infatti ha funzionato bene. È ovvio che, quando trovo solidità dalla parte del rovescio e il modo per girarmi sul diritto, le cose cominciano a girare in maniera positiva per me”.
Nel secondo turno di questo suo Us Open non troverà Novak Djokovic, bensì Mariano Navone: “Ho visto pochissimo del loro match, ho visto che Navone non sbagliava mai, correva come fa sempre Navone, e colpiva bene. Djokovic faceva fatica a passarlo e a vincere il punto da fondo”.
“Ho visto anche le immagini di quando Novak si è sentito male; credo che sia impressionante ciò che sta facendo, nonostante tutto quello che ha vinto e nonostante la sua età: giovanissimo per la vita, un po’ meno per il tennis. Gli auguro di sentirsi meglio, perché da quello che ho capito è un problema di cui soffre da un po’. Quanto a Navone, sarà una partita molto complicata: ci conosciamo bene, l’ultima volta ho perso, sta giocando bene e ha alzato di livello anche sul cemento”.
In chiusura di conferenza Berrettini ha raccontato un aneddoto inquietante sulla piaga scommesse nel tennis: “E’ un tema complesso”, ha detto rispondendo alla domanda di un cronista americano sul recente annuncio di USTA e Us Open su un nuovo sponsor per le scommesse. “Perché i giocatori, me compreso, in passato hanno ricevuto messaggi. Io stesso ho vissuto momenti in cui non mi sono sentito particolarmente a mio agio giocando con persone, attorno ai campi, che disturbavano la partita, facendo cose che non ritengo legate al tennis”.
“Dobbiamo proteggere i giocatori e fare tutto il possibile per creare un ambiente sicuro per tutti. Se non sbaglio, a Indian Wells una tennista italiana ha ricevuto dei bruttissimi messaggi. Mio fratello, al Roland Garros, ha ricevuto messaggi sul telefono con minacce alla mia famiglia. Ho vinto una partita e gli hanno mandato dei messaggi il cui senso era ‘Matteo è scarso, se non gli dici di perdere, uccideremo la tua famiglia’. Naturalmente abbiamo segnalato tutto all’Atp e abbiamo denunciato tutto. Noi abbiamo trent’anni, siamo adulti, ma penso alle ragazze e ai più giovani che ricevono questo tipo di messaggi, può essere spaventoso. Dovremmo creare una struttura più forte, un comitato per proteggere i giocatori”.
Darderi: “Cercherò di arrivare in top 10”
“Inizialmente l’obiettivo era entrare tra i primi venti; adesso cerchiamo di arrivare tra i primi dieci. Da qui a fine anno, dopo questo torneo, non difendo praticamente niente. Ci proverò”, ha detto il 24enne di Villa Gesell al termine del match.
“E’ stata una partita tosta. lui non aveva niente da perdere e nel quarto set ha alzato il livello. Sono contento della mia reazione in quel momento; dal 5-4 del quarto set mi sono sentito meglio e ho finito in crescendo, giocando un tennis di grande qualità. Non è mai facile, e poi sono state quasi quattro ore di partita. Per questo motivo sono contento”, ha aggiunto l’italo-argentino, che al secondo turno affronterà il ceco Dalibor Svrcina, con cui ha giocato tre game prima di ritirarsi a Los Cabos: complessivamente “Luli” è avanti 3-2 nel bilancio degli scontri diretti.

“Svrcina è un giocatore ostico. Devi correre tanto, perché non fa molti vincenti ma ti fa correre e lottare su ogni punto. Tutte le volte che abbiamo giocato sulla terra battuta, sono state partite toste. Da fondo campo è molto solido, simile al giocatore di oggi – ha proseguito – Sbaglia poco, e devi sempre conquistarti il punto. Qui i campi non sono velocissimi, alla fine le palle si aprono un po’ e rischi di giocare scambi di venticinque-trenta colpi. È tosta, fisicamente bisogna stare bene. Gioco giovedì, quindi ho due giorni di riposo”.
Darderi è tornato anche sul 6-1 6-0 subito la settimana scorsa a Winston-Salem da Botic Van de Zandschulp. “Mi faceva un po’ male il ginocchio, oltre al fatto che lui ha fatto una grande partita. Non volevo ritirarmi, perché non mi piace farlo; anche se sono al limite, mi piace comunque provarci. Però van de Zandschulp è un giocatore che, se non gli metti un po’ di pressione, gioca un grande tennis”, ha ammesso.
“È stato un risultato strano, perché la partita precedente avevo giocato bene con Bellucci. Il tennis è così. Sapevo che sarebbe stata dura giocare a Winston-Salem, ma non volevo arrivare in uno Slam dopo più di due settimane senza tennis. La decisione è stata giusta e oggi si è visto, perché se non fossi arrivato con quella partita sulle gambe, oggi avrei fatto fatica a vincere. Al di là del giocatore che hai di fronte, le sensazioni di un giocatore sono importanti”.
In merito al feeling sul cemento “mi sento molto più a mio agio, più pronto e sicuro di me stesso rispetto allo scorso anno. I risultati parlano da soli. In Australia, a Montréal: due anni fa non avevo ottenuto questi risultati sul cemento. E sulla terra sono salito ancora di più. Ho ancora ventiquattro anni, sono molto giovane, ho tanto tempo davanti a me. Bisogna migliorare sotto tutti gli aspetti, ed essere sani mentalmente, perché solo così la carriera può essere lunga”.
Eliminati Cinà e Cocciaretto
Si interrompe, invece, il percorso di Federico Cinà, eliminato al primo turno dallo statunitense Alex Michelsen dopo aver raggiunto il main draw tramite le qualificazioni. Il giovane palermitano ha perso con il punteggio di 6-4 6-1 6-0. Fuori al primo turno anche Elisabetta Cocciaretto. La marchigiana, numero 67 del mondo, con il ginocchio sinistro pesantemente fasciato, ha potuto opporre una limitata resistenza contro la ceca Katerina Siniakova, numero 42 Wta, che ha chiuso 6-3 6-2 e colto la prima vittoria in singolare in quattro anni allo Us Open.

