Sono sei gli italiani che scendono in campo oggi, martedì 30 giugno 2026, a Wimbledon 2026. A portare in alto i colori azzurri, a inizio giornata, sono state le donne con le vittorie di Tyra Grant e Jasmine Paolini, rispettivamente contro Katie Boulter e Robin Montgomery. Matteo Arnaldi ha invece perso in 4 set contro il francese Quentin Halys, mentre ora in campo ci sono Lorenzo Sonego e Tomas Etcheverri. Non prima delle 17.45 il match di Matteo Berrettini contro Stan Wawrinka, mentre chiuderà la giornata degli italiani a Wimbledon Flavio Cobolli, che dalle 19.15 affronta l’argentino Mariano Navone.
Punti chiave
Matteo Arnaldi eliminato subito dal torneo di Wimbledon, il tennista italiano ha perso in 4 set con il francese Quentin Halys con il punteggio di 3-6 6-1 7-6 6-3, in due ore e 44 minuti.
“È stato pazzesco: venivo da tre match di qualificazione ed era la prima volta che giocavo qui dal periodo junior, è stato bellissimo”. Così Tyra Grant in conferenza stampa dopo il successo ottenuto all’esordio a Wimbledon contro la britannica Katie Boulter, sua prima vittoria in uno Slam. “La cosa più positiva è che fin da subito non ho sentito troppa pressione, forse ero più nervosa nelle partite di qualificazione – ha spiegato – Credo fosse perché sentivo di avere la partita sotto controllo e mi sentivo molto sicura. Anche nel momento di chiuderla, ho sbagliato la prima di servizio, ma non ero davvero nervosa. È stato speciale vincere contro una giocatrice di casa, perché qui non è mai facile; ho amato ogni momento, anche il pubblico… anche se tifava più per lei che per me”. Analizzando il match “la partita oggi è stata dettata da servizio e risposta, alla fine non ci sono stati tanti scambi lunghi, credo che la media fosse servizio più uno o due colpi. Ci sono stati però momenti importanti, come nell’ultimo game sul 15-30, dove abbiamo scambiato di più; quei punti sono stati importanti per la mia consapevolezza; sapevo che, anche se il punto non lo vincevo subito col servizio e entravamo nello scambio, io ero comunque superiore – ha aggiunto la 18enne romana – Nella maggior parte degli scambi credo fossi io in controllo; magari poi sbagliavo, ma quella sensazione mi ha aiutato molto, anche ad andare a servire con sicurezza. Inoltre, mi sono sentita molto bene anche nei movimenti, fin da subito. Con Matteo e Pindu a casa lavoriamo molto sull’idea di restare bassi e muoverci bene; ho fatto la preparazione sul cemento indoor, che ha qualche similitudine”. Tyra vanta un titolo juniores di doppio a Church Road (nel 2024, accanto a Jovic, ndr). “La mia primissima partita su erba, se ricordo bene tre anni fa, era andata molto bene – ricorda – Comunque anche negli anni successivi ho fatto buoni incontri. È una superficie ‘strana’, ci giochiamo poco, ma sento di poter far bene. Giocai il torneo junior con Iva, ricordo con piacere la finale, fu molto dura e fu una bella soddisfazione vincerla”. Sia nell’intervista a caldo, sia in conferenza stampa, Tyra ha dedicato parole al miele a Serena Williams: “La prima cosa che mi colpisce di Serena è il suo stile aggressivo – spiega – Ogni partita, ogni punto dipende da lei: è una grandissima picchiatrice, ha un servizio enorme, una presenza enorme in campo. Mi ha ispirata tantissimo: mi rivedo in molte piccole cose che fa. Cercò sempre di dettare il gioco e mettere pressione all’avversaria; crescendo, l’ho presa come modello proprio per questo. Da quando ho iniziato a giocare per me c’è sempre stata lei, ‘Serena, Serena e Serena’ e sono felice sia qui”. E l’ispirazione di Serena si intravede in ogni suo colpo: “Cerco sempre di dettare il gioco – prosegue – questo porta più vincenti, ma anche qualche errore in più; però, per come vedo il tennis e per come sono cresciuta, è l’unico modo per me. Non mi vedo a correre da una parte all’altra buttando la palla di là. Mi piace la sensazione, quando qualcuno serve bene, di provare comunque a impattare forte in risposta. A volte provo troppo, ma oggi sono stata brava a combinare risposte ‘impattate’ di timing con risposte in back, che hanno messo più pressione sul suo servizio: spesso vedevo che non riusciva a ‘sfondarmi’ e questo l’ha portata anche a commettere qualche errore in più. Non è scontato: poteva capitare che mi svegliassi e provassi a tirare tutto a 3000; sono contenta di aver trovato il giusto equilibrio”. E l’ispirazione di Serena si percepisce anche dall’ambizioso elenco degli obiettivi che si è posta nel tennis: “Da quando sono piccola sogno di diventare numero uno al mondo – dice determinata – e spero di vincere molti Slam: non voglio darmi un numero, perché non voglio mettermi pressione ma non voglio neanche limitarmi. Vedremo come andrà, ma spero che il lavoro duro di questi anni venga ripagato. Sono obiettivi importanti, ma credo siano giusti. Il torneo dei sogni? Roma, sono nata lì, sono italiana, e sarebbe meraviglioso vincerlo”. Tyra ha un rapporto speciale con il suo team, formato da Matteo Donati e Massimiliano Pinducciu: “All’inizio non capivo dove si erano seduti – dice sorridendo – di solito c’è molto più dialogo tra me e il mio coach ma oggi forse mi sentivo più sicura del solito. A volte li guardavo, ma ho fatto meno domande rispetto ad altre occasioni. Per me è sempre molto utile fare piccole domande tecniche molto specifiche: mi aiuta.Chiedevo, ad esempio, dove posizionarmi in risposta, perché lei serviva spesso in modo molto preciso e cercavo di capire come interrompere il suo ritmo. In generale, però, oggi mi sentivo davvero sicura, sentivo di avere le risposte dentro di me, quindi ho parlato meno del solito”.
Esordio positivo, anche se decisamente con qualche brivido di troppo, per Jasmine Paolini a Wimbledon, terzo Slam stagionale in corso sui campi in erba dell’All England Lawn Tennis Club. La 30enne di Bagni di Lucca, n.17 del ranking e 13esima favorita del seeding – alla sesta partecipazione al tabellone principale, con la finale del 2024 come miglior risultato -, ha battuto in rimonta per 06 64 75, dopo quasi due ore e mezza di lotta, la statunitense Robin Montgomery, n.195 del ranking, che tre settimane fa sui prati di s’-Hertogenbosch aveva vinto il suo primo trofeo Wta(per ritiro di Krajcikova), partendo addirittura dalle qualificazioni. Per la 21enne di Washington si trattava della seconda presenza a Wimbledon (nel 2024 era stata eliminata al secondo turno da Jabeur). Giovedì al secondo turno Paolini dovrà vedersela o con la bielorussa Iryna Shymanovic, n.215 del ranking, proveniente dalle qualificazioni, o con l’elvetica Victorija Golubic, n.62 Wta.
Prima vittoria in un torneo dello Slam per Tyra Grant, che approda al secondo turno di Wimbledon, terzo Slam stagionale in corso sui campi in erba dell’All England Lawn Tennis Club. La 18enne romana, n. 172 Wta, promossa dalle qualificazioni nel suo primo main draw Slam, ha battuto per 6-4 6-2, in appena 66 minuti di partita, la britannica Katie Boulter, n.60 Wta. Giovedì al secondo turno Grant affronterà o l’australiana Talia Gibson, n.58 Wta, o la ceca Marie Bouzkova, n.23 del ranking e 21 del seeding.

