È iniziato dallo Stadio dei Marmi di Roma il viaggio della fiamma olimpica di Milano-Cortina lungo 63 giorni e 12.000 chilometri (toccando tutte le 20 regioni e le 110 province, passando da 60 siti patrimonio mondiale dell’Unesco) con Milano come destinazione finale, dove il prossimo 6 febbraio si darà il via ufficiale ai Giochi Olimpici invernali 2026. Alle 9.30 a inaugurare la staffetta è stato il nuotatore Gregorio Paltrinieri, vincitore di un oro, due argenti e due bronzi olimpici. Paltrinieri ha percorso un giro dello Stadio dei Marmi ed effettuato il primo Torch Kiss – momento di passaggio della fiamma tra i tedofori – con Elisa Di Francisca, seconda ‘staffettista’. L’olimpionica della scherma, vincitrice di due ori e un argento nel fioretto, ha effettuato a sua volta un giro di campo, prima di cedere il testimone al terzo tedoforo, un altro olimpionico: Gianmarco Tamberi.
Il vincitore della medaglia d’oro nel salto in alto a Tokyo 2020, dopo aver chiuso il terzo giro dello stadio, ha consegnato la torcia al cestista Achille Polonara che l’ha accompagnata fuori dallo Stadio dei Marmi, lanciando la staffetta per le strade della Città Eterna. Prima del viaggio dei tedofori, Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano-Cortina, ha ricevuto la fiamma dalle mani del mezzofondista Giancarlo Peris, l’ultimo tedoforo dei Giochi di Roma 1960. Dopo 66 anni, ha portato con sé all’interno dello Stadio dei Marmi la lanterna dove viene custodito il Fuoco che darà origine ai Giochi Invernali. Tra gli altri tedofori lo stesso Malagò che alle 10.35 partirà dai Canottieri Aniene, a seguire Donato Carrisi, Matteo Berrettini, Gigi Datome, Andrea Bargnani, Max Biaggi, Giuseppe Tornatore e Achille Lauro. A portare la torcia anche rappresentanti del consiglio nazionale e presidenti di federazione. In tutto a Roma sono coinvolti 164 tedofori.
“Se siamo qui è anche grazie a Giulio Onesti e ai Giochi che ha portato a Roma nel ’60. In questo viaggio bellissimo toccheremo tutti i siti Unesco e sarà un grande spot per il Paese. Un significato profondo anche come risposta d’orgoglio alla decisione di chi ci negò la possibilità di concorrere con Roma all’assegnazione di un’altra edizione estiva. Lo sport ci insegna a rialzarci e a festeggiare nuovi traguardi, come questo che ci unisce in un sogno magico”. Così Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano-Cortina, nel chiudere la serie degli interventi istituzionali alla partenza della staffetta della fiamma olimpica.
La fiamma olimpica di Milano-Cortina, nel suo viaggio, è passata anche dal Vaticano. La fiamma è arrivata su via della Conciliazione poco prima di mezzogiorno attesa da centinaia di persone.
“È stata una grande emozione, oggi ero super agitato e nervoso ma è andato tutto bene. È un’emozione anche essere in piedi, fino a una settimana fa ero ancora in carrozzina, quindi è un grande successo”. Così il cestista Achille Polonara dopo aver portato la fiamma olimpica di Milano-Cortina nella staffetta che ha preso il via allo Stadio dei Marmi di Roma. L’azzurro, affetto da leucemia, ha parlato della sua battaglia contro la malattia: “É stata complicata, spero di essere alla fine e che da adesso in poi le cose vadano meglio. Essere un atleta mi ha aiutato molto e anche la giovane età ha fatto la sua parte”. “Sono sempre stato un combattente”, ha aggiunto
“La fiaccola va oltre lo sport, quando si pensa all’Olimpiade si pensa al mondo che si ferma e si riunisce. Anni fa si fermavano guerre, anche se dubito succeda adesso”. Lo ha detto l’olimpionico del nuoto Gregorio Paltrinieri, tedoforo allo Stadio dei Marmi di Roma nel corso della cerimonia che ha dato il via alla staffetta della fiamma dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina. “Sono diverse le emozioni, a quelle in vasca sono abituato, anche se non dovrei darle per scontato e mi mancheranno. Quella di oggi è un’emozione incredibile”, ha risposto Paltrinieri a chi gli ha chiesto un paragone tra l’emozione della gara e quella rappresentata dalla fiaccola. “Ho vinto ai Giochi, ho chiuso le Olimpiadi di Parigi con la bandiera e apro quelle di Milano-Cortina con la fiamma, ora mancherebbe giusto una cosetta…”, ha aggiunto facendo riferimento alla possibilità di fare da portabandiera ai Giochi di Los Angeles. “Intanto mi qualifico poi ci pensiamo…”, ha concluso.
“Polonara lo conosco bene, siamo amici fin da piccoli e siamo marchigiani entrambi. Passare la fiamma a lui è stata una soddisfazione immensa. So cosa ha passato e non è da augurare a nessuno, ma lui ha affrontato tutto da guerriero”. Così Gianmarco Tamberi, tedoforo dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina, nel commentare la staffetta con Achille Polonara all’interno dello Stadio dei Marmi, di Roma. “È stato fantastico. Come me lo hanno detto ho accettato immediatamente”, ha aggiunto Tamberi parlando della staffetta. “Il mio rapporto con le olimpiadi così è sempre più stretto, speriamo arrivi fino a Los Angeles, perché sarà un viaggio lungo e complicato, ma l’obiettivo è quello”, ha aggiunto. “Il rapporto con le Olimpiadi vorrei continuare a stringerlo fino a Los Angeles. Spero di arrivarci, sarà un viaggio lungo e complicato, ma lo sport come la vita è fatto di difficoltà”, ha aggiunto Tamberi. “Il fatto che una fiamma venga accesa in un paese e venga mantenuta accesa da tante persone ha un’importanza enorme, più di tante altre cose. Tregua olimpica? Sarebbe una cosa bellissima, non infattibile, ce lo auguriamo tutti”, ha concluso Tamberi.

