La corsa alla gloria è iniziata e lo scoglio della ‘prima’ superato. In pieno controllo, senza inciampi, brividi o pericoli. Jannik Sinner fedele al principio secondo cui la partita d’esordio di ogni torneo è la più insidiosa per l’adattamento alle nuove condizioni (campo, palline e atmosfera), ha tenuto sotto stretto controllo le mille emozioni di un Foro in estasi e il bagno di folla di un pubblico che non ha mai smesso di acclamare il suo nome ed applaudire ad ogni suo punto. Nella pancia di un Centrale sold out, tra ‘macchie’ di arancione (capellini e parrucche a tinte orange), autorità e vip in tribuna ‘stregati’ dai suoi colpi (sugli spalti tra gli altri il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il presidente della Camera Lorenzo Fontana, Fiorello e Marco Tardelli) l’azzurro – tornato a Roma in maniera molto diversa rispetto allo scorso anno quando si presentò con tre mesi senza tennis e una buona dose di incertezze per via della squalifica – ha superato in un’ora e 31′ l’austriaco Sebastian Ofner. Tutto molto semplice, o almeno è Jannik che ha abituato tutti a farlo sembrare così. Ha fatto il break al quarto game per mettersi subito al riparo da eventuali scossoni e ha chiuso il primo set 6-3 in 37′. Ce ne ha messi poi altri 54′ (e due interruzioni, la prima sul 4-3 e la seconda sul 5-4, per soccorrere due persone sugli spalti colte per malore) per chiudere 6-4 il secondo, più combattuto per una buona reazione dell’austriaco. Jannik accede così al terzo turno dove affronterà il vincente della sfida tra il ceco Mensik e l’australiano Poporyn.
Ofner, che in carriera non ha mai battuto un top ten, ha provato solo nella prima parte a opporre resistenza al numero uno al mondo giocando in maniera spavalda e spingendo bene con scambi profondi a colpire le righe. Ma all’altoatesino sono bastati davvero pochi colpi per prendere le misure operare subito il soprasso e non dare alcuna chance al rivale di rientrare. Nel secondo set infatti Sinner ha subito strappato il servizio all’austriaco controllando la reazione avversaria e il doppio stop imprevisto (causa malore di due spettatori sugli spalti) che avrebbe potuto togliere ritmo e concentrazione. Ma Sinner ha retto anche a questi imprevisti. E in questa edizione, soprattutto alla luce della sua straordinaria condizione fisica, si vede la strada spianata. Assente Alcaraz infortunato al polso, e uscito di scena Djokovic venerdì sera, anche il numero 5 del seeding Ben Shelton ha lasciato il Foro battuto dal georgiano Nikoloz Basilashvili.La cavalcata nei Masters di Jannik, iniziata il 7 marzo in California, dove vinse il suo ad Indian Wells, continua.
Con il successo su Ofner, l’altoesino, a caccia del sesto 1000 consecutivo, porta a 29 le partite vinte di fila nei Masters, la 24/ma della stagione. E il sogno di prendersi Roma 50 anni dopo Adriano Panatta inizia ad assumere i suoi contorni. ‘Sinner ti amiamo’ è scritto su uno dei tanti cartelli esposti sugli spalti mentre sventolano le parrucche ‘orange’. E Jannik ricambia.

