L'azzurra si conferma imbattibile nonostante il vento forte

Sofia Goggia si conferma una discesista imbattibile e a Crans Montana domina il vento e le avversarie più agguerrite conquistando il terzo successo consecutivo stagionale. Un record che nessuna azzurra era mai riuscita a realizzare, a dimostrazione del talento e della grinta dell’olimpionica tornata più battagliera che mai dopo l’infortunio che ha condizionato la parte finale della scorsa stagione. Un segnale di caparbietà che solo i campioni sanno esprimere, lo stesso lanciato oggi a Kitzbuhel da Dominik Paris, che ad un anno esatto dal suo infortunio al ginocchio, si è rialzato ottenendo sulla sua ‘magica’ pista della Streif un terzo posto che vale quanto una vittoria. Un venerdì dunque tutto dipinto di azzurro che premia i due assi della velocità e fa ben sperare in vista dei Mondiali di Cortina.

La Goggia dopo Val d’Isere e St. Anton realizza un tris magnifico che la riporta la campionessa olimpica a dominare la classifica di specialità con 380 punti contro i 240 dell’americana Breezy Johnson e i 238 di Corinne Suter. Un successo che premia la sua caoacit di scorrevolezza la sua tenuta mentale: la gara è stata infatti flagellata dal vento e la partenza prima rinviata di quattro ore per una fitta nevicata e stata poi ribassata al cancelletto del superG per le raffiche continue. L’azzurra ha mantenuti i nervi saldi ipotecando il successo nella parte alta dando tutto nelle prime porte per poi chiudere in crescendo. L’unica atleta in grado di avvicinarsi alla Goggia è stata Ester Ledecka, sempre più temibile nella velocità, rimasta alle spalle dell’azzurra per 20 centesimi, con al terzo posto proprio la Johnson, staccata però già di 57. “Ho avuto emozioni strane, ho preso tanto vento, avevo le porte contro fino all’ultimo. Quando ho visto che ero davanti ero contenta. Non l’avrei mai detto che avrei vinto oggi. Dopo l’interruzione il vento è calato ma la neve è diventata più collosa. Su una discesa così corta coraggio poco, c’erano pochi punti per fare la differenza. Non è mai semplice gareggiare con condizioni così diverse”, ha dichiarato l’azzurra. Federica Brignone chiude al nono posto, seguita da Nadia Delago, decima a 1″15. A non centrare la zona punti Marta Bassino, stella del gigante azzurro.

A chiudere il cerchio con la sorte è anche Dominik Paris che proprio un anno fa dalle parti di Kitzbuehel, a Kirchberg, aveva dovuto abbondare le gare per la rottura del crociato durante una caduta in allenamento in SuperG. Sul tracciato che lo ha visto due volte vincitore il campione della Val d’Ultimo mette a segno una gara quasi perfetta, costellata da mille difficoltà e interruzioni per due cadute rovinose (quella dell’americano Ryan Cochran-Siegle e quella dello svizzero Urs Kryenbuhel) e da una lunga pausa per il vento. Davanti a Paris solo lo svizzero Beat Feuz che con il tempo di 1’53″77 realizza il suo grande sogno sulla pista più difficile al mondo dopo 14 tentativi andati a vuoto. Staccato di 16 centesimi l’austriaco Matthias Mayer. Paris, a 56 centesimi da Feuz, dopo il quarto posto ottenuto a Bormio dimostra così di essere tornato confermandosi il migliore azzurro di tutti i tempi: “La Streif è una pista tosta: ci sono dei passaggi molto difficili e non c’è spazio per sbagliare. Se spingi sei un po’ a rischio ma è quello che la rende così bella. E’ una giornata che non mi dimenticherò mai, dopo un anno dall’infortunio, tornare sul podio proprio qui mi dà un’emozione molto forte”.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata