Dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul tram con Valentino Rossi all’omaggio a Giorgio Armani, dall’inno di Mameli cantato da Laura Pausini ad Alberto Tomba, Deborah Compagnoni e Sofia Goggia che hanno acceso i due bracieri a Milano e Cortina. Una cerimonia di apertura senza precedenti delle Olimpiadi invernali, che si è svolta in quattro sedi, ricca di riferimenti alle icone e alla cultura italiana, ha ufficialmente dato il via ai Giochi di Milano-Cortina, con il ritorno dello spettacolo sportivo in Italia 20 anni dopo Torino 2006.

Lo show creato da Marco Balich
Si tratta delle Olimpiadi più estese – estive o invernali – della storia, con sedi di gara su un’area di circa 22.000 km quadrati. Uno stadio di San Siro coloratissimo – tutto esaurito con 61mila spettatori – è stato il cuore scenico di ‘Armonia‘, questo il tema della cerimonia. Lo show creato da Marco Balich è iniziato con un tributo alla Bellezza Italiana e ad Antonio Canova, massimo esponente del Neoclassicismo. Lo stadio si è trasformato in un museo vivente, con 70 performer dell’Accademia del Teatro alla Scala, uomini e donne immobili come statue, sospesi in una dimensione senza tempo.
Gli omaggi
Quindi il primo di tanti omaggi, quello a tre dei grandi maestri della musica lirica italiana – Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini e Gioachino Rossini – con una ‘Sinfonia della Fantasia’, interpretata da un gruppo di Note danzanti. La creatività italiana ha preso forma in una sfilata di icone – dalle grandi invenzioni alla cucina, dall’architettura alla moda e al design, fino allo spettacolo – con un omaggio a una delle sue protagoniste più amate, Raffaella Carrà. L’Italia si accende di musica e colore.
Mariah Carey sul palco
Un caleidoscopio di colori ha infatti accolto al centro della scena Mariah Carey, grande diva internazionale che, in un abito disegnato da Fausto Puglisi, ha interpretato ‘Nel Blu, dipinto di Blu di Domenico Modugno’, seguito da uno dei suoi brani più iconici, ‘Nothing Is Impossible’, canzone simbolo dello spirito sportivo. Quindi tre giganteschi tubetti di vernice sospesi in aria, da cui fuoriescono colori rossi, gialli e blu, mentre ballerini in costumi sgargianti hanno riempito il palco. I loro costumi rappresentano il cibo, l’arte e la moda italiani.
Le istituzioni presenti a San Siro
Protagonista diventa poi il presidente della Repubblica Mattarella, prima in un video proiettato sui maxi schermi in cui lo si vede viaggiare su un tram numero 26 guidato da Valentino Rossi. Al suo ingresso nella tribuna d’onore di San Siro insieme al Presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Kirsty Coventry, un autentico boato è partito dagli spalti di San Siro. In tribuna con loro anche il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance.
Dal ricordo di Armani all’Inno cantato da Laura Pausini
Non poteva poi mancare un omaggio a Giorgio Armani. Tre gruppi di modelle hanno sfilato indossando creazioni disegnate dal grande stilista recentemente scomparso: verde, bianco e rosso diventano movimento, trasformando la bandiera italiana in un’immagine vivente.
Dalle file delle modelle è emersa la portabandiera di Milano, Vittoria Ceretti. È stata lei a portare la Bandiera Nazionale fino al palco protocollare, dove il vessillo è stato affidato al Corpo dei Corazzieri. Subito dopo altro momento toccante quando tutto lo stadio si è alzato in piedi per ascoltare e cantare l’Inno di Mameli intonato dalla pop stare internazionale Laura Pausini. Altra star nostrana Pierfrancesco Favino ha letto i versi de ‘L’Infinito’ di Giacomo Leopardi in un’esperienza condivisa e collettiva. Si è arrivati così al momento della Parata degli Atleti, per la prima volta nella storia dei Giochi Olimpici, si è svolta in forma diffusa, coinvolgendo le sedi di gara di Milano, Livigno, Predazzo e Cortina.
Il caso Ghali
Sul palco si è esibito anche Ghali, finito al centro di un caso per via della mancata presentazione durante la diretta tv. Sui social molti si sono lamentati del fatto che l’esibizione del rapper sia stata oscurata dalla telecronaca Rai. L’artista si è esibito recitando ‘Promemoria’ di Gianni Rodari. Nelle ultime ore prima dello show, il cantante si era rammaricato del fatto che l’organizzazione gli avesse impedito di recitare la poesia anche in arabo.
Fischi per Israele, Usa e Vance
In linea con il protocollo Olimpico, la Parata si è aperta con la Grecia e si è conclusa con l’Italia, Paese ospitante, con i suoi 146 atleti, seguendo l’ordine alfabetico delle delegazioni. Le delegazioni partecipanti sono 92. Non sono mancati i fischi per la delegazione di Israele che ha sfilato allo stadio di San Siro. All’ingresso la pattinatrice Mariia Seniuk e Jared Firestone dello skeleton non hanno nascosto un certo dispiacere nel sentire qualche fischio risuonare dallo stadio. Qualche fischio anche per la delegazione degli Stati Uniti, guidata dai due portabandiera la pattinatrice Erin Jackson e il bobbista Frankie del Duca, soprattutto quando sul maxi schermo è apparso il vicepresidente JD Vance.
Applausi per l’Ucraina e l’Italia
Mentre applausi per l’Ucraina con i portabandiera la pattinatrice di short track Yelyzaveta Sydorko e il pattinatore Vladyslav Heraskevych. Un autentico boato ha accolto poi l’ingresso dell’Italia Team. A guidare la pattuglia azzurra composta da 146 atleti i quattro portabandiera: a Milano Arianna Fontana e Federico Pellegrino, a Cortina Amos Mosaner e Federica Brignone.

Mattarella apre le Olimpiadi
Al termine della parata dalla tribuna d’onore, il presidente della Repubblica Mattarella ha dichiarato ufficialmente aperti i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Ma lo spettacolo non è finito. A San Siro, una coppia di tedofori ha fatto il suo ingresso nello stadio, dando avvio a una staffetta simbolica. La Fiamma è stata poi affidata a un gruppo di tre atleti italiani che l’hanno portata fuori dallo stadio. L’intera sequenza è accompagnata dall’orchestra e dalla voce di Andrea Bocelli che ha cantato il ‘Nessun dorma’.
Quindi il gran finale con Alberto Tomba e Deborah Compagnoni che hanno acceso il braciere olimpico, realizzato con un omaggio a Leonardo Da Vinci, all’Arco della Pace di Milano, dopo aver ricevuto la fiaccola da Enrico Fabris. A Cortina è stata invece Sofia Goggia ad accendere il braciere, dopo aver ricevuto la fiaccola da Gustavo Thoeni.

