Olimpiadi 2026, dal mite Odermatt al ‘fuoco’ di Braathen: le star di Bormio si accendono

Olimpiadi 2026, dal mite Odermatt al ‘fuoco’ di Braathen: le star di Bormio si accendono
(AP Photo/Giovanni Auletta)

In Valtellina i campioni dello sci maschile pronti a scendere in pista per le medaglie

Dallo svizzero (quasi) imbattibile che dice di “non avere più sogni da realizzare se non un paio appena” al brasiliano-norvegese dal cuore bollente secondo cui non c’è niente che ama di più “che essere l’uomo del momento”. Nello sci alpino al maschile sono tante le stelle pronto ad illuminare Bormio con le loro performance olimpiche a due giorni dal via delle Olimpiadi invernali. Il più atteso è Marco Odermatt, dominatore assoluto nelle discipline tecniche e veloci, capace di unire un talento naturale a una dedizione e una passione fuori dall’ordinario. Descritto come il ‘Federer dello sci’ per la sua forza e la sua eleganza in pista, il 28enne da 100 podi in CdM (53 vittorie di cui 10 in questa stagione) è in grado di trasformare anche un errore in velocità, limitando i danni e a volte guadagnando terreno dove altri lo perderebbero. Questa capacità di “trazione integrale” gli consente di eccellere in diverse discipline, dal gigante (fu oro a Pechino 2022) alla discesa libera dove punta dritto all’oro. E’ uno dei suoi pochi desideri ancora da esaudire insieme al trionfo nella libera di Kitzbhuel ancora una volta mancato: due settimane fa è stato l’azzurro Mattia Franzoni a negargli per 7 centesimi la gioia nella gara più iconica del ‘circus’. Un motivo in più per rifarsi e dominare sulla pista Stelvio. Quattro suoi connazionali – Bernhard Russi (1972), Pirmin Zurbriggen (1988), Didier Défago (2010) e Beat Feuz (2022) – hanno vinto la discesa libera olimpica maschile, e il velocista di Nidwalden vuole far parte di questa cerchia esclusiva perché “la libera è l’evento più iconico dei Giochi e io voglio salire il più in alto di tutti”. Odermatt possiede qualità fisiche e naturali uniche, tra cui un’elasticità e una reattività che gli permettono di mantenere un contatto incredibile con la neve anche in condizioni difficili: per questo il 4 volte vincitore consecutivo della Coppa del Mondo assoluta (oltre a nove coppe di specialità, due in discesa, tre in SuperG e quattro in gigante) è il favorito numero uno. Il segreto del successo sta nella testa: mantiene un notevole equilibrio mentale e la sua filosofia è quella di non “scervellarsi troppo”, approcciando le gare con divertimento e rilassatezza, il che contribuisce alla sua consistenza e al suo successo.

Olimpiadi 2026, dal mite Odermatt al ‘fuoco’ di Braathen: le star di Bormio si accendono
(AP Photo/Luca Bruno, File)

Occhi puntati sul norvegese naturalizzato brasiliano Pinheiro Braathen

Il carattere mite dell’elvetico è agli antipodi rispetto a quello di Lucas Pinheiro Braathen, talento versatile nato in Norvegia ma che ha recentemente scelto di gareggiare per il Brasile, paese di origine di sua madre, scrivendo una pagina storica per lo sport invernale sudamericano. La sua decisione di lasciare la squadra norvegese e gareggiare per il Brasile, annunciata nel marzo 2024 dopo un breve ritiro nell’ottobre 2023, fu motivata dal desiderio di maggiore libertà personale e gestionale della sua immagine. Una ‘mossa’ che ha avuto un forte impatto emotivo, permettendogli di competere sentendosi pienamente se stesso e portando un’inedita visibilità per il Brasile negli sport invernali. “E’ il progetto più grande della mia vita”, dichiarò al suo rientro alle gare culminate il 16 novembre scorso quando divenne il primo atleta brasiliano a vincere una gara di Coppa del Mondo di sci alpino, trionfando nello slalom a Levi, in Finlandia. Soprannominato ‘Samba del ghiaccio’ (efficace sintesi della sua identità e del suo stile) per le sue origini e per la sua irrefrenabile voglia di ballare, appena tolti gli sci ai piedi Braathen può diventare l’uomo copertina di questi Giochi perché combina sci, moda e un forte senso di libertà personale. È un personaggio che ama sfidare gli stereotipi e ispirare gli altri, parlando apertamente delle sue scelte di carriera e di vita. Spesso si descrive come un outsider, un’identità che ha abbracciato per trovare un senso di appartenenza. Bormio lo aspetta.

Gli austriaci sempre tra i favoriti

Ma nel novero dei personaggi attesi ai Giochi non possono di certo mancare gli austriaci, a partire dal Marco Schwarz considerato uno dei pilastri della squadra biancorossa di sci alpino maschile dove eccelle in slalom e gigante ma che ha ottenuto ottimi risultati anche nelle discipline veloci come il Super-G, dimostrando grande versatilità. Soprannominato “Blacky” per il suo stile aggressivo e preciso e per la sua incredibile forza mentale nel superare le battute d’arresto fisiche (un documentario intitolato ‘ComeBLACK – in the Shadow of Triumph’ ha esplorato proprio la sua determinazione e pazienza nel tornare ai vertici dopo gli infortuni) proprio a Bormio nel dicembre del 2023 subì la rottura del crociato e strappo del menisco al ginocchio destro. Ma tornò in tempi rapidi alle competizioni e alla vittoria nel dicembre 2025, trionfando nel gigante dell’Alta Badia e nel Super-G di Livigno, dimostrando una grande determinazione.Inossidabile è anche l’aggettivo giusto per Vincent Kriechmayr. Tecnica pulita, grande sensibilità sulla neve, alta capacità di interpretare i tracciati più impegnativi è. un avversario temuto da tutti i big della velocità. Non fosse altro perché ai Mondiali di Cortina d’Ampezzo 2021, realizzò una storica doppietta vincendo l’oro sia nel Super-G che nella discesa libera, impresa riuscita in passato solo a leggende come Hermann Maier e Bode Miller. Una curiosità: deve il suo nome al pittore impressionista olandese Vincent van Gogh, una scelta fatta da sua madre, insegnante di storia dell’arte. Suo fratello gemello si chiama Rafael, come il maestro del Rinascimento. E di rinascita si tratta: nella stagione in corso ha ottenuto a dicembre una vittoria in Super-G a Beaver Creek e un secondo posto a Copper Mountain confermando la sua competitività ai massimi livelli.

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