L'ex campione italiano commenta l'impresa del tennista romano

“E’ una bellissima pagina dello sport italiano”. Così Nicola Pietrangeli commenta con LaPresse l’impresa di Matteo Berrettini che ha conquistato la finale di Wimbledon. “Di Virna Lisa si diceva che con quella bocca poteva dire quello che voleva, Ecco, Berrettini con quel servizio può fare quello che vuole. Tra un po’ gli dovranno rinnovare il porto d’armi, perché quello non è un servizio, è un cannone”.

“Ci dobbiamo credere – prosegue Pietrangeli – basta che non ci sia l’emozione della finale di Wimbledon. E nessuno può dargli suggerimenti, neanche il più bravo degli psicologi”.

E non ha dubbi l’ex campione azzurro, ultimo italiano che era arrivato in semifinale nel prestigioso torneo su erba londinese: se dovesse scegliere tra la vittoria degli azzurri di Mancini e quella di Berettini, “scelgo diecimila volte Berrettini. Gli azzurri giocano un gioco di squadra e il merito va diviso in tanti, lì sei tu, il merito, o il demerito, è solo tuo. Senza il portiere che fa il rinvio, il centravanti non segna mai il gol nelle squadre. Nel tennis è tutta roba tua”.

Berrettini non ricorda a Pietrangeli nessun campione del passato: “Non va molto a rete, il gioco di prima era differente da adesso. Lui ha un gioco suo personale”.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata