Il ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi parla delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 a 44 giorni dall’inizio dei Giochi, intervenendo a RTL 102.5 nel corso di ‘Non Stop News’. “I lavori sono finiti. Siamo al momento delle rifiniture, al momento dei dettagli che sono altrettanto importanti. È evidente che noi il 6 febbraio del 2026 saremo stra-pronti e questa è la cosa più importante. È stato un viatico complesso, ci sono stati momenti anche di difficoltà. Consideriamo che queste Olimpiadi, e poi anche le Paralimpiadi, hanno il perimetro più ampio della storia, più di 22 mila chilometri quadrati, poche nuove infrastrutture ma significative”, ha detto Abodi.
Il ministro: “Santa Giulia sarà palazzo dello sport più importante d’Italia”
“Stiamo cercando di utilizzare tutto quello che c’è, soprattutto la natura, perché le Olimpiadi invernali hanno una scenografia sportiva, soprattutto dove la natura è più generosa. – prosegue Abodi – Abbiamo realizzato nuovi impianti a partire da Santa Giulia, il nuovo palazzo dello sport e dell’intrattenimento e che sarà il più importante d’Italia. Abbiamo ricostruito la pista di bob con lo slittino. Insomma, voi vedrete quello che questa macchina organizzativa è stata capace di realizzare in relativamente poco tempo”. “Mancano 44 giorni, un tempo breve ma ancora sufficiente per fare le rifiniture necessarie – ha aggiunto – Siamo sicuramente pronti, sono pronti gli atleti e le atlete, sono pronti gli impianti sportivi che dovranno ospitare questo evento straordinario ed è pronta l’organizzazione. Insomma, diciamo che quello che è stato fatto sarà sufficiente per offrire al mondo uno spettacolo meraviglioso e per mettere l’Italia al centro del mondo”.
Abodi: “Tregua olimpica obiettivo da perseguire anche oltre Giochi”
“Il messaggio speriamo che arrivi a destinazione. Io credo che un segnale positivo sia stato che le Nazioni Unite, 165 nazioni sui 193, abbiano comunque sottoscritto con un consenso unanime, questa formula diplomatica che dimostra che c’è una diplomazia in movimento e lo sport è un contributo formidabile – è la riflessione di Abodi. Adesso si tratta di toccare alle coscienze. Sentivo il Santo Padre ieri e diceva che la Russia non ha accettato neanche la pace del giorno del Natale. Qui siamo a livelli di umanità molto bassi. Lo sport alza un po’ l’attenzione e le sensibilità su questi sentimenti che sono indispensabili ma evidentemente manca ancora qualcosa. La tregua olimpica non è soltanto una tradizione, è un auspicio. È un obiettivo che cerchiamo di perseguire durante i giochi ma mi auguro anche ben oltre i Giochi”.

