Olimpiadi 2026, bronzo Goggia nella libera. Vonn caduta shock e frattura alla gamba

Olimpiadi 2026, bronzo Goggia nella libera. Vonn caduta shock e frattura alla gamba
Sofia Goggia festeggia la medaglia di bronzo nella discesa libera alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 (AP Photo/Andy Wong)

Vince Breezy Johnson davanti alla 22enne tedesca Emma Aicher

Alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, vince una statunitense, non quella più attesa. Sofia Goggia conquista un’altra medaglia, non quella sperata. L’Olympia delle Tofane incorona come nuova regina Breezy Johnson, già velocissima in prova e capace di domare la pista olimpica di Cortina battendo per appena quattro centesimi la 22enne tedesca Emma Aicher, che ha davanti a sé un futuro radioso ma intanto si appende al collo uno splendido argento già nel presente. L’azzurra si prende un bronzo ragionato: niente ‘goggiate’, niente rischi ma tanta testa nel portare a termine una gara in condizioni complicate, tra la pressione del dover portare a casa una medaglia pregiata e la concentrazione da preservare dopo la lunga attesa al cancelletto di partenza.

Paura per Lindsey Vonn

Già, perché la gara è stata segnata da una rovinosa caduta occorsa a Lindsey Vonn, portata via in elicottero e trasportata dopo un primo accertamento a Cortina al Ca’Foncello di Treviso, dove è stata sottoposta a un intervento chirurgico di stabilizzazione della frattura a una gamba sinistra. La 41enne statunitense, tornata a gareggiare l’anno scorso con l’obiettivo di preparare ad hoc l’appuntamento olimpico in una delle sue piste preferite, è scivolata dopo appena 13 secondi di gara, sfiorando la seconda porta e cadendo rovinosamente. La tribuna dell’Olympia delle Tofone, che l’aveva acclamata a gran voce in partenza, si è subito ammutolita una volta capito il grave problema occorso alla sciatrice americana, già in condizioni precarie per la rottura del legamento crociato rimediata una settimana fa in Coppa del Mondo a Crans Montana. La lunga interruzione – circa 20 minuti – necessaria per soccorrere Vonn non ha giovato a Goggia, che sarebbe scesa da lì a poco. Ma Sofia ha saputo mantenere i nervi saldi, commettendo qualche sbavatura ma restando sul podio olimpico nella gara regina delle velocità per la terza volta consecutiva dopo l’oro di PyeongChang 2018 e l’argento miracoloso di Pechino 2022, 23 giorni dopo un infortunio rimediato proprio a Cortina. Nella top ten anche Laura Pirovano, sesta, e Federica Brignone, decima con fiducia in crescendo in vista del superg e del gigante, a lei sicuramente più congeniali. “Probabilmente avrei anche firmato per un bronzo visto che le prove non sono andate bene. Sicuramente oggi il sole scaldava tanto e io non sono scesa sul manto duro e compatto e aggressivo che ho visto in ricognizione – ha raccontato Goggia – Sono contentissima così”. Anche perché in ballo c’è ancora un supergigante da vivere da protagonista oltre alla combinata a squadra e al gigante. L’Olimpiade di Sofia è appena iniziata. 

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