Novak Djokovic si è raccontato durante un’intervista con il noto giornalista britannico Piers Morgan. Il tennista serbo, ex n°1 del mondo, ha parlato anche di Jannik Sinner e del caso Clostebol che ha segnato parte della carriera dell’azzurro. “Quella nuvola lo seguirà sempre, proprio come la situazione del vaccino contro il Covid segue me. Dovresti chiederglielo”, ha detto il campione 38enne in un’anticipazione pubblicata sul canale YouTube.
La ricostruzione del caso Clostebol
Il caso è scoppiato il 10 marzo 2024, durante il Masters 1000 di Indian Wells, quando Sinner è risultato positivo due volte al Clostebol, prodotto inserito nella lista delle sostanze proibite. Lo stesso Jannik aveva spiegato che la contaminazione è avvenuta a causa di un massaggio ricevuto dal suo fisioterapista, Giacomo Naldi che in quei giorni aveva usato il Trofodermin, un medicinale spray contenente Clostebol, per curare un taglio al mignolo della mano sinistra.
Dopo quasi un anno la Wada (Agenzia Mondiale Anti-Doping) ha comunicato il raggiungimento di un accordo con il tennista azzurro e i suoi legali. Il numero uno del mondo ha patteggiato una sospensione di tre mesi dall’attività agonistica dal 9 febbraio al 4 maggio 2025. Sinner quindi ha saltato i Masters 1000 di Indian Wells, Miami, Montecarlo e Madrid. Ha potuto riprendere gli allenamenti il 13 aprile ed è tornato a competere agli Internazionali d’Italia a maggio.

Djokovic e il Covid
Anche Djokovic è stato protagonista di un caso che ha attirato l’attenzione mediatica internazionale. Il fuoriclasse di Belgrado ha sempre ribadito di non volersi vaccinare contro il Covid-19 tanto da essere disposto a rinunciare a Slam come Roland Garros e Wimbledon. “Sì, questo è il prezzo che sono disposto a pagare”, aveva detto Novak. Negli anni della pandemia, infatti, gli organizzatori di molti tornei ritenevano la vaccinazione un requisito essenziale per partecipare alle gare.
Nel 2022 il serbo è stato escluso da diverse competizioni come Australian Open e Us Open. A Melbourne il serbo è finito addirittura in un centro di detenzione per migranti in attesa che il suo caso venisse valutato dalle autorità. “Sono estremamente deluso“, aveva detto al tempo Novak. “Sono a disagio che l’attenzione delle ultime settimane sia stata su di me e spero che ora possiamo concentrarci tutti sul gioco e sul torneo che amo. Vorrei augurare ai giocatori, ai funzionari del torneo, allo staff, ai volontari e ai fan tutto il meglio”.


