Lindsey Vonn, la caduta alle Olimpiadi 2026 e la frattura: quando tornerà sugli sci

Lindsey Vonn, la caduta alle Olimpiadi 2026 e la frattura: quando tornerà sugli sci
(AP Photo/Andy Wong)

La frattura del femore, l’intervento al Ca’ Foncello e il precedentea Crans Montana. L’ortopedico e il futuro di Lindsey Vonn.

“Sembra che Lindsey Vonn abbia subito una frattura ossea, non direttamente correlata all’infortunio di pochi giorni fa a Crans Montana, in Coppa del Mondo. Una frattura del femore della gamba sinistra, trattata con l’applicazione di un fissaggio esterno ‘a ponte’ per consentire successivamente un trattamento definitivo. Una lesione che richiederà almeno tre mesi prima che la campionessa americana possa tornare sugli sci”. Parola di Fabrizio Cortese, direttore Ortopedia e Traumatologia Ospedale Santa Maria del Carmine di Rovereto (TN) e past president Otodi (società degli Ortopedici e traumatologi ospedalieri italiani).

“Non ho visto le lastre – premette Cortese a LaSalute di LaPresse – ma una frattura a 41 anni è una bella sfida da affrontare. Una situazione – aggiunge – che mette a grosso rischio la prosecuzione della sua carriera”. 

Il volo in elicottero

Dopo la rovinosa caduta ieri in pista, Lindsey Vonn è stata portata via in elicottero prima a Cortina, poi al Ca’ Foncello di Treviso. Una struttura che dista meno di 70 km dalla Base aerea di Aviano. La  campionessa statunitense, tornata a gareggiare l’anno scorso proprio con l’obiettivo delle Olimpiadi di Milano Cortina, oltretutto in una delle sue piste preferite, è scivolata dopo appena 13 secondi di gara, sfiorando la seconda porta e cadendo rovinosamente. 

Il precedente in Coppa del Mondo

Lindsey Vonn era in condizioni precarie per la rottura del legamento crociato rimediata una settimana fa in Coppa del Mondo a Crans Montana. “A livello del ginocchio destro – ricostruisce l’ortopedico, che è anche un appassionato sciatore – Vonn ha una protesi parziale, mentre a sinistra, dopo la caduta a Crans Montana, presentava una rottura del legamento crociato. Dopo una riabilitazione molto intensiva, con un tutore, è stata ammessa alla gara delle Olimpiadi”. 

La doppia funzione del crociato 

Ma scendere in pista in quelle condizioni che rischi ha comportato? “Un atleta in teoria può sciare con il crociato rotto. Il problema – avverte Cortese – è che il livello di Vonn è molto alto e il crociato non ha solo una funzione meccanica, ma anche propriocettiva: è come un sensore che fa contrarre i muscoli prima che l’atleta si renda conto che il ginocchio sta ruotando. Quando però il legamento non c’è o è lasso, manca il sensore automatico, una sorta di sistema di sicurezza”. 

“Questo è quello che probabilmente è successo in pista a Lindsey Vonn: con un crociato rotto la muscolatura consente un controllo nelle situazioni ottimali, ma in caso di torsione imprevista non si ha la propriocezione per mantenere il ginocchio in asse. Ecco perché la campionessa non ha stabilizzato ed è caduta”, dice Cortese.

Perché gli sci non si sono staccati

C’è anche da dire che gli sci della Vonn non si sono staccati. Ma come mai? “C’è un sistema di sicurezza – risponde Cortese – che fa staccare lo sci e che di solito viene tarato pochi chili sopra il peso corporeo dello sciatore. Questo però non avviene mai per gli atleti in gara, perché altrimenti le sollecitazioni che si hanno su uno sci lungo 2 metri a 140 all’ora porterebbero l’attrezzo a staccarsi alla prima curva”. 

Insomma, il problema è che, “in genere, le sicurezze vengono over tarate, e che talvolta lo sci non si stacchi, come è successo in quest’ultimo episodio. Ciò ha portato a una torsione sovramassimale, che ha causato la frattura”, chiarisce l’ortopedico. Insomma, a volte muscolatura e allenamento non bastano.

E adesso quali sono le prospettive per la campionessa Usa? “È complicato fare previsioni non avendo dati precisi, ma direi che è difficile che prima di 3 mesi Lindsey Vonn possa tornare sugli sci, considerato anche il crociato rotto”, conclude Cortese.

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